Corto Maltese come marketing del turismo (francese)

Pare che la regione della Charente, celebre per le sue campagne, vini e liquori, non sia nota abbastanza per generare un’editoria di guide turistiche paragonabile ad altre zone di Francia. Ma i tempi cambiano (come sa bene l’Ente del Turismo Francese), e la stampa locale ha dato ampio risalto all’uscita della prima guida “interamente” dedicata alla Charente.

Dettaglio: cosa c’è in copertina? Una statua di Corto Maltese con, sullo sfondo, la facciata del museo del fumetto di Angouleme. Il Corto Maltese sulla passerella fluviale di cui alla Cité vanno (giustamente) piuttosto fieri.

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Corto Maltese, invece che al Veneto (o a Malta…) fa pubblicità alla Charente. C’est la vie.

Quiz per le vostre prossime vacanze da quelle parti: quanti altri viaggiatori si aggiungeranno a quelli (già numerosi) convinti che Pratt sia francese?

Taniguchi e il mangamarketing urbano

Marketing del territorio, usando il fumetto.

L’ennesimo esempio viene dal Giappone. L’ho scoperto seguendo via Twitter la brava giornalista Deb Aoki, in viaggio in Giappone, che ha postato su Instagram le seguenti foto del treno ‘Super Hakuto Express’, in servizio tra Kyoto, Tottori e Kurayoshi:

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Il punto, qui, è che Kurayoshi è il luogo in cui si svolgono le vicende di In una lontana città. E a quanto pare, quel manga è diventato parte a tutti gli effetti del marketing urbano locale.

Fumettotoponomastica, in Italia

Negli ultimi anni, la toponomastica in Italia pare avere individuato un ingrediente in più: il fumetto. Da Roma a Milano, da Sondrio a Modena: vie, piazze, giardini eccetera sono stati dedicati ad autori di fumetto. E grazie a internet, è anche facile ormai rintracciarli e localizzarli.

Naturalmente, non parliamo di strade collocate in zone centrali. Per quanto alcune personalità (penso a Pratt, Pazienza, Bonelli, Crepax) abbiano giocato un ruolo storico abbastanza consolidato, i loro nomi segnano luoghi tendenzialmente periferici: quartieri marginali, aree fieristiche, zone di recente sviluppo o riqualificazione urbana.

Intendiamoci: nulla di male. Non serve Marc Augé per spiegarci che su certi luoghi pubblici agisce una pressione simbolica – centrata sull’epoca ottocentesca di costruzione dell’identità nazionale – che gli autori del fumetto novecentesco faticano a sostenere.

Più curioso, piuttosto, un altro aspetto. Ovvero, la scarsità di piccole cittadine o borghi che hanno avuto fumettisti tra le personalità più celebri della loro storia, e che hanno scelto di registrarne il segno nella propria toponomastica. Niente vie, dunque, dedicate ai pur “celebri concittadini fumettisti” – e faccio esempi rigorosamente a caso – in centri più o meno piccoli come Sanremo (dove nacque Antonio Rubino), San Benedetto del Tronto (dove nacque Andrea Pazienza), Brescello (in cui nacque Carlo Bisi), Bajardo (dove Rubino morì). Certo, in una Provincia Italiana in cui dominano riferimenti a temi e icone della devozione popolare, non è semplice ‘scendere’ al livello di meri uomini moderni. Tuttavia, è un peccato che piccoli centri perdano l’occasione di cementare nella toponomastica i propri

E ora passiamo ai fatti.

Eccovi un bel listone compulsivo. Un elenco di oltre 65 riferimenti toponomastici, diviso per città – 12, al momento, e in cui Roma la fa da padrona, grazie alla (più unica che rara) tematizzazione fumettistica del quartiere di Torrino – Mezzocammino.

Le informazioni vengono dal sito Comicom, dalla memoria del sottoscritto e dall’esimio Dottor Google Maps [che peraltro, per quanto carente, permette scoperte interessanti. Esempio: inserite in google maps “via Hugo Pratt” o “via Sergio Tofano”… o per gli inguaribili comparativisti “rue Hergé” o “rue René Goscinny”].

Sondrio
via Giuseppe Perego

Milano
Giardino Gianluigi Bonelli

Rapallo
Piazzetta Luciano Bottaro

Modena
Bonvi Parken

Parma
via Franco Bonvicini
via Hugo Pratt
via Benito Jacovitti
via Walter Molino

Vernante (CN)
Giardini Attilio Mussino

Pisa
via Enrico Novelli detto Yambo

Rivamonte Agordino (BL)
via Angoletta

Rosignano Marittimo
via Sergio Tofano

Roma
via Rino Albertarelli
via Sandro Angiolini
via Angelo Bioletto
via Franco Bonvicini
via Carlo Boscarato
via Luciano Bottaro
via Lina Buffolente
via Antonio Canale
via Aldo Capitanio
via Franco Caprioli
via Franco Chiletto
via Gino D’Antonio
via Rinaldo D’Ami
via Pier Lorenzo De Vita
via Franco Donatelli
via Mario Gentilini
via Alberto Giolitti
via Luigi Grecchi
via Dario Guzzon
via Andrea Lavezzolo
via Guglielmo Letteri
via Attilio Micheluzzi
via Raffaele Paparella
via Nadir Quinto
via Roberto Raviola
via Pietro Sartoris
via Romano Scarpa
via Giovanni Sinchetto
via Stefano Tamburini
via Casimiro Teja
via Sergio Tofano
via Yambo
via Guido Zamperoni
viale Gian Luigi Bonelli
viale Aurelio Galeppini
viale Hugo Pratt
largo Bruno Angoletta
largo Franco Bignotti
largo Tea Bonelli
largo Guido Buzzelli
largo Dino Battaglia
largo Carlo Cossio
largo Sebastiano Craveri
largo Gianni De Luca
largo Sorelle Giussani
largo Benito Jacovitti
largo Attilio Mussino
largo Guido Martina
largo Erio Nicolò
Piazza Guido Crepax
Piazza Federico Pedrocchi
Piazza Mario Uggeri

Napoli
via Andrea Pazienza
via Attilio Micheluzzi
via Hugo Pratt

San Menaio (FG)
Lungomare Andrea Pazienza

Infine, spigolature.

Il sito disneyòfilo Papersera ha notato un paio di dettagli interessanti.

1) a Rapallo, la targa toponomastica dedicata a Bottaro presenta anche la sua inconfondibile firma:

2) a Roma, la targa dedicata allo sceneggiatore Guido Martina contiene un erroraccio sulla data di nascita (1916 invece di 1906):

Il sito del quartiere Mezzocammino, a Roma, ha invece notato il furto di materiale (‘china di ferro’) dall’installazione murale dedicata a Martine Mystère:

E per concludere, una piccola storia: l’affettuosa vicenda dell’inesistente – ma tutto reale – “vicolo Bonvi”, a Bologna, raccontata dal Corriere qui:

Bruxelles arredata da Corto Maltese

Non avevo ancora visto – o forse le ho scordate – le foto di questa iniziativa di quasi due anni fa.

via archives pratt

Pianificare Lucca (Comics&Games): l’editoriale dei Superamici

In un curioso cortocircuito tra intenzioni ed esperienze, trovo che una delle migliori sintesi sull’ultima Lucca Comics venga dal collettivo Superamici. Innanzitutto grazie all’editoriale della loro rivista Hobby Comics che, pochi mesi fa (n. 3), ospitava un commento a proposito delle aspettative fieristiche degli autori, nella forma di un editoriale/parodia del celebre racconto “L’esercito”, dal Cuore di Edmondo De Amicis:

Siamo andati alla fiera a veder la rassegna dei fumetti, che sfilarono davanti al Comandante dei Fumetti, in mezzo a due grandi ali di popolo. Via via che filavano, al suono delle fanfare e delle bande disegnate, mio padre mi accennava i giornaletti e le glorie delle grafiche novelle. – Com’è bello! – io esclamai. Ma mio padre mi fece quasi un rimprovero di quella parola, e mi disse: – Non considerare i fumetti come un bello spettacolo. Tutti questi giovani fumettisti pieni di forza e di speranze possono da un giorno all’altro esser chiamati a difendere la cultura del nostro paese, e in poche ore cader sfracellati dalle palle e dalla mitraglia. Ogni volta che senti gridare in una festa: Viva i fumetti, viva l’Italia, raffigurati, di là dagli albi che passano, una campagna coperta di cadaveri e allagata di sangue, e allora l’evviva ai fumetti t’escirà dal più profondo del cuore, e l’immagine dell’Italia t’apparirà più severa e più grande. (Edmondo De Superamicis)

Inoltre, Lrnz e TuonoPettinato hanno condiviso con me alcuni fra i più paradossali problemi di questa edizione: le difficoltà logistiche e organizzative. Ma non tanto quelle dell’evento “in sè”, quanto quelle della città di Lucca, le cui carenze di pianificazione hanno caricato la fiera di ulteriori affanni: l’insufficienza del piano parcheggi, l’inadeguatezza delle infrastutture di telecomunicazione (cellulari quasi inutilizzabili nel day-time), l’incresciosa indisponibilità di denaro in molti bancomat del centro (lunedì ne ho provati ben 6).

Non sono fra coloro che sostengono la tesi secondo cui Lucca sarebbe inadeguata a sopportare un evento di questa complessità (ne ha parlato il giornalista Michele Boroni, forte dell’esperienza organizzativa di eventi anche più complessi come l’Heineken Jammin’ Festival). Però un po’ più di impegno da parte dell’amministrazione pubblica è opportuno chiederlo. Anche perché, senza pioggia, ho la sensazione che Lucca Comics&Games possa aspettarsi di accogliere ancora più visitatori, in futuro.

Ecco perché ho chiesto a Tuono Pettinato e Lrnz di sintetizzare, con un disegno, la loro esperienza. A futura memoria, con sana ironia:

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