Quel brutto mese alle spalle

Crisi finanziaria in Grecia, marea nera in Louisiana, immigrazione illegale in Arizona, chiusura di alcune storiche daily strip. Un brutto mese è trascorso. Ce lo ricorda Joe Heller:

Joe Heller, via

Autoprodursi in 8 mosse: video [UPDATED]

In una video-presentazione realizzata con l’aiuto dell’amica Sarah Morean (date un occhio a Daily Cross Hatch, ottimo sito per cui scrive e disegna), e intitolata How to Self-Publish a Graphic Novel in 8 Hard Steps, il giovane autore Lars Martinson – vincitore di uno Xeric Grant per la sua opera prima – illustra pro e contro del self-publishing:

Pochissime istruzioni di base, come da fratello (maggiore) a fratello (minore), per intraprendere la strada del “diventare autori di sè stessi”. Una strada interessante ed efficace soprattutto quando non è un ripiego, ma una scelta consapevole dettata da obiettivi chiari.

Una pratica, quella dell’autoproduzione, negli ultimi anni rimessa un po’ in discussione dalla diffusione di Internet, sempre più spesso utilizzato dai giovani esordienti come surrogato – rimediazione – digitale di quella esperienza. Tuttavia la auto-edizione tradizionale on paper, con tutte le sue implicazioni creative e produttive – a partire dall’inaggirabile diversità di linguaggi, tra concezione pro schermo e quella pro pagina – resta una possibilità di grande efficacia, per un talento in formazione. E una esperienza creativa piuttosto emozionante: realizzare il proprio libro resta ancora, per un autore, qualcosa di piuttosto ‘speciale’ (e non c’è blog che tenga).

Questa pratica è, peraltro, ancora poco diffusa nello scenario del fumetto nazionale. Le esperienze più riuscite, come quelle di Canicola ed Ernest,, sono di natura più collettiva che individuale, al confine con un modello più organizzato di autoproduzione, spesso in capo a micro-strutture editoriali che si comportano da veri e propri small publishers.

Un esempio recente è un progetto realizzata da tre autori, giovani sì, ma certo non più esordienti, e che tuttavia continuano a credere nell’autoproduzione come modalità alternativa di espressione, di comunicazione con i lettori e di diffusione del proprio lavoro. Giulia Sagramola, Tuono Pettinato e Lucia Biagi hanno infatti prodotto il mini-progetto Polpettone per una mostra svoltasi a Pisa lo scorso 30 gennaio: un albetto antologico spillato di una ventina di pagine, con tre storie di 4 tavole ciascuna, e “una ricetta del polpettone rivisitata”:

Giulia mi ha spedito anche una sua auto-produzione individuale e più recente, Cosas Raras, dal taglio diaristico, con cui ha scelto di raccogliere alcuni frammenti della propria esperienza di ‘espatriata’ a Barcellona:

Nelle loro autoproduzioni – prendetele come esempi fra i tanti, in questo primo semestre 2010 – Tuono e Giulia dimostrano a perfezione l’utilità (e la lucida futilità), il gusto (e la cura), l’energia (e la voglia di giocare) di questa cosa che non è solo un oggetto – un libro/albo – ma una vera esperienza. Piccola o grande che sia (in questi casi, piccina; nel caso di Lars Martinson, più articolata e impegnativa).

Insomma, giovani autori: una esperienza da provare.

Gli Azzurri contro Forattini

Pare che Giorgio Forattini sia ancora in grado di suscitare ira e indignazione con la propria satira disegnata. Questa sì, è una notizia. Il giocatore Pepe si è inalberato, e il racconto della sua reazione ha fatto il giro del mondo. Il sulfureo gesto di irriverenza consisterebbe nella seguente vignetta:

La Nazionale di quest’anno, si dice, era proprio di bassa qualità. Anche agli incompetenti (come me) arriva ora una buona conferma.

Nel frattempo, Forattini sentitamente ringrazia, per la pubblicità in terra americana.

Coppie: l’editoriale di Richard McGuire

Fresca di stampa, una delle più belle copertine del New Yorker degli ultimi anni, opera di Richard McGuire:

via

Per chi se la fosse persa, inoltre, ecco una recente cover (tema: il mondo letterario) firmata Chris Ware:

LoSpazioBianco restyling: Squaz logo

Il sito web LoSpazioBianco torna online giovedì 1 Luglio in veste rinnovata, sia nei contenuti che nella grafica. Tra gli elementi di questo restyling, una nuova immagine – logo e header della testata – realizzata da un grande illustratore italiano: Squaz, al secolo Pasquale Todisco.

L’idea di dotarsi di un’immagine fortemente caratterizzata – non un logo tipografico, ma un vero e proprio disegno realizzato da un autore di talento, di cui il logo è parte integrante – è una soluzione che distingue fortemente LoSpazio Bianco da altri webmagazine fumettistici come AfNews, Comicus, HouseofMystery, MangaForever, Fumettodautore ecc. Il messaggio che comunica una simile scelta non è solo un generico “mettiamo al centro l’immagine disegnata”, ma l’idea che essa sia fortemente dipendente dalla personalità artistica di chi la realizza.

Al centro dell’impegno di LSB non ci sono infatti le news, ma gli autori e le loro opere (con recensioni, interviste, commenti), di cui questo sito – nato dalla passione di un gruppo di (spesso giovani) “lettori competenti” – cerca da anni di presentare la ricchezza, il fascino e la complessità. Tutto ciò nel quadro di un discorso critico sul fumetto che sì, avrà pure qualche limite di stile e di prospettiva, ma che a differenza di tanti altri spazi della rete – e non solo – riesce a tenersi ragionevolmente lontano dall’indulgenza, malattia infantile – e virus mai debellato – dei discorsi fumettologici del fandom più tradizionale.

Per tutto questo, inclusa la stima per le persone impegnate in questo prezioso progetto culturale (complimenti ad Alberto, con Ettore, Guglielmo, Marta, Valerio…), ho pensato di chiacchierare brevemente con Squaz e presentarvi in anticipo – si fa per dire – il nuovo header disegnato, che vedete qui (cliccate per ingrandire):

Squaz, quel che più mi piace del tuo disegno è il lavoro sul bianco. Un contrasto che esalta le parole e il loro senso del tutto visivo.

L’idea era proprio questa: il bianco doveva risaltare il più possibile e il balloon diventare così lo spazio bianco, la parentesi, la zona di riflessione, il vuoto che allude al pieno e lo rende percepibile. Insomma, una metafora.

Anche il lettering è tuo?

No, è un font di archivio. Inizialmente mi era stato suggerito di realizzarlo a mano (la prima versione -poi scartata- ne conteneva uno piuttosto imponente). Ma alla fine mi pare un buon compromesso tra la classica freddezza del carattere tipografico e il calore ruspante della manualità. Il fatto stesso che tu me lo chieda, forse, lo dimostra.

Perché uno sfondo urbano e un lettore-bambino?

Un'idea di logo alternativa, poi abbandonata

La città è un elemento immediatamente riconoscibile: sono le nostre case, il posto in cui viviamo. Al di sopra delle case c’è il bambino che legge, sdraiato su una nuvola che, oltre a essere un’evidente allusione alle nuvolette dei fumetti, è un elemento di sospensione. Allude al prendersi tempo per fare qualcosa che ci piace all’interno delle nostre giornate, oltre a dare dinamismo all’immagine (se si suppone che non resti ferma nel cielo, ma voli via altrove…).

Il bambino poi, rappresenta la nostra parte entusiasta, e anche quella con meno preconcetti. Non è un caso che i fumetti si comincino ad amare proprio da bambini, quando si hanno meno preconcetti. E a chi di noi non piacerebbe riprovare, per un momento, la stessa gioia ed eccitazione che abbiamo provato leggendo i nostri primi giornalini? In definitiva direi che l’idea è quella di rappresentare la riflessione e la critica insieme alla gioia, all’entusiasmo. Non una roba fredda e asettica da analisti, insomma, ma “il cuore” del fumetto.

Affiche del festival Fumettando (2008)

Non tutti i disegnatori sono altrettanto abili con loghi, grafiche o banner. Nel tuo lavoro di illustratore e  fumettista, però, c’è sempre stata una forte componente grafica. Penso anche alla cura del tuo design per Minus Habens.

Un'altra prova scartata

La grafica mi interessa molto. Anche se non sono uno specialista. E’ più che altro una questione di attitudine: con la grafica si lavora molto sui concetti, sull’astrazione. E’ una disciplina molto rigorosa, tipicamente razionale, in cui ogni singola scelta va giustificata e motivata. Ho visto gente impazzire per un puntino messo nel posto sbagliato… A me, dopo un po’, viene voglia di tornare a una dimensione più libera e narrativa e in Minus Habens ho cercato di unire le due cose. ……

Qualche anno fa ho anche realizzato il logo di una casa discografica (la  NUN Entertainment), su un’idea di Franco Battiato, ma questa rimane la mia unica esperienza nel campo di loghi e affini. Diciamo che ripeterei l’esperienza solo dietro congruo compenso e/o in un momento di temporaneo disamore per il fumetto 😉

Sarà, ma in questo caso mi pare non si vedano né disamore per il fumetto, né congrui compensi… Quindi dimmi: cosa pensi de LoSpazioBianco.it? E più in generale, raccontaci: quali sono le tue abitudini fumettistiche online?

Navigo abbastanza spesso nelle acque de LoSpazioBianco. Non conosco tutto lo staff, ma sono in buoni rapporti con alcuni di loro e c’è stima reciproca. Mi piacciono le loro interviste e gli approfondimenti. Magari dovrebbero aggiornarlo più spesso, soprattutto le recensioni: sono un po’ troppo sporadiche! Ho accettato perché è gente piena di passione e competenza, e ci stiamo simpatici: perché altro, se no?

In generale, però, non navigo su molti siti. Sono uno che ha bisogno di tempo per ‘digerire’ gli stimoli, e quindi tendo a seguire un numero limitato di siti e blog. Visito spesso quelli dei colleghi che più mi piacciono, come Stéphane Blanquet o Henning Wagenbreth. Ultimamente guardo spesso il blog dello spagnolo Paco Alcazàr, che mi piace molto anche perché mi pare una specie di Blanquet più pop… Per informarmi sulle discussioni intorno al fumetto, invece, vado a sentire un po’ di campane diverse: mi divido ecumenicamente tra la trimurti Ginevra-Interdonato-Stefanelli (ehm) più “bonus-track” Boris Battaglia quando-ne-ha voglia, Harrydice e (ta-tààààn) Roberto Recchioni… In tal modo mi illudo di avere il polso della situazione. E, a volte, ci riesco.

Lo sapevo che sarebbe finita a tarallucci e vino. Dannati artisti. Grazie, Pasquale.

Bentornato a LoSpazioBianco, dunque. In bocca al lupo.

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