11 graphic novel essenziali

Su invito de Lo Spazio Bianco ho partecipato anch’io al gioco della torre “Essential 11”, rispondendo alla domanda: quali sceglieresti, se dovessi indicare 11 graphic novel fondamentali?

La mia risposta tranchantissima è qui.

 

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Top 10 fumetti 2010

Dimenticavo: anche quest’anno ho partecipato al gioco del webmagazine LoSpazioBianco, sul tema “Migliori fumetti del 2010”.

La Top 10 2010 complessiva è online da un pezzo. E la mia personale selezione è qui (con qualche argomentazione, almeno per le prime 4 opere inedite):

1) Barcazza di Francesco Cattani (Canicola)
2) Cinquemila chilometri al secondo di Manuele Fior (Coconino Press – Fandango)
3) Quaderni ucraini di Igort (Mondadori)
4) Cronache dalla palude di Francesca Ghermandi (Coconino Press – Fandango)
5) Ciccia di Dave Cooper (Comma 22)
6) Le ragazze nello stu­dio di Munari di Alessandro Baronciani (Black Velvet)
7) Garibaldi di Tuono Pettinato (Rizzoli Lizard)
8 ) Piero di Edmund Baudoin (Coconino Press – Fandango)
9) Il piccolo Christian di Blutch (Rizzoli Lizard)
10) Ciao Ciao Bambina di Sara Colaone (Kappa edizioni)

MENZIONE STORICA
1) Playboy’s Little Annie Fanny n.1 1962–1970 di Harvey Kurtzman e Will Elder (Magic press)
2) Le panoramiche di Jacovitti (Stampa Alternativa)
3) Il mondo dei Ronfi di Adriano Carnevali (Coniglio Editore)

LoSpazioBianco restyling: Squaz logo

Il sito web LoSpazioBianco torna online giovedì 1 Luglio in veste rinnovata, sia nei contenuti che nella grafica. Tra gli elementi di questo restyling, una nuova immagine – logo e header della testata – realizzata da un grande illustratore italiano: Squaz, al secolo Pasquale Todisco.

L’idea di dotarsi di un’immagine fortemente caratterizzata – non un logo tipografico, ma un vero e proprio disegno realizzato da un autore di talento, di cui il logo è parte integrante – è una soluzione che distingue fortemente LoSpazio Bianco da altri webmagazine fumettistici come AfNews, Comicus, HouseofMystery, MangaForever, Fumettodautore ecc. Il messaggio che comunica una simile scelta non è solo un generico “mettiamo al centro l’immagine disegnata”, ma l’idea che essa sia fortemente dipendente dalla personalità artistica di chi la realizza.

Al centro dell’impegno di LSB non ci sono infatti le news, ma gli autori e le loro opere (con recensioni, interviste, commenti), di cui questo sito – nato dalla passione di un gruppo di (spesso giovani) “lettori competenti” – cerca da anni di presentare la ricchezza, il fascino e la complessità. Tutto ciò nel quadro di un discorso critico sul fumetto che sì, avrà pure qualche limite di stile e di prospettiva, ma che a differenza di tanti altri spazi della rete – e non solo – riesce a tenersi ragionevolmente lontano dall’indulgenza, malattia infantile – e virus mai debellato – dei discorsi fumettologici del fandom più tradizionale.

Per tutto questo, inclusa la stima per le persone impegnate in questo prezioso progetto culturale (complimenti ad Alberto, con Ettore, Guglielmo, Marta, Valerio…), ho pensato di chiacchierare brevemente con Squaz e presentarvi in anticipo – si fa per dire – il nuovo header disegnato, che vedete qui (cliccate per ingrandire):

Squaz, quel che più mi piace del tuo disegno è il lavoro sul bianco. Un contrasto che esalta le parole e il loro senso del tutto visivo.

L’idea era proprio questa: il bianco doveva risaltare il più possibile e il balloon diventare così lo spazio bianco, la parentesi, la zona di riflessione, il vuoto che allude al pieno e lo rende percepibile. Insomma, una metafora.

Anche il lettering è tuo?

No, è un font di archivio. Inizialmente mi era stato suggerito di realizzarlo a mano (la prima versione -poi scartata- ne conteneva uno piuttosto imponente). Ma alla fine mi pare un buon compromesso tra la classica freddezza del carattere tipografico e il calore ruspante della manualità. Il fatto stesso che tu me lo chieda, forse, lo dimostra.

Perché uno sfondo urbano e un lettore-bambino?

Un'idea di logo alternativa, poi abbandonata

La città è un elemento immediatamente riconoscibile: sono le nostre case, il posto in cui viviamo. Al di sopra delle case c’è il bambino che legge, sdraiato su una nuvola che, oltre a essere un’evidente allusione alle nuvolette dei fumetti, è un elemento di sospensione. Allude al prendersi tempo per fare qualcosa che ci piace all’interno delle nostre giornate, oltre a dare dinamismo all’immagine (se si suppone che non resti ferma nel cielo, ma voli via altrove…).

Il bambino poi, rappresenta la nostra parte entusiasta, e anche quella con meno preconcetti. Non è un caso che i fumetti si comincino ad amare proprio da bambini, quando si hanno meno preconcetti. E a chi di noi non piacerebbe riprovare, per un momento, la stessa gioia ed eccitazione che abbiamo provato leggendo i nostri primi giornalini? In definitiva direi che l’idea è quella di rappresentare la riflessione e la critica insieme alla gioia, all’entusiasmo. Non una roba fredda e asettica da analisti, insomma, ma “il cuore” del fumetto.

Affiche del festival Fumettando (2008)

Non tutti i disegnatori sono altrettanto abili con loghi, grafiche o banner. Nel tuo lavoro di illustratore e  fumettista, però, c’è sempre stata una forte componente grafica. Penso anche alla cura del tuo design per Minus Habens.

Un'altra prova scartata

La grafica mi interessa molto. Anche se non sono uno specialista. E’ più che altro una questione di attitudine: con la grafica si lavora molto sui concetti, sull’astrazione. E’ una disciplina molto rigorosa, tipicamente razionale, in cui ogni singola scelta va giustificata e motivata. Ho visto gente impazzire per un puntino messo nel posto sbagliato… A me, dopo un po’, viene voglia di tornare a una dimensione più libera e narrativa e in Minus Habens ho cercato di unire le due cose. ……

Qualche anno fa ho anche realizzato il logo di una casa discografica (la  NUN Entertainment), su un’idea di Franco Battiato, ma questa rimane la mia unica esperienza nel campo di loghi e affini. Diciamo che ripeterei l’esperienza solo dietro congruo compenso e/o in un momento di temporaneo disamore per il fumetto 😉

Sarà, ma in questo caso mi pare non si vedano né disamore per il fumetto, né congrui compensi… Quindi dimmi: cosa pensi de LoSpazioBianco.it? E più in generale, raccontaci: quali sono le tue abitudini fumettistiche online?

Navigo abbastanza spesso nelle acque de LoSpazioBianco. Non conosco tutto lo staff, ma sono in buoni rapporti con alcuni di loro e c’è stima reciproca. Mi piacciono le loro interviste e gli approfondimenti. Magari dovrebbero aggiornarlo più spesso, soprattutto le recensioni: sono un po’ troppo sporadiche! Ho accettato perché è gente piena di passione e competenza, e ci stiamo simpatici: perché altro, se no?

In generale, però, non navigo su molti siti. Sono uno che ha bisogno di tempo per ‘digerire’ gli stimoli, e quindi tendo a seguire un numero limitato di siti e blog. Visito spesso quelli dei colleghi che più mi piacciono, come Stéphane Blanquet o Henning Wagenbreth. Ultimamente guardo spesso il blog dello spagnolo Paco Alcazàr, che mi piace molto anche perché mi pare una specie di Blanquet più pop… Per informarmi sulle discussioni intorno al fumetto, invece, vado a sentire un po’ di campane diverse: mi divido ecumenicamente tra la trimurti Ginevra-Interdonato-Stefanelli (ehm) più “bonus-track” Boris Battaglia quando-ne-ha voglia, Harrydice e (ta-tààààn) Roberto Recchioni… In tal modo mi illudo di avere il polso della situazione. E, a volte, ci riesco.

Lo sapevo che sarebbe finita a tarallucci e vino. Dannati artisti. Grazie, Pasquale.

Bentornato a LoSpazioBianco, dunque. In bocca al lupo.

Best Fumetti 2009: LoSpazioBianco

Ogni anno, il webmagazine LoSpazioBianco chiama a raccolta la propria redazione + un tot di critici per esprimersi sul tema “Migliori fumetti dell’anno”. Un gioco semiserio, come tutte le playlist. Semiserio anche perché, tra Spazio Bianco e Fumo di China (l’altra principale testata, fra quellle che da anni offrono una simile best of the year), pare si faccia a gara chi arriva più tardi rispetto ai tempi dell’informazione… Comunque sia, un gioco divertente, cui mi presto volentieri in compagnia di tante persone che stimo.

La Top 10 2010 è online da oggi. Se ne chiacchiererà dal vivo, tra critici, giornalisti – e con il “guest” Davide Reviati, autore dell’opera italiana più votata dell’anno – al prossimo Festival Bilbolbul, questo weekend.

Qui la mia selezione:

1) Jimmy Corrigan, il ragazzo più in gamba sulla Terra di Chris Ware (Mondadori)
Ambientata a Chicago nell’arco di tre generazioni, è la storia di un impiegato qualunque che prova a riconciliarsi col padre, fallendo tragicamente. Autore funambolico e progettista ‘assoluto’ alla Kubrick, Chris Ware insegue una perfezione grafica del fumetto – figurativa tipografica, e persino cartotecnica – che rende la lettura un’esperienza vertiginosa. Un fumetto come opera grafica totale, strumento plastico per imprigionare i personaggi disegnati in miserabili esistenze.

2) La guerra di Alan 2 di Emmanuel Guibert (Coconino)
Asciutto e commovente, restituisce in fumetto le memorie di guerra di un eroe qualunque, raccolte dall’autore. In questo volume si passa dall’addestramento all’esperienza bellica in Europa del giovane militare, tra momenti di calma e incursioni nel terrore più acuto. Un percorso di formazione che mette al centro l’umanità dello sguardo, raggiungendo risultati di disarmante grandezza.

3) La signorina Else di Manuele Fior (Coconino)
Un adattamento visivamente seducente di un racconto di Arthur Schnitzler, racconta l’ipocrisia della decadente borghesia europea ai primi del Novecento. Il tono degli acquerelli mescola il registro più dolce dell’Art Nouveau (Toulouse-Lautrec o Bonnard) con la sofisticata inquietudine della Secessione viennese (Klimt o Schiele). Un lavoro di straordinaria atmosfera e maestria cromatica.

4) Morti di sonno di Davide Reviati (Coconino)
I dolori della crescita di un dodicenne, tra interminabili partite di calcio, la comparsa dell’eroina e l’ombra del petrolchimico, in “un’estate lunga dieci anni” di fine anni Settanta. Uno splendido e dolente lavoro sulla qualità della memoria.

5) Macanudo 1 e 2 di Liniers (Double Shot)
Tra le più belle daily strip del decennio, Macanudo non ha un protagonista, ma una stramba galleria di personaggi ricorrenti, alternati a gag che sono pure invenzioni visive. L’umorismo brillante e la vena fantastica scoppiettante trovano una splendida sintesi in meta-sequenze che sfondano, con rinfrescante meraviglia, il muro tra le vignette e il lettore.

6) Il mio bimbo di Oliver Schrauwen (Comma 22)
La disturbante storia di uno scherzo della natura, consegnato dalla morte della madre a un padre che si dedica a condurlo all’età adulta, non senza avergli insegnato le basi del golf, della storia della pittura o delle scienze naturali. Una sorprendente esperienza di poesia visiva, disegnata magistralmente in toni retro’ che richiamano Winsor McCay e insieme l’estetica dell’arte primitiva.

7) Apocalypso! di Tuono Pettinato (Coniglio Editore)
L’autore italiano più divertente dai tempi di Leo Ortolani è un parodista nato, che satireggia con l’attualità o la cultura pop, passando per gli aristi futuristi, i supereroi o i personaggi del Corrierino. Nelle sue “vite d’artista” – più divertente di Ivan Brunetti – Tuono offre la sintesi migliore: un misto infantile-ma-crudo tra Johnny Ryan e James Kochalka, con grande senso della lingua e toni retro’ da “racconto morale”, per raccontare le peripezie di personaggi terribilmente inetti.

8 ) Il gusto del cloro di Bastien Vivès (Black Velvet)
In piscina, un ragazzo e una ragazza. Un incontro, gesti, e qualcosa di non detto che sembra scattare tra i due. Un catalogo di piccoli slittamenti progressivi – routines, sguardi, piccoli scambi, attese – a comporre la sensazione di estasi&stupore per eccellenza: l’inizio di un amore.

9) Le avventure di Spirou e Fantasio: Il diario di un ingenuo di Emile Bravo (Planeta DeAgostini)
Bravo applica a Spirou la ricetta del “racconto delle origini” e crea una sorta di prequel della prima avventura del giovane portiere d’albergo. L’ingenuità di Spirou si intreccia con la storia politica del 1939, avvicinando il ‘revisionismo’ di Bravo a un Forrest Gump senza la medesima ansia da performance. Il risultato è un felice labour of love sull’intera traiettoria del fumetto francobelga.

10) Sabato tregua di Andrea Bruno (Canicola)
Il lato oscuro della provincia (italiana). Lontano dal vitalismo di un Gipi o un Baru, Bruno racconta la periferia deindustrializzata da una prospettiva nichilista. Questo lavoro è un libro gigantesco (29×42) che offre il supporto migliore per apprezzare una delle più potenti visioni del bianco e nero nel fumetto contemporaneo. Macchie di inchiostro nero come tracce di disperazione, grondanti nello spazio bianco, che reimmaginano una società ipnotizzata dai suoi resti.

E per la categoria “Menzione Storica”:

1 Don Chisciotte, di Lino Landolfi (Nicola Pesce)
2 La Fenice (voll. 11 e 12), di Osamu Tezuka (Hazard)
3 Shakespeare, di Gianni De Luca (Mondadori)

Special content: nella videogallery, una canzone della band tedesca Banana Fishbones, dedicata a Jimmy Corrigan, ‘vincitore’ della Top 10 di LSB.

BilBOlbul 2010. Programmi?

Questa settimana, fumettologicamente parlando, è tempo di Bilbolbul, Festival Internazionale di fumetto, 4a Edizione.

Poco tempo per il blog. Tante occasioni per discutere. La mia parte ‘ufficiale’, con vari ospiti&partner&amici, la farò qui:

Venerdi 5, 12h00
ACCADEMIA DI BELLE ARTI
LoSpazioBianco Top 10 2010
> con Alberto Casiraghi, Enrico Fornaroli, Andrea Plazzi, Sergio Rossi e Davide Reviati

Venerdi 5, 19h00
RAM Hotel
Bambini sugli alberi. Inaugurazione mostra di Joanna Hellgren
> con Joanna Hellgren

Sabato 6, 18h30
LIBRERIA FELTRINELLI RAVEGNANA
Quel genio di Antonio Rubino
> con Fabio Gadducci, Igort, Squaz, Tuono Pettinato

Domenica 7, 12h30
BIBLIOTECA RENZO RENZI
Raccontare il Reale. Lo scatto e il disegno
> con Emmanuel Guibert, Massimo Sciacca

Domenica 7, 15h00
BIBLIOTECA SALABORSA AUDITORIUM
Ridisegnare città. Le visioni urbane di Zero
> con Gabriella Giandelli, Fabian Negrin, Giacomo Nanni, LRNZ

Domenica 7, 17h30
LIBRERIA FELTRINELLI RAVEGNANA
Macanudo!
> con Liniers

Poi ci sono gli eventi cui di certo non mancherò..(..di arrivare in ritardo), come:

Sabato, ore 14.30
Galleria stamperia d’arte Squadro
Sponge cake – Inaugurazione mostra di Pierre La Police

Sabato, ore 19.30
Cineteca di Bologna – Sala Espositiva
Il fotografo – Inaugurazione mostra di Emmanuel Guibert e Didier Lefèvre

Sabato, ore 22.30
Locomotiv Club
PIC NIC Party

Poi c’è tutto il resto. Troppo, per essere pianificabile.

E infine ci sono i tortellini. Che danno tanta energia. Che ce n’è tanto bisogno.

Ci vediamo a Bologna.


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