Intercettazioni: l’editoriale di Donald Soffritti

Il DDL sulle intercettazioni avanza. E alla luce della recente gaffe di Berlusconi, media tycoon talmente all’avanguardia da fare confusione tra Google e Gogol Bordello, torna di attualità questo breve racconto, in cui Donald Soffritti incrocia il tema delle intercettazioni con quello delle competenze tecnologiche del nostro caro leader:

Donald Soffritti, “Intercettazioni”, Il Misfatto n.5

iPad comics from Italy: il debutto

iPad è arrivato anche in Italia. E il fumetto nazionale – e non – inizia a giocare la propria partita anche su questa nuova piattaforma. All’interno della categoria Libri, iniziano quindi a fare i primi passi alcune opere e cataloghi.

Guardiamo allora come si è mossa, in queste prime giornate, la classifica delle apps più popolari di questa categoria. A partire da un primo dato, per certi versi sorprendente: numerose applicazioni dedicate al fumetto sono tra le 10 più scaricate, sia il 28 maggio che il 30 maggio. Ecco un paio di screenshot che documentano alcuni momenti (scattati sempre intorno all’ora di pranzo):

Libri: top12 al 28/05

Libri: top12 al 30/05

Nel primo giorno di ‘test’ la app più scaricata è proprio un fumetto, il classico di Bonvi Sturmtruppen. Oltre a questo, compaiono ben tre graphic novel pubblicate da Tunué, l’editore di fumetti che in queste settimane si è più impegnato nel promuovere la propria presenza sulla nuova piattaforma. Interessante anche la presenza di una strip italiana già celebre in Internet, Singloids, e di un editore ‘nativo’ e multicatalogo come il francese AVE Comics, già molto attivo su piattaforma iPhone.

Il secondo giorno lo scenario, come è ovvio, è molto diverso. Il fumetto compare come seconda app più popolare, ma si tratta della ben più nota Marvel app. Il primo fumetto italiano è sempre Sturmtruppen, ma ormai al 9° posto. La precede un altro editore multicatalogo e nativo digitale come l’americano ComiXology, e la segue un singolo graphic novel, anch’esso statunitense, ovvero l’adattamento a fumetti di Twilight.

Difficile prevedere, in una fase ancora in pieno assestamento, se la situazione delle app fumettistiche resterà stabile a lungo, con gli stessi protagonisti che abbiamo visto in questi primi giorni. Più semplice, però, immaginare che la tanto chiacchierata (ed efficace) app Marvel – anche se solo in lingua inglese – non cederà facilmente il passo ad altre apps di fumetti italiani, ancora poco (e male) presenti su questa piattaforma.

Tra le prossime apps fumettistiche made in Italy, di certo arriverà Disney Digicomics, anche se in tempi non ancora ben precisati. Qualche altro editore medio-piccolo, inoltre, pare in procinto di sbarcare nel ‘magico mondo’, attirato dalle sue ‘magnifiche sorti e progressive’. Difficile immaginare, però, che la presenza del fumetto possa restare altrettanto visibile non appena l’effetto-novità sarà terminato, e gli editori early adopters saranno superati da newcomers con le spalle più larghe. A meno che la piattaforma non inizi ad essere presidiata anche dagli attori principali, sia editori (con i propri vasti cataloghi… Bonelli, che aspetti?) che singoli autori/opere (improbabile la presenza di ‘big’ se non sul medio-lungo termine, a meno di non vedere calati su iPad fenomeni già nativi digitali… Eriadan, che aspetti?).

Tra un mese o due faremo di nuovo il punto. Per ora, si naviga a vista (e al tatto).

Grazie a AntonioD e ConcettaP

Goodbye ‘MAD’ Dennis

Dennis Hopper non c’è più. Un selvaggio, una faccia da schiaffi, “a little fascist freak” (Peter Fonda), un amante sincero dell’arte contemporanea. Ci mancherà.

Once upon a LIFEtime: comics e fotogiornalismo anni 30

C’era una volta il fumetto, medium di massa per bambini e ragazzini. Erano gli anni Trenta, e negli Stati Uniti nasceva una nuova Age of enthusiasm intorno al nascente formato ‘compatto’ chiamato comic book, diffusosi a partire dal successo nel 1934 della testata Famous Funnies.

C’era una volta, inoltre, il rotocalco di fotogiornalismo, medium di massa per le famiglie delle classi medie. Negli Stati Uniti degli anni Trenta, grazie all’editore Henry Luce, fermamente convinto che le immagini potessero raccontare – e non solo illustrare – notizie e storie, la preesistente identità umoristica e illustrata di LIFE (tra i suoi artisti, talenti come Charles Dana Gibson, Palmer Cox, A.B. Frost, J.C. Leyendecker, Norman Rockwell) viene ri-fondata nel 1936, mettendo al centro il fotogiornalismo.

La storia di queste due innovative forme culturali, il comic book e il magazine di fotogiornalismo, prese a incrociarsi presto, proprio alla metà degli anni Trenta. In quel decennio, e in quello successivo, LIFE e i suoi fotoreporters si trovarono infatti, e a più riprese, a documentare la cosiddetta Golden Age del fumetto americano, testimoniando la pervasività dei comics nei contesti domestici e nella vita quotidiana dei giovani lettori.

Una selezione di questo lavoro fotografico e giornalistico è stata recentemente presentata in uno splendido servizio, dal titolo In praise of Classic Comics, proprio sulle pagine online di LIFE, il cui sito web continua a celebrare – dopo la chiusura della testata nel 2000 – la potenza narrativa ed emotiva della fotografia, antica compagna di strada del fumetto e della sua lunga parabola storica.

Cineillustrazioni: Blain/Amalric e LeTan/Ducastel

Ricordate queste? Ebbene, non è finita qui. Eccovi altri esempi di come il cinema francese continui a dimostrare la forza del dialogo tra cinema, disegno e fumetto. L’affiche del nuovo film di Mathieu Amalric, Tournée, è stata realizzata da Christophe Blain:

Il più recente film di Olivier Ducastel e Jacques Martineau, L’arbre et la foret, è invece opera di Pierre Le Tan:

via quasimai e La belle illustration

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