Storyboard, addio (ci pensa Amazon)

“I cartoni animati sono fatti al computer?”, si chiedeva qualcuno – fantasticando – trent’anni fa. Oggi, più ancora che la modellazione 3D, la risposta sembra venire da Amazon, che ha lanciato (in fase beta) Amazon Storyteller, un tool online in grado di trasformare ‘automaticamente’ una sceneggiatura in uno storyboard, che funziona grosso modo così:

amazonstoryteller

Storyteller parte dalla scansione di una sceneggiatura di un film che è stata precedentemente caricata su Amazon Studios. Esso identifica le scene, i luoghi e i personaggi dalle loro descrizioni, e li “seleziona” da una library di centinaia di personaggi, oggetti di scena e sfondi. I registi possono operare nuove selezioni, cambiare locations, oppure possono caricare le proprie immagini.

Storyteller pone il cast di fronte al giusto sfondo in modo che i registi possano concentrare i propri sforzi sull’emozione e l’energia delle scene utilizzando panoramiche e zoom, cambiando le espressioni facciali e le posizioni dei personaggi, aggiungendo veicoli o oggetti di scena o aggiungendo anche didascalie con descrizioni o dialoghi supplementari. Una volta completato, lo storyboard può essere pubblicato su Amazon Studios, dove altri utenti sono in grado di vederlo e di dare un feedback sul progetto.

Tra le conseguenze: uno strumento del genere potrebbe incidere non solo sugli storyboarder ‘puri’, ma anche sul mestiere dello sceneggiatore/autore di fumetti. Più o meno quanto i vari software come Manga Studio stanno già facendo con la pratica di ‘impaginazione’ da parte dei disegnatori. Ovvero, non tanto come mezzo onnipotente per la “sostituzione” di una tecnica e di un’intera professione creativa (lo storyboarder, e/o lo sceneggiatore-fumettista), quanto come opportunità integrativa nei processi di realizzazione di bozze, mock-up, versioni di lavoro – e come supporto (con funzione anche formativa) per le pratiche del fumetto amatoriale e semi-professionale (soprattutto quello attivo su piattaforme online).

Certo, con un limite notevole, per la sintassi del fumetto: costruire vignette come fossero inquadrature può funzionare per alcuni modelli (quello strip-centrico, da Milton Caniff a Tex Willer), ma certo non basta a coprire le ben più ampie necessità della composizione grafica e della mise en page (ragione per cui anche i software di “comics composition” hanno usi e potenzialità molto limitati).

Infine, c’è chi la butta giustamente sul ridere, immaginando improbabili sviluppi *creativi*: “Imagine.  An illustrated comic of yourself and any given Sports Illustrated swimsuit model in your own porn story.  :)”

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Kurtzman animato

Parecchi anni fa, nel 1974, la storica fanzine Squa Tront – dedicata essenzialmente ai fumetti della EC Comics – pubblicò un servizio dedicato a una curiosa collaborazione extra-fumettistica di Harvey Kurtzman. Si trattava di una serie di 8 animazioni che Kurtzman progettò per una rubrica del celebre Sesame Street (per capirci: il programma che portò al successo i Muppet).

Per quel lavoro il grande Harvey realizzò anche gli storyboard. Dei quasi-fumetti come questo:

Di quel progetto, è rintracciabile online qualche traccia. Solo *qualche*, purtroppo:

via Michael Sporn

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