[Angouleme 2012] L’immagine giusta, oggi

Nella Giornata della Memoria, di fronte a un muro con gli originali del Maus di Art Spiegelman:

[Angouleme 2012] Scene di ordinaria cognacologia (disegnata)

Per rendere l’idea del rapporto tra Angouleme (fumetto) e Cognac (alcolici), una foto scattata ieri al Museo delle Arti del Cognac, sezione emeroteca:

 

Angouleme 2012 warm-up in 6 mosse (6): letture

Infine, prepararsi per Angouleme – come per ogni festival di fumetto o fiera del libro – significa:

6 > lettura di fumetti.

Perché per entrare nel clima del festival, il rito principale rimane uno: la lettura. E in quei giorni – o anche solo in poche ore spese fra spostamenti e pernottamenti – una quota importante di tempo èdedicata a leggere per informarsi sullo stato dell’arte, per costruire il proprio programma festivaliero, per ‘settare’ le proprie aspettative rispetto alle tendenze del momento, ai dibattiti nel settore, o alla ‘lotteria delle premiazioni’.

Si legge per tenersi aggiornati, per fare nuove scoperte, ritrovare vecchie esperienze (anche di lavoro), rinnovare passioni. E per il semplice piacere della lettura in un contesto di eccezionale ricchezza dell’offerta.

Si legge prima, dunque; ma anche – e forse soprattutto – durante: sugli stand e seduti nelle sale incontri, in pausa caffé e in sala stampa, di giorno e di notte, sui mezzi e nella propria camera. Si legge un sacco, come è inevitabile che sia.

Tra le letture nella settimana pre-festivaliera, quest’anno mi sono preparato così:

- con il nuovo, atteso libro di uno dei ‘candidati forti’ della Selezione, il seducente – e vero virtuoso nell’uso del colore – Brecht Evens. Splendido, anche se forse meno ‘urgente’ rispetto al libro del suo debutto:

- un episodio di uno dei progetti seriali più articolati dell’anno (scelto con criterio approssimativo: dalla copertina ), ovvero Alter Ego:

- l’acclamato (in Spagna) affresco storico di Kim e Altarriba, L’art de voler:

- l’assai riflessivo Les ignorants di Etienne Davodeau, sul tema fumettologico delle motivazioni all’espressione di sé (a fumetti)

- l’ennesimo recupero del Tezuka meno celebre, Le chant d’Apollon:

- il sorprendente Lemon Jefferson, straniante feuilleton interamente realizzato al pennarello colorato dallo sconosciuto Simon Roussin:

E una volta arrivato in Francia, omai in (lento) avvicinamento ad Angouleme, ho recuperato:

- il primo tomo dell’Integrale di Philémon, del gigantesco Fred:

- il nuovo libro dell’italiano Luigi Critone, Je, Francois Villon:

- e l’antologia Quoi!, pubblicata da L’Association e che raccoglie il punto di vista dei fondatori della casa editrice (Trondheim, David B., Killoffer, Stanislas, Mokeit) e di compagni della prima ora (Joann Sfar, Charles Berberian, Jean-Louis Capron, Jean-Yves Duhoo) sulla storia della loro straordinaria avventura culturale, e sulla parabola conflittuale – fino alla traumatica separazione – del gruppo con il co-fondatore e anima intellettuale J-C Menu:

Proprio questo ultimo libro è quello che, in questa settimana, non riesco a togliermi dalla testa. Per la virulenza degli attacchi, prima ancora che per il valore storico-culturae del contributo: un libro a metà tra memoriale, esercizio riflessivo e regolamento di conti. Un’opera dall’energia fastidiosa e sfacciata. Un piccolo “caso editoriale”, per il mondo del fumetto francese, nato per ripulire dall’inquinamento progettuale prodottosi nella lunga battaglia interna, ma che pare destinato a lasciare sul terreno nuove scorie.

E da oggi si entra nel vivo. Con altre letture. Chissà quante – come sempre, peraltro.

Angouleme 2012 warm-up in 6 mosse (5): scambi e presentazioni

Penultima attività collaterale per prepararsi ad Angouleme:

5 > materiali per scambi e presentazioni (fumettologiche).

Per i festivalieri che frequentano Angouleme per lavoro – e al di là delle dédicaces – i giorni precedenti comportano anche un doppio impegno: scegliere i materiali da scambiare in loco con Tizio e Caio, e preparare quel che serve per alcune presentazioni.

Il primo aspetto è uno dei tanti riti che accompagnano spesso la socialità di un festival, fatto sempre (anche) di scambi e doni reciproci – tra autori, editori, fumettologi – impacchettati per bene nella settimana pre-FIBD. Dal mio punto di vista, come ho raccontato l’anno scorso, il giorno degli “scambi” per eccellenza è il venerdì: il giorno dell’imperdibile “Plat lunch” – nato all’interno della mailing list Platinum Age – raduno mangereccio tra fumettologi di mezzo mondo, ed eccezionale momento di aggiornamento e discussione intorno alle ricerche in corso nel campo della storiografia del fumetto.

Anche quest’anno ci passeremo di mano in mano le pubblicazioni più recenti di ognuno, ci mostreremo bozze di libri in lavorazione, ci scambieremo quei libri/fumetti/fotocopie/files – spesso introvabili o semi-sconosciuti – che ci eravamo ripromessi di condividire, magari via email. E chissà che non riesca a unirsi anche il buon Spiegelman, da sempre appassionato membro listaiolo.

Legata a questo momento da “ricercatori trafficoni” c’è poi un’occasione più formale: una sessione di presentazioni. Che in parte prosegue in modo più strutturato lo stesso Plat-lunch (con 4 o 5 brevi speech), in parte è uno spin-off propriamente ‘conferenzistico’ che si svolge al Museo il sabato (con due attese presentazioni di Thierry Smolderen e Paul Karasik). Un piccolo momento di lavoro vero e proprio, ovviamente preparato a ridosso del festival. E come da prassi del buon convegnista: terminando le slides la notte prima, in albergo…

Piccola news, peraltro: domani Gadducci&Stefanelli racconteranno qui del nuovo – finalmente – numero della rivista SIGNs Journal [promessa: entro l'estate lanceremo un sito rinnovato]. Per informare i colelghi e amici dell’uscita di articoli che suoneranno così:

 

[Angouleme 2012] Il quotidiano fumettòfilo

Come si diceva, primo giorno di festival = Libération interamente illustrato.

In copertina un guest artist notevole, Dave Cooper:

E qui c’è un Obama secondo Cristophe Blain:

Infine, sul sito di Libération, un video con Killoffer, immerso nel lavoro di coordinamento redazionale per il quotidiano – de facto – più fumettòfilo che ci sia.

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