Generatore automatico di insulti à la Tintin

Più precisamente, si tratta di un generatore automatico di insulti del Capitano Haddock, che trovate online qui.

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Senza Tintin (ancora)

Tempo fa avevo segnalato questo, ed ora scopro un altro analogo divertissement grafico, firmato Assorted Schmidt. Tutte le copertine di Tintin riprodotte cancellando la presenza in scena del protagonista (e questa volta anche dei logotipi). Un détournement più ‘conservativo’, che non modifica il significato dei titoli degli espisodi – e proprio per questo suona ancora più straniante:

In Svezia sono giorni di #tintingate

La ricorrente domanda: Tintin è razzista? Risposta svedese della settimana: sì.

Sembra incredibile, ma una delle biblioteche e centri culturali più noti di Svezia, la Kulturhuset di Stoccolma, si è resa protagonista  di una – non nuova – polemica intorno a Tintin, i suoi contenuti ‘razzisti’, e una proposta di censura.

Il responsabile della sezione ragazzi della biblioteca ha infatti dichiarato che avrebbe proposto di rimuovere Tintin dalle pubblicazioni disponibili, in virtù dei suoi contenuti “afro-fobici”:

The image the Tintin books give of Africans is Afro-phobic, for example. Africans are a bit dumb, while Arabs sit on flying carpets and Turks smoke water pipes

La dichiarazione ha suscitato una certa eco sui media svedesi, con l’effetto di generare anche forti critiche – amplificate su Twitter intorno all’hashtag #tintingate – col risultato finale di una rapida retromarcia.

Una parziale spiegazione è nei peculiari eccessi del politically correct locale. Come ha scritto il blog Un italiano in Svezia:

Una delle caratteristiche più note degli Svedesi è la tendenza al non volere mai urtare la sensibilità altrui. Questo finisce per fare sembrare gli Svedesi come un popolo introverso oltre il limite del chiuso, quando, in realtà, si tratta appunto di paura di invadere la sfera altrui. È quindi normale che, in un paese come questo, il “politicamente corretto” sia spesso portato a livelli estremi.

Che in Tintin siano presenti stereotipi sociali e razziali d’impronta colonialista, è indubbio. Ma è anche vero che l’idea di impedirne la lettura sulla base di una pedagogia sterilizzante è grottesca. Come la frase con cui il bibliotecario ha chiosato la riflessione sulle sue preoccupazioni:

All children’s literature should be reviewed

E una pedagogia che scivola nella censura, non è certo una gran pedagogia.

Per gli zero lettori che conoscono lo svedese, un commento della fumettista Elin Lucassi apparso su LitteraturMagazinet:

Record: 1,3 milioni di € per un originale di Tintin

Notizia fresca. Nella battuta d’asta interamente dedicata a Tintin presso Artcurial a Parigi, oggi, si è stabilito un nuovo record: quello del valore di un singolo disegno originale per un fumetto. Valore battuto: 1.338.509,20 euro.

In questo caso l’opera è un disegno a colori di Hergé, datato 1932, per la copertina della prima edizione del suo Tintin en Amérique. In sostanza, questo:

Record su record, per questo disegno, che già si era conquistato un ruolo di primo piano nel 2008, quando era passato di mano per un valore intorno ai 780.000 euro.

via L’Express

Tintin senza Tintin

Le copertine di Tintin, private degli elementi grafici e del personaggio stesso di Tintin, nei détournement del gruppo “Compagnie Adesso”:

Nella versione sempre senza i personaggi, ma con i titoli modificati:

 

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