Tra Ferrara e Cremona

Comunicazione di servizio.

Oggi pomeriggio (lo so: all’ultimo minuto; ma il tempo è quel che è, mentre si avvicina l’annuncio di un nuovo progettone, tra una decina di giorni) sarò a Ferrara, in una sorta di occasione ‘off’ rispetto al programma del festival di Internazionale, a discutere di “Come raccontare senza carta? Da Snowden alle favole di Calvino“. Si tratterà di un incontro dedicato alle nuove forme di editoria e narrativa online, e in particolare alla twitterfiction, nell’ambito della mostra “Sussurri e grida nella democrazia digitale” presso la galleria Zuni, che espone materiali dal graphic novel di Dario Morgante e Gianluca Costantini su Julian Assange e Wikilieaks, di cui a suo tempo scrissi qui.

Dopodomani, invece, a Cremona si inaugura “I Love Fumetti“, manifestazione realizzata dal Centro Fumetto “Andrea Pazienza” in occasione dei 25 anni di attività. Mica pochi. In quel contesto il pezzo forte è una mostra piuttosto rara: ben 125 tavole originali di 107 autori, dagli inizi del Novecento al 2010 (da Little Nemo a Krazy Kat, da Barks a Crepax a Frank Miller), per la prima volta uscite da una – incredibile – collezione privata. Ciascuna tavola sarà esposta con un commento da parte di un critico, giornalista, o autore. A me è toccato il piacere di accompagnare una tavola di Antonio Rubino del 1952, un frammento di “Lupetto e la Nina”, pubblicato in origine sul Corriere dei Piccoli.

Insomma: buon fine settimana. Per me dovrebbe esserlo, sulla carta (disegnata).

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A parlare di “Generazione Dylan Dog”

Domenica sarò a Cremona, a chiacchierare di un fumetto italiano che per un lungo periodo ho letto con enorme passione e a cui devo un bel po’ (di affetto e di stimoli, da quelli fumettologici a quelli cinefili).

Dylan Dog sta per compiere – li celebrerà a ottobre – 25 anni di vita editoriale. E come tanti, mi sento di esserne in qualche modo un compagno e un figlio. Insomma, un membro di quella “generazione Dylan Dog” di cui andremo a parlare (ore 10) con Pasquale Ruju, Luigi Mignacco, Lola Airaghi e Luigi Piccatto, nell’ambito dell’appassionata rassegna e mostra “Dylan Dog 25. Il mito di una generazione”, organizzata dal benemerito Centro Fumetto “Andrea Pazienza”.

Sia detto per inciso: è mai possibile che la sola mostra su un simile anniversario (almeno già certa e annunciata) sia questa, e che città ed istituzioni culturali di maggiore peso – nisba?

Se tutto va male, saranno nostalgia, malinconia, ricordi, aneddotica compulsiva e peana alla “non c’è più il fumetto di una volta”.

Se tutto va bene, stesso programma.

Magari, nel secondo caso, se c’è tempo ci aggiungiamo qualche mezza idea. Per riflettere su come sia accaduto che DD mi/ci si conficcò nella testa e nel cuore da non uscirne più. E per ricordarci del lavoro di Tiziano Sclavi, poderoso rabdomante degli anni del riflusso.

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