Ha mai vinto un festival?

Una settimana a discutere di Lucca e Angoulême, al solito, significa confrontarsi con chi le sottovaluta, oppure con chi le prende troppo sul serio. Va bene così. Ma prima di passare ad altro, lasciamo la parola ai Peanuts:

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Potere del fumetto, a Hollywood

L’abituale classifica di Hollywood Reporter sui “25 autori più potenti a Hollywood“, presa per quello che è, offre una buona fotografia della relazione tra l’industria dei comics e quella di cinema&tv ai giorni nostri. Ci sono due fumettisti, infatti:

6° Robert Kirkman (The Walking Dead è una property al momento davvero forte, sia in libreria che in tv; la sua etichetta Skybound sembra conquistare spazio crescente; il suo nuovo lavoro è in produzione tv per la AMC; le cause legali su TWD hanno fatto parlare dei numeri notevoli di quel business)

23° Neil Gaiman (che oltre ai romanzi, ai film da Coraline o Stardust, agli episodi di Dr.Who, ha due progettoni in fase di avanzato sviluppo: The Graveyard Book e American Gods – sul quale, confesso, ho aspettative molto alte).

Lucca Comics 2012: fotodettagli

Dopo tante parole su Lucca Comics, solo un po’ immagini. Dettagli, soprattutto.

A partire dalla prima foto che ho scattato quest’anno. Una scritta colta da Giuseppe Palumbo sul retro di un pannello segnaletico, all’ingresso della mostra dedicata a Diabolik (la ‘h’ sarà stata strascicata?):

Coda – con suore:

La mostra più interessante, dedicata a Tatsumi:

E tra gli originali, non solo Una vita tra i margini, ma anche Teppen Maruji, del 1979:

La campagna per le primarie, così come è passata da LC&G (foto F.Aiazzi):

Un messaggio per il governo tecnico: qualcuno faccia desistere la Guardia di Finanza dal comunicare con il fumetto (Finzy?!?):

Enrique Breccia, in mostra anche con alcune tele (NB: meglio lui, come pittore, che Hergé):

La più bella farmacia del centro, in ghingheri con merchandising da Belle Epoque:

Un particolare dalle mostre, indicativo della cura per i dettagli: didascalie decorate graficamente, e “in stile”:

Occhio, però a farsi prendere la mano, o i testi su sfondi non neutri diventano illeggibili:

Coda – con arbre magique:

Zerocalcare, il singolo autore con le code per autografi più lunghe dell’anno, e la sua editor(a) che, per smaltire le copie, premedita di aiutarlo nottetempo a riempire qualche nero (foto A.Antoni):

Coi miei ospiti in un Comics Talk (da dx: interprete, Jim Lee, Kevin O’Neill, BTuono Pettinato, David B., interprete, Barbara Canepa, memedesimo; foto D.Melato):

Per la serie “cose che uno scopre solo sfogliando le fotogallery”, quest’anno qualcuno ha messo in scena pure la battaglia di Bunker Hill (foto D.Melato):

Da un balcone di una casa qualunque, nuora e suocera (su seggiola), in piedi di buon mattino per assistere all’afflusso di migliaia di strani figuri dalla stazione:

Figure che sono peraltro pronte a perdersi in un bicchier d’acqua (la segnaletica):

Tempo di salutarlo ed è già troppo tardi: in piena modalità agonistica “animale da dédicace” [(c) mio], Makkox mi strappa di mano il libro e mi impone un disegno – con messaggio a distanza per Zerocalcare:

Uno stand su tutti mi ha fatto sgranare gli occhi: quello del Forum Prevenzione Dipendenze della Prefettura di Lucca. Che pareva uscito da un centro sociale, o forse presentava il menu di un pusher mattacchione:

La foto della cosplayer dell’anno, invece, l’ho trovata qui:

Il Sindaco di Lucca, alla mostra di Diabolik, ruba (il mio libro):

Altro dettaglio inatteso, dalla mostra del Portugal di C.Pedrosa: lenti d’ingrandimento:

E al terzo giorno (di fiera), la tiratura di END non resuscitò (e la Canepa stupita: “nemmeno ad Angouleme”):

Qui invece è quando ho scoperto di aver fatto filotto io – almeno su uno scaffale:

Vi presento il mio amico Paolo, e la sua sofisticata tecnica di comunicazione a distanza col sottoscritto:

Silvina, prattiana (s)perduta (foto A.Antoni):

Il buon T.Obata, un tipo sereno e alla mano: non ha accettato un mio invito perché preferiva evitare conferenze con altri autori (ma come! dal creatore di una serie proprio sull’essere autori?), e non voleva gli fossero scattate foto (ma io ne ho trovata una su tumblr):

Il tipico cosplayer che ci crede un casino (foto A.Antoni):

Uno dei tanti tessuti su cui disegna quella splendida grafomane di Rebecca Dautremer:

I fumetti fiamminghi sono interessanti, ma non esattamente celebri. Sarà per questo che gli autori hanno messo in mostra direttamente sé stessi?

La sala della mostra di Tatsumi preferita dai milanesi (ché LCG è un piacere, ma l’ultimo giorno non si vede l’ora di rientrare a casa):

 

SOB (SPQP): solo in Francia

Inutile girarci intorno: certe cose capitano solo in Francia. Per esempio, il fatto che un fumettologo venga invitato non tanto da un generico festival di fumetto, ma da un festival di fumettologia.

Vista dall’Italia, sembra un’idea degna di René Goscinny (Sono Pazzi Questi Parigini?), ma tant’è: da domani sarò ospite del “Salone delle Opere sul Fumetto”, il SOB, seconda edizione. Ovvero una piccola ma intensa manifestazione che offre una vasta mappatura della produzione di saggistica sul fumetto (dai testi di storia a quelli critico-teorici, dagli artbook alle monografie critiche ai reference books) in lingua francese: oltre 300 le opere presenti, e 30 novità selezionate.

Fra gli incontri in programmaquattro analisi di singole tavole; un omaggio a Moebius con alcuni “Métallari” (Jean-Pierre Dionnet e Jean-Claude Mézières); e la Conferenza in cui – partendo da questo – parlerò di “Discours sur la BD, état de l’art” con Harry Morgan, Thierry Smolderen, Thierry Lemaire.

Finito il raduno tra compagnons – tutti francesi, tranne Paul e il sottoscritto – che immagino tra l’intéllo e la rubrique-à-brac, si partirà per Angoulême. Dove mi attendono tre-quattro giorni di lavoro serio, ovvero l’avvio di un nuovo corso per gli studenti dell’EESI: insegnerò “Storia delle teorie sul fumetto”. Cose che solo in Francia, già.

 

[FotoStoria] Charles Schulz da bimbo?

Diciamolo: era una meraviglia

via retronaut

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