Librerie del futuro, by Dan Clowes

via New Yorker

Tutto il primo Topolino italiano

Fino ad oggi non si era mai visto, nella sua interezza, a ben 80 anni dalla sua pubblicazione. Parlo della prima versione di Topolino realizzata da un fumettista italiano.

Era il 1931, e sul «Il Popolo di Roma» vennero pubblicate 17 tavole “apocrife”, tra il 16 aprile 1931 e il 13 agosto, realizzate  da Guglielmo Guastaveglia, in arte Guasta. L’associazione GAF – Firenze (Gruppo Amici del Fumetto) le ha recentemente recuperate attraverso un (anonimo) collezionista, e inserite in un fascicolo, fuori commercio, destinato ai suoi soci.

Nell’articolo che lo accompagna, Sergio Lama – uno dei tre autori del recente Eccetto Topolino – ha sviluppato un’analisi comparata di alcune sequenze che dimostra come quelle prime tavole fossero direttamente ispirate alle strisce originali di Ub Iwerks, Walt Disney e Win Smith.

Per gli appassionati di storia del fumetto, una lettura semplicemente indispensabile.

via Leonardo Gori

Psichedelia dimenticata: Caza

Quando si pensa a fumetti che hanno incarnato l’estetica psichedelica nel fumetto, e in particolare in una versione ipercromatica ed erotizzata, vengono presto in mente i lavori di Guy Peellaert (Jodelle e Pravda, peraltro prossime a riedizioni anglofone nel 2012).

Tra quelli dimenticati, ancor più di Saga de Xam o Scarlett Dream, ce n’è uno di Philippe Caza. Un autore che molti ricordano – io incluso – soprattutto per la sua fase ‘moebiusiana’ anni 80 (e oltre). Ma che nel 1970, influenzato proprio dallo stesso Peellaert, realizzò (per il piccolo ma seminale editore Eric Losfeld) l’avventura ultrapop di Kris Kool:

via 50Watts

Fine di un personaggio (a fumetti) di governo

Dal punto di vista del fumetto italiano, archiviare l’ultimo governo Berlusconi significa anche archiviare uno dei rari casi di satira politica ‘frontale’ di questi anni.

La serie La Ministronza, di Alessio Spataro, ha infatti accompagnato dal 2008 la parabola governativa di Giorgia Meloni, trasformata nell’assai poco fine personaggio di Giorgia Mecojoni. Un fumetto anch’esso certamente poco ‘fino’ – e altrettanto certamente spassoso ed efficace – che verso la fine del 2009 arrivò a scatenare una piccata reazione del Ministro. Cui seguì un ampio dibattito che – in pieno “stile Italia anni 2000” – sollevò da un lato il tema dei ‘confini legittimi’ della satira (volgarità, personalizzazione, degradazione scatologica…), e dall’altro il tema della rappresentazione della donna (una sintesi di quel confronto lo trovate qui).

Insomma, La Ministronza è stato uno dei pochissimi fumetti satirici che, regolarmente, ha messo al centro uno specifico rappresentante politico. E anche per la sua rarità in questo nostrano deserto – ben diverso dalla Francia, dove i fumetti con protagonisti leader politici sono fin troppo numerosi – la sua dipartita segna la fine di un piccolo ma significativo ciclo.

Dopo 3 anni e mezzo e due raccolte in volume, l’ultimo episodio – “Mortacci sua” – è apparso sul Male n.8, così:

A questa tavola segue poi un post-finale pienamente “meta” – lo troverete sul Male e (forse) sul blog della serie – che non vado a spoilerare qua, per rispetto alla ‘memoria’ e – quasiquasi – per affetto.

Già: un po’ ci mancherai, Giorgia.

Fumetti dalla gabbia

Per la serie “nuovi fumetti online crescono”, ecco La Gabbia, di Francesco Rossi:

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