Manga da dieci centesimi

Non illudetevi (non illudiamoci): è solo una metafora. La hanno scelta però PictureBox e Ryan Holmberg, rispettivamente casa editrice e editor, per battezzare una nuova collana di manga in arrivo sul mercato angolofono dalla prossima estate, Ten-Cent Manga. Ed è una buona notizia.

In primo luogo lo è perché nasce dallo sforzo congiunto di una delle etichette più interessanti e di una delle teste pensanti sul manga – autodefinitosi ‘Garoholic’ – più stimolanti degli ultimi anni. Inoltre, credo meriti attenzione perché propone una chiave di lettura piuttosto marcata sul manga della metà del Novecento: dimostrare la relativa ‘autonomia’ degli immaginari e degli stili del fumetto giapponese all’epoca, ma anche le peculiarità del suo confrontarsi con i prodotti americani largamente circolanti sul suolo nipponico nel secondo dopoguerra.

La linea è quella cui ci ha abituati Holmberg dalle pagine del suo blog e del Comics Journal, ovvero manga classici, vintage o retro’, spesso bizzarri, recuperati soprattutto dalla storia ancora in buon parte sconosciuta (in Occidente) della rivista Garo e della scena del manga alternativo.

I primi due titoli sono un lavoro dimenticato di Osamu Tezuka, The Mysterious Underground Men, e l’adattamento del Last Of The Mohicans di Fenimore Cooper da parte di un eccentrico autore, Shigero Sugiura, passato dal manga negli anni ’50 al collage e alla Pop art negli anni ’70. Insomma, una collana da accostare idealmente a quelle di Cornélius, Imho o Lézard Noir, per intenderci.

Un paio di immagini tezukiane qua di seguito, e altre qui.

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Mezzo secolo di animazione giapponese

Il 1° gennaio 1963, in Giappone, andò in onda (Fuji Tv) il primo episodio di Testuwan Atomu, serie animata tratta dal manga di Osamu Tezuka. E da allora ne è passata, di acqua sotto i ponti.

A raccontare questa vicenda lunga mezzo secolo è nato un multiblog (curato da Geoff Tebbets) che si è dato un obiettivo notevole: nell’arco di sei mesi, raccontare i fatti essenziali di questa storia, in una serie post cronologici, ciascuno dedicato a una singola annata. Un labor of love frutto dell’impegno di studiosi, giornalisti e fans – insieme – per uno dei blogprogetti fumettòfili più interessanti (grafica a parte) della stagione: The Golden Ani-Versary of Anime (1963-2013).

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Sorpresa: l’inedito giovanile di Tezuka

Sorprendente non solo che esista, ma che sia stato scoperto così.

Lo scorso aprile, in una libreria di libri usati, è stato ritrovato un insieme rilegato di tavole (alcuni parlano di veri e propri originali). Si trattava di un fumetto di 19 pagine, disegnato dal giovanissimo Tezuka in età di scuola media (!), e da lui regalato a un compagno di classe.

Dopo averlo individuato e autenticato, Tezuka Productions ha deciso di acquistarlo per $ 37.000. Un valore più storico che artistico, perché questo lavoro si colloca tra l’immediata fine della Seconda Guerra mondiale e il debutto ‘ufficiale’ di Tezuka come professionista, nel 1946, con il Diario di Ma-chan. Harumichi Mori, responsabile degli archivi presso Tezuka Productions, ha confermato come nessuno fosse a conoscenza del fumetto fino alla sua scoperta in quella libreria.

Il manga racconta in toni umoristici la vita quotidiana in Giappone alla fine della seconda guerra mondiale, con la diffusione del mercato nero e le difficoltà di approvvigionamento di cibo in quel periodo.

via ANN

Osamu Tezuka e il dividendo culturale di Kickstarter

Un editore USA ha sfruttato Kickstarter per finanziare la pubblicazione di un manga ‘minore’ di Osamu Tezuka, Unico:

Ma nelle nicchie il successo può debordare. E in un mese alcuni backers (sostenitori) di quel progetto si son trovati nel pacchetto del proprio pledge (pegno) altri due manga, ATOMCAT e Triton.

Al di là della qualità dei manga in questione – non il miglior Tezuka, diciamo – l’operazione è interessante. Una buona occasione per riflettere sul ruolo di Kickstarter, di cui ho scritto qui.

Buon Anno da Tezuka (a Barks)

Auguri di Buone Feste, inviati – con dedica disegnata – da Osamu Tezuka a Carl Barks, qualche (chissà quale) anno fa:

dalla collezione di Antonio Menici, via Giulio

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