Rita Levi Montalcini, by Bacilieri

Solo un ritratto, una volta tanto. Realizzato dal fumettista Paolo Bacilieri, e dedicato alla Montalcini. Per una occasione di quelle che nascono nella provincia (Cavriago [RE]), e sono occasioni per riflettere su questioni centrali: l’unità d’Italia, il ricordo di un territorio e l’immaginazione del suo futuro, un volto e la sua valenza di icona del “passare del tempo”.

Il lavoro di Bacilieri – intitolato “Dopo e dopo” – è apparso nel catalogo della mostra/concorso Primo fuoco (dedicata a illustratori esordienti, impegnati sul tema del ‘sentirsi italiani’) inaugurata sabato scorso a Cavriago(RE). E la copertina è questo bel ritratto, corrugato come un foglio di carta stropicciato:

via Sweet Salgari

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Bacilieri e l’Italia come espressione geografica

Delle tante iniziative che hanno accompagnato le celebrazioni del 150enario dall’Unità d’Italia, e tra le non poche che hanno visto in scena il fumetto, ne segnalo una un po’ eccentrica.

Si tratta della mostra Un’Espressione Geografica. Unità e Identità dell’Italia attraverso l’Arte Contemporanea, curata da Francesco Bonami per la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino, 19 Maggio – 27 Novembre 2011). Una mostra che prende spunto dalla storica affermazione del Metternich, costruendo una sorta di diario di viaggio collettivo: 20 artisti, provenienti da diverse nazioni europee, sono stati inviati in una Regione italiane – accompagnati da giovani corrispondenti locali – e chiamati a realizzare un’opera fondata su quella esperienza.

Il fumettista Paolo Bacilieri è stato invitato a partecipare a questa iniziativa. Con un contributo però di natura diversa da quella espositiva: con una sorta di commento – in forma di fumetto, in 7 tavole – che offre un controcanto agli sguardi ‘stranieri’ sull’Italia. Uno sguardo italiano, collocato però a distanza, in una New York in cui si ritrovano i suoi Zeno, Domitilla, le gemelline Savinio e Capitan Biscotto, con Zeno che passeggia leggendo alcuni passaggi delle Confessioni d’un italiano di Ippolito Nievo.

Un intervento che apparirà non in mostra ma nel catalogo, spazio deputato ai discorsi suscitati dall’antica osservazione del Metternich. E intorno a quell’idea Bacilieri sviluppa un piccolo contrappunto. Ben diverso dalla pedagogia della Storia unitaria al centro dei tanti fumetti usciti in questi ultimi 6 mesi.

E’ invece un intervento che si colloca tra il semplice divertissement (Capitan Biscotto, alter ego di Giorgio De Chirico, come paradossale super-eroe modernista nel luogo simbolo dell’immaginario supereroistico) e la riflessione su una sottile ma traumatica nostalgia. Takotsubo, la chiama Zeno, che mette così in scena un legame tra gli affetti dei personaggi (Zeno e Domitilla) e quelli per un’Italia che, su quell’espressione geografica, proiettò straordinarie passioni e lunghe, radicate malinconie.

150 grandi italiani (di cui 3 fumettisti)

Il marchio Fabriano ha realizzato una serie di 150 quadernetti ispirati alle celebrazioni dei 150 anni dall’unità d’Italia. Una collana nata come progetto partecipativo in Rete: messa online una lista di oltre 300 personalità, ne sono infine usciti i più votati, tra cui un terzetto fumettistico:

Notizia nella notizia: chi è stato il più votato di tutti? Andrea Pazienza, con un migliaio di voti.

A fine giornata

via Beppe Beppetti

Viva l’Italia, e e e

Da un disegno di Tuono Pettinato (sol levante: da un disegno di Matteo De Longis)

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