Webcommedia da fumetteria

Chris Walker, un colorista che ha lavorato per Marvel e DC, ha creato una webserie che è una – piacevole, anche se piuttosto scontata – commedia ambientata in una immaginaria (ma nemmeno troppo: il set è la nota Jim Hanley’s Universe) fumetteria di Manhattan, New York. Si chiama Anti-Matter, e la trama è in sostanza questa:

The show follows a nerdy cast of characters throughout their comic-book filled working day, mixing the comic personal interactions of staff and customers with the funny details of life working in a comic book shop—from annoying customers to the drudgery of bagging and boxing comics to highly animated (and antagonistic) conversations about Green Lantern.

via Publisher’s Weekly

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Un fumettista mitomane

Un fumettista americano relativamente (poco) noto, Derek Kirk Kim, ha lanciato da pochi giorni un progetto assai poco fumettistico. Si tratta della serie tv – o meglio, la webseries Mythomania, “in onda” da qualche giorno su YouTube.

Essendo il buon Derek figlio del suo tempo, la serie non racconta altro che le vicende di Andy Go, aspirante fumettista di Los Angeles con seri problemi a farsi pubblicare, e un gruppo di amici pronti a chiacchierare di argomenti come…Alan Moore.

La serie ha lo stesso protagonista (anche se un concept diverso) del nuovo fumetto di Kirk Kim, Tune, che al momento potete leggere solo online, qui. Chicca per nerd: davvero piacevole il cameo di Scott McCloud che apre la serie, nella parte di se stesso.

Com’è questa serie? Ne ho visto un solo episodio (sono online i primi due), e pare meglio del previsto. Diciamo che, fatte le debite proporzioni produttive, sta tra Big Bang Theory, Scott Pilgrim, qualcosa-di-canadese-che-non-conosco e qualcosa-di-molto-web-che-boh.

via The Beat

Dal fumetto alle webseries tv: Mes Colocs

Per la televisione nell’epoca della transizione al digitale, le webseries (prodotti creati appositamente per il web) sono ormai una delle  forze trainanti più dinamiche. Una recente dimostrazione ci viene dalla Francia: Mes Colocs è una webserie in 10 episodi da 2 minuti, che ha debuttato nel mese di Maggio, raggranellando già – sulla piattaforma di Dailymotion – una media di 100.000 visualizzazioni a episodio.

Il punto è che questa serie è a lungo parsa come “anonima”. E questo nonostante sia evidente che la sua fattura tecnica non è certo di qualità amatoriale. Il 21 giugno scorso, una conferenza stampa ha svelato la sorpresa: il prodotto è un’idea del marketing della banca BNP-Paribas. E l’autore? Il fumettista Riad Sattouf, ormai sempre più a suo agio alla macchina da presa, dopo il successo “di pubblico e critica” del film Les Beaux Gosses l’anno scorso.

Una commedia giovanile fresca e brillante, dal clima estivo e spensierato, in perfetta sintonia con la migliore commedia fumettistica del bravo Riad, e che potete vedere anche su YouTube (niente embedded links tra WordPress e Dailymotion, già):

Super fan-made webseries

Che il fandom sia in grado di generare imponenti sforzi organizzativi e creativi, magari fino al punto di produrre film amatoriali, è cosa nota. Del caso di Akira, per esempio, abbiamo già parlato qui. Da qualche settimana è però il turno di Superman, oggetto di una serie prodotta per il web di cui è online il primo episodio, previsto come debutto di una “prima stagione” programmata in 12 parti:

Pare che questo Superman amatoriale non resterà a lungo solo. Il sito web del progetto “Superunofficial” rivela l’esistenza di altri due progetti analoghi. Con evidente consapevolezza, e una notevole dose di capacità organizzative, il team di fans si presenta e dichiara i propri obiettivi di lettori-produttori in questo modo:

Super Unofficial” is an online TV network made by Comic Book fans, for Comic Book fans. Featuring three original web series running simultaneously, “Super Unofficial” is a central hub for comic book related original video content. Utilizing the Internet, “Super Unofficial” seeks to connect with audiences directly, allowing for greater fan interaction and in turn, repeat viewers who are invested in what they watch.

La complessità non solo tecnica, ma anche e soprattutto organizzativa, di un simile gruppo di “lettori organizzati”, rende questo progetto un caso interessante per due ragioni. Da un lato permette di verificare come la cultura fumettistica (“siamo fans di fumetti”, dicono i ragazzi) sia oggi in grado di convivere naturalmente – anche in forme complesse – con le forme e i linguaggi della Rete (editori italiani: svegliarsi, please). Dall’altro, ci dimostra come il fandom più consapevole sia in grado di strutturarsi produttivamente intorno a obiettivi ‘creativi’ in grado di ‘leggere’ bisogni di mercato (fumettistico) inespressi, ancora privi di risposta da parte dell’offerta: Superman è sempre “icona delle icone”, eppure film (quello diretto da Bryan Singer) e tv (Smallville) continuano a non offrire occasioni seriali soddisfacenti per il pubblico dalle aspettative più ‘alte’ (i fans), che aspetta da decenni di trovare una compiuta re-interpretazione audiovisiva del supereroe per antonomasia.

Mettiamola così: ecco i soliti fans americani. Il “mercato del fandom”, più vasto e organizzato negli USA, permette di attingere a un brodo di coltura vantaggioso, per la fioritura di simili gruppi di fans organizzati. (Una tesi ‘quantitativa’ che mi convince solo in parte).

Ma insomma, e il povero Tex Willer – possibile che non meriti anch’egli un ‘webseries treatment’?

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