Carosello Reloaded secondo Mafalda

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Storia d’amore (by Quino)

Mattino luminoso con Watterson, pomeriggio cupo con Quino:

Linea politica (by Quino)

Forse avrete già visto questa tavola. Ma ci sono classici e classici. E questo è uno classicoclassico:

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Linea politica

Mentre ci si trasferisce a Lucca per qualche giorno, un pensiero di stringente attualità (ma anche no) by Quino:

Odb e (gli 80 anni di) Quino

Il compleanno-di-fumettista-ormai-vecchietto è tra le categorie tradizonali più gettonate, nel giornalismo italiano, per scrivere di fumetto. Non una delle più eccitanti, per la verità. Gran parte delle volte, infatti, da questa prassi nascono scritti d’occasione che paiono quasi dei coccodrilli. Dei ‘santini’ un po’ malinconici, per raccontare i bei tempi andati di un mezzo di cui la stampa generalista fatica, ancora, a raccontare il presente.

Il supplemento Tuttolibri de La Stampa, per celebrare l’80° compleanno di Quino, ha praticato questa stessa strategia. Ma è riuscito quantomeno a dare un senso ‘storico’ alla celebrazione, ristampando uno dei testi più noti sull’autore argentino – un articolo di Oreste del Buono del 1984 – che nella app di Tuttolibri per iPad è stato riproposto anche in una scansione della pagina d’epoca:

“Del maiale non si butta via niente”, certo, ma anche un accorto riutilizzo digitale dei propri archivi. Nuove frontiere del “coccodrillo digitale”, insomma.

Un passaggio del testo (che in rete pare assente, tranne una frase fortemente ‘sintetizzata’) è qua:

Quino è pelato e occhialuto, si confonde in una folla. Non veste vistosamente, non si agita in modo particolare, non fa nulla per richiamare l’attenzione altrui. Un uomo come molti, si direbbe, ma ogni tanto qualcosa piomba dall’alto e lo folgora. E’ l’estro dell’umorismo. Allora lui è pronto, a sua volta, a colpire. E come colpisce. Con quale naturalezza.

Per colpire non gli occorre un’arma fragorosa, gli basta una silenziosa matita. Anche un foglio, s’intende: ma un foglio non è poi così indispensabile: a Quino basta una qualsiasi superficie libera e non troppo scura, un tovagliolo o un polsino, se si usassero ancora i polsini, ma si stenta a ricordare che cosa fossero, di preciso.

Quando si mette a lavorare, nella concentrazione, Quino tira fuori la lingua, l’arrotola verso un angolo della bocca, il sinistro parrebbe il preferito, almeno a quanto testimonia lui stesso. Quando ritira dentro la lingua, il fattaccio è compiuto, è là davanti: un attentato ai luoghi comuni, alle ipocrisie, ai vezzi, alle convenzionalità, alle illusioni, ai vizi borghesi. Piccolo borghesi, è ovvio, ma pure grosso borghesi, borghesia di tutti i tipi, predona o predata, se e come capita anche i vinti, anche le vittime hanno le loro colpe.

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