Mezzo secolo di animazione giapponese

Il 1° gennaio 1963, in Giappone, andò in onda (Fuji Tv) il primo episodio di Testuwan Atomu, serie animata tratta dal manga di Osamu Tezuka. E da allora ne è passata, di acqua sotto i ponti.

A raccontare questa vicenda lunga mezzo secolo è nato un multiblog (curato da Geoff Tebbets) che si è dato un obiettivo notevole: nell’arco di sei mesi, raccontare i fatti essenziali di questa storia, in una serie post cronologici, ciascuno dedicato a una singola annata. Un labor of love frutto dell’impegno di studiosi, giornalisti e fans – insieme – per uno dei blogprogetti fumettòfili più interessanti (grafica a parte) della stagione: The Golden Ani-Versary of Anime (1963-2013).

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Due nuovi blogfumetti (italiani)

Una breve doppia segnalazione. Da qualche giorno hanno debuttato due blog che ospitano fumetti – in formato a striscia orizzontale, grosso modo tradizionale – piuttosto interessanti.

Uno si chiama Battuta di Caccia, un lavoro di Francesco Cattani che prosegue il feroce fumetto – “ispirato” (con un notevole scarto metaforico) al clima di feroce accanimento post-berlusconiano – che avevo anticipato qui:

L’altro è Il Fumetto uccide, che ospita la strip dei (fratelli?) (esordienti?) Daniele Pagani e Mathia Pagani “Il treno”, un viaggio straniante e immaginifico tra bigliettai, stazioni, binari:

Un ballottaggio fumettologico (e due blog)

Ultima settimana di ballottaggio, a Milano, per le Elezioni Amministrative 2011.

Non ci avrei scommesso, ma è accaduto: Letizia Moratti e Giuliano Pisapia se la giocano.

Finito di stropicciarmi gli occhi per lo stupore del primo turno, qualche giorno fa ho pensato di chiedere a una ventina e passa di fumettisti italiani (chi? sorpresa!) di cimentarsi nella sfida di accompagnare una possibilità: se vince Pisapia, striscia la Moratti.

Peraltro, su questo blog avete letto cosa ne penso: non si era forse mai visto un clima elettorale con tanto fumetto nell’aria. Tanti di quei paradossi e fandonie da far pensare alla regia invisibile di uno Jacovitti spin doctor.

Lo spiegone potrebbe quindi suonare così: in questo clima, e sull’onda di un sentimento da “fine di una stagione”, a un gruppo di persone che vive il fumetto come passione e come mestiere, è parso inevitabile “partecipare al dibattito” col proprio lavoro. E allora ecco nato un (doppio) blogprogetto, montato in quattro e quattr’otto, che offrirà per i prossimi 7 giorni il proprio modo – le strips – di commentare, giocare, seguire la prospettiva di un possibile/probabile/auspicabile cambiamento storico.

Ci troverete un paio di strip – almeno – al giorno, sui due blog “gemelli diversi” Sevincepisapia e Striscialamoratti. E se qualcuno vorrà persino collaborare, beh, potrà.

Lo so che è un progetto sconsiderato. Che Filo Sganga non vorrà più farsi vedere in mia compagnia, Capitan America mi toglierà il saluto e Mister No mi darà dell’ingenuo. Mi attendono giornate con domande come “ma il fumetto è di sinistra o di destra”?

Ma siate clementi, e augurate loro almeno un piccolo in bocca al lupo: in fondo, sono i primi figlioletti (spin-off) di questo blog.

Comprenderete quindi il mio doveroso appello finale agli (e)lettori: votate Pogo!

[Questa la capite solo voi che avete 8 in Fumettologia]

Scrivere di Fumetto in quel Post

Sorpresa: dopo 9 mesi, questo blog ha partorito un bimbo. Da domani (anzi: da martedì), infatti, scriverò di fumetto anche per ilpost.it, e per la precisione qui.

Sarà peraltro un piacere farlo, accanto a vicini di casa come Giacomo, Gianni, Marco. Ma soprattutto sarà un piacere perché cercherò di fare un lavoro un po’ diverso da quello svolto finora qui.

Diciamo che, di là, proverò a seguire più da vicino l’agenda dei media e dell’informazione, commentando e raccontando il fumetto attraverso la sua attualità (inclusa persino qualche quasi-recensione); di qua, continuerò un discorso a volte più analitico, a volte più disordinato, e a volte più _______________________________ [non trovo altri originalissimi aggettivi].

Sia chiaro: siccome qui siamo gente moderna, non crediamo alla famiglia allargata. Dunque per ora questo blog si ferma a UN figliolo (digitale). Poi vediamo. Si sa mai che crescendo insieme, magari, da cosa (digitale) nasce cosa (digitale).

Arrivederci di qua e di là, dunque.

UPDATE: il primo post di là è una speciale differita con questo blog. Il padre legittimo saluta il figlio, mentre lo vede allontanarsi da casa per sempre.

Sei mesi di blog…

…e sono stati mesi molto interessanti.

Credo quindi di avere un solo, banale concetto da esprimere (con un tot di parole e commenti accessori): grazie.

Con un certo stupore, ho scoperto che non solo ho dato molto a questo blog (242 post, 518 tag, 32 categorie; intendiamoci: un piacere, mica una sofferenza), ma che questo blog mi ha restituito ancora di più. Una bella scarica di energia. E se “nulla si crea, nulla si distrugge”, questa energia non è venuta da sola: c’è un sacco di gente da ringraziare, come sempre. E oggi tocca a me.

Iniziamo dal principio. Ovvero: un vezzo del blogger debuttante è fare il punto sulle cifre. Me lo concedo anch’io, con annesso però un doveroso patto: non lo farò mai più. D’altra parte, anche di queste cifre devo ringraziarvi: 40mila visite, e una collocazione crescente tra i primi blog italiani secondo i ranking di Wikio e Blogbabel (il 27 luglio Wikio diceva 119; Blogbabel 357 nella “generale”, 153 nel semestre, e 47 nell’ultimo mese), sono risultati cui non avevo proprio pensato. Mi sono pure trovato a ricevere offerte commerciali di hosting e di pubblicità. E dire che di handicap questo blog ne ha: non sono smart (si dice “SEO-friendly”) come uno smanettone della prima ora, scrivo molto, non sono ospitato da una piattaforma che ha già un suo pubblico, e non ho la visibilità di un autore. Niente di cui gonfiarsi il petto. Ma sapete com’è: massaggiare l’ego aiuta il karma. Ok, passiamo alle cose serie.

Un ringraziamente diciamo “fondativo” va a Fabio, Paolo, Giovanni, Marco, Fausto, Paul, per ragioni le più diverse, ma che si possono riassumere in: mi hanno stimolato, ispirato, aiutato a partire. 

Un ringraziamento ancora più forte lo devo non per la quantità ma per la qualità della vostra presenza: i commenti. Lo so che siete timidi, che qui mancano quelle belle polemiche da osteria che scaldano il cuor, che dopo tante parole mie uno poi non ha la forza di commentare. Eppure vi ho trovati (in un’interessante ammucchiata tra autori, lettori, blogger, operatori, studiosi, giornalisti) a commentare quasi ogni post, e spesso rilanciando, precisando, annotando. E senza perder tempo in chiacchericci da chat (ok, questa suona un po’ snob). Ho cercato di impostare questo blog come uno spazio di costruzione di frammenti di un discorso sul fumetto – e anche la dinamica post/commenti, grazie a voi, mi pare che abbia funzionato.

Infine, il ringraziamento più intenso riguarda l’aspetto che mi ha più stupito, e che ha alimentato più del resto la mia curiosità: le nuove relazioni. E’ piuttosto semplice a dirsi: grazie a questo blog non solo ho coltivato o rafforzato alcuni legami, ma ho incontrato ex novo diverse persone interessanti. E questo sì che è un successo. Voglio dire: con certa gente che in Italia … pensa se avessi incontrato solo persone, magari pure miei studenti (omg!?!), entusiaste per ‘cose’ come Giorgio Stracquadanio o  Corona (Fabrizio, non Marco)! [fine della battuta gratuita, acida e di dubbio orientamento sociopolitico]

Ora è agosto, tempo di relax più che di lavoro. Questo blog non farà pause. Ma il ritmo sarà più blando, fino a settembre. Per un autunno come sempre carico: il Festival di Internazionale, i Comics Talks, le ZeroGuide, il Comitato Nazionale Fumetto100, SIGNS Journal. E gli impegni accademici. E ben 4 libri che avanzano in slalom parallelo (ma in ritardo convergente). E nuovi progetti in avvio. E nuove idee che premono per prendere spazio.

Tra altri sei mesi, inoltre, potrebbe prendere forma un progettino con cui chiudere in bellezza l’annata di Fumettologicamente, prima di decidere che destino riservare a questo blog.

Dunque ringrazio e incrocio le dita. Questi 6 mesi sono stati un eccelente (ri)avvio, con cui ho ripreso a far respirare le (mie) idee. Da settembre, si va avanti – fumettologicamente parlando.

L’ho già detto? Grazie.

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