Buon Anno da Tezuka (a Barks)

Auguri di Buone Feste, inviati – con dedica disegnata – da Osamu Tezuka a Carl Barks, qualche (chissà quale) anno fa:

dalla collezione di Antonio Menici, via Giulio

Fotoritratti per una wunderkammer Marveliana

Me ne sono ritrovata una tra i doni natalizi. E ho capito che proviene dal progetto Foto Marvellini:

Si tratta di un progetto artigianale, compiaciutamente retro’, che mescola autentiche fotografie d’epoca e immaginari (spesso) Marvel, in un curioso e inquietante mashup supereroistico:

prendere foto di parenti antichi e trasformarli con abilità in avi dei supereroi. Si caratterizzano per l’utilizzo di carte e tecniche di stampa particolari, la scelta di quadri e specchi d’epoca sapientemente scelti e restaurati.

Il risultato sono oggetti buoni per wunderkammer immaginarie, in grado di suggerire genealogie fantastiche (tra Neil Gaiman e Bryan Talbot, grosso modo).

Io non volevo, però …

Ancora grazie a Quino, per ricordarci questo problemuccio del libero arbitrio:

(cliccate per ingrandire, nel caso)

[e Buon Natale]

Se ho capito bene, Natale è andata così

By Quino [click to zoom]

Chris Ware e la memoria come restauro (del ragtime)

Disegnare copertine di dischi/cd è un mestiere piuttosto comune, per diversi disegnatori. Ma un conto sono i lavori motivati dalla richiesta a un autore di elaborare un bel design da associare a un dato stile musicale. Un altro, quelli che testimoniano la consonanza tra un’opera musicale e il progetto artistico (narrativo e estetico) di un fumettista.

Una recente copertina realizzata da Chris Ware – per Treemonisha di Scott Joplin – mi sembra rientrare in questo secondo e più raro gruppo. Per due ragioni.

La prima è l’interesse di Ware per il periodo (gli anni ’10 del Novecento) da un lato, e più in generale per il ragtime. Non è forse troppo noto, ma l’autore di Chicago è un fervente amatore e collezionista di musica – e feticci – ragtime. Al punto da avere creato qualche anno fa una rivista aperiodica dedicata al tema, da lui anche (e splendidamente) disegnata: il Rag Time Ephemeralist.

La seconda ragione è che il cd in questione non è un’opera qualsiasi. Si tratta infatti di uno dei lavori più complessi di Scott Joplin. E in questa nuova edizione, Treemonisha è interamente ricostruita nell’orchestrazione (i cui materiali originali vennero distrutti nei primi anni 60), per rendere l’idea il più possibile fedele di come sarebbe stata suonata in una sala da concerto dell’epoca.

E questo secondo punto mi pare assai indicativo, perché illustra perfettamente un tratto della prospettiva artistica di Ware. Ovvero il tentativo di guardare al passato non solo per indagarlo e celebrarlo, ma per ricostruirlo. Anzi, potremmo dire quasi per “ricostituirlo”: un’operazione, insomma, di restauro della memoria. Un discorso che passa per la musica, oggi, così come da tempo attraversa il lavoro nel suo fumetto.

via D&Q

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