[1001 fumetti] Anarcoma

L’anteprima di 1001 fumetti di questa settimana è dedicata a un’opera spagnola. Non un fumetto qualsiasi: uno dei simboli di quel movimento (e stagione) di grande energia creativa e sociale che fu la Movida (eh beh: mica ci saremo scordati che quella parola viene ben prima del suo uso per definire “quartieri di locali e aperitivi”, vero?). Un fumetto, all’epoca, sfacciatamente provocatore, la cui memoria vale la pena conservare.

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Anarcoma, 1980 (“Nazario”, Spagna)

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Nel corso degli anni Ottanta le avventure di Anarcoma sono state ospitate su diverse testate quali Rampa, El Víbora, e numerose riviste internazionali, ma il volume in oggetto è la prima raccolta delle sue avventure. Protagonista del fumetto è Anarcoma, una prostituta detective transessuale attiva nei più oscuri meandri delle strade di Barcellona, e le diverse storie la vedono alle prese con malviventi, pericoli, trappole e situazioni assurde, nonché occasionali sveltine.

In nome “Anarcoma”, intenzionale crasi tra anarco (anarchico) e carcoma (in spagnolo “tarlo”), vuole riflettere la libertà sessuale e l’ottimismo che permeavano la ex cattolicissima Spagna dopo la fine del franchismo, in particolare per quanto riguardava la comunità omosessuale, uscita allo soperto dopo anni di persecuzioni. Sotto molti punti di vista Nazario è stato un precursore del movimento controculturale – la movida – solitamente associato a Madrid, ma in realtà molto vivo anche in altre città della Spagna.

anarcoma

La trama è ricca di svolte, doppi binari narrativi e colpi di scena. Interessante e un po’ ridicolo, invece, è il ruolo assegnato a una strana macchina inventata da professor Onliyú, di cui nessuno conosce però la funzione. Il disegno di Nazario è ricco di dettagli e multicolore, e i suoi personaggi sono fisici e imponenti. Alla protagonista, spesso paragonata a un incrocio tra Modesty Blaise, Lauren Bacall e Humphrey Bogart, è stata anche dedicata una canzone da Marc Almond dei Soft Cell, nel 2007, che porta lo stesso titolo della vitale e un po’ (troppo) dimenticata serie di Nazario.

PM

Spagna: la produzione nel 2010

Torniamo a fare il punto sullo stato del fumetto in Spagna, come un anno fa, con i dati sulla produzione relativi al 2010, estratti e rielaborati da Alvaro Pons a partire da quelli diffusi dalla Federaciò de Gremios de editores de España.

Un mercato, il fumetto in Spagna, il cui giro di affari si attesta intorno ai 100 milioni di euro, e in cui lo scenario dei titoli prodotti nell’anno passato è stato il seguente:

In realtà, fa notare Pons, questo primo dato pone un problema. Non andrebbe comparato con il dato precedente della Federazione, che storicamente presentava un errore di sottovalutazione di circa 1/4 o 1/3, bensì con i più accurati dati forniti dal festival Ficomic (per capirci, il 2007: 1582 titoli secondo FEGE / 2453 secondo FICOMIC; 2008: 1824 FEGE / 2850 FICOMIC; 2009: 1514 FEGE / 2170 FICOMIC; 2010: 1766 per entrambi). Il risultato è che il 2010 non avrebbe segnato una crescita del 16,7%, bensì una decrescita. Che misurata sul 2009 è del 18,6%, e sul 2008 – drammaticamente – significa -40% in due anni.

Niente di cui stupirsi: la crisi dell’editoria libraria si è fatta sentire. E tra le strategie di riduzione dei costi, quelle relative alla produzione hanno prodotto gli effetti standard di “tagliare i rami secchi”, e “rischiare di meno”. Ovvero: meno titoli, e tirature più basse.

Passiamo quindi ai supporti:

La sintesi è presto detta: la “librarizzazione” del fumetto è cosa fatta, in Spagna, e resta sostanzialmente stabile. Il formato “libro” (o graphic novel) occupa ormai qualcosa come il 65% dell’offerta. E se nel decennio pare avere resistito la rivista, in declino sono album e comic book. Anche se quest’ultimo, nell’ultimo anno, ha avuto un lieve rimbalzo positivo: un comportamento “anticiclico” noto, vista la sua condizione di standard ‘povero’ per eccellenza.

Altro aspetto, la provenienza geografica dei prodotti:

Gli Stati Uniti dominano come sempre il contesto iberico, e per la prima volta dopo anni conquistano persino la maggioranza assoluta dell’offerta, con un 51% a discapito della profonda crisi nel mercato delle licenze dei manga, in affanno in questo come in altri mercati.

Infine, quali editori hanno offerto più titoli nel 2010? Risposta: per la prima volta il più produttivo non è più Planeta DeAgostini – che in due anni è passata da 1000 titoli a meno della metà – bensì Panini Comics.

via La Carcel de Papèl

Il primo graphic novel spagnolo: 1904

Il primo periodico dedicato al fumetto, in Spagna, fu probabilmente il settimanale Monos.

Un supplemento per bambini del quotidiano “El Liberal”. Un po’ come il nostro Corriere dei piccoli. Però nato 4 anni prima (e non a colori, e non in rima), alla fine del 1904.

Il dettaglio curioso di Monos lo ha evidenziato quel setacciatore compulsivo di Joan Navarro. Che ha notato come veniva presentato, nei redazionali, un fumetto apparso sin dal primo numero. Era una serie di episodi, intitolata Las travesuras de bebé.

Ironia della Storia, era descritto come “la primera novela grafica que se publica en Espana”. Nientepopodimenoche:

Secondo elemento di ironia storica: questa breve serie di onepagers non era di produzione spagnola. La prima “novéla grafica” era infatti statunitense. Si chiamava Posey County, realizzata per il “The World” dal semisconosciuto Frank Lagendorf, una sorta di follower di Outcault. Solo semi-, però, perché quelle stesse tavole domenicali apparvero pure in Francia.

La morale della scoperta di Navarro? La solita: graphic novel, sia la parola che il concetto, sono *cose* insieme nuove e antiche.

Il casino, se volete, è che si tratta di una ambiguità di quelle vere, inaggirabili. Intorno a cui vedremo gente (autori, editori, giornalisti, fumettologi) azzuffarsi forever and ever.

Best of fumetti spagnoli 2010: review

Si diceva di alcune selezioni e/o playlist dei migliori fumetti USA del 2010: ne avevo parlato qui.

Meno banalmente, oggi parliamo di fumetti in Spagna. Parrà strano, ma nonostante le tante prossimità culturali e linguistiche, di tebeos si parla sempre pochissimo, nella fumettosfera italiana (e non solo). Tanto per farvi un’idea su cosa è successo nell’anno passato, allora, ecco qua una semplice “link review” in tre tappe.

>1 La Carcel de papel ha una mini-tradizione: si rivolge ai suoi lettori (commenti, facebook, twitter e mail). I fumetti spagnoli presenti in questa selezione/sondaggio sono 5, e includono il vincitore. Che ha stravinto, anche contro il ‘big internazionale dell’anno’, Asterios Polyp. L’inverno del disegnatore – che sarà tradotto in Italia da Tunué – pare a tutti gli effetti come il “libro della maturità” per Paco Roca, e un fumetto-sulla-storia-del-fumetto (e della Spagna) che ha colpito nel segno i fumettòfili iberici:

  • El invierno del dibujante, de Paco Roca
  • Ken Games 3, de Robledo y Toledano
  • Autobiografía no autorizada 3, de Nacho Casanova
  • Blacksad 4, de Guarnido y Canales
  • Todo el polvo del camino, de Antunes y Martín

>2 Il blog BDteca del quotidiano La Voz de Galicia si affida alle playlist degli autori, convocando Antonio Seijas, David Rubín, Alberto Guitián, Kiko da Silva, Alberto Vázquez, Ed Carosía, Dani Montero. Risultato: una curiosa playlist ‘regionale’, che affianca le scelte dei migliori fumetti nazionali a quelli internazionali e…galiziani. Chi ne esce il più citato? El invierno del dibujante di Paco Roca. Citati qua è là anche il solito piacevole Blacksad e il Rato di Jano (anche se certo, non è il Kaz di Underworld). Scoperta: non sapevo nulla di Save our souls, di Felipe Almendros (Apa Apa comics). Infine, aneddoto: Sejijas cita Exterior Noche di Gipi (Sins Entido).

>3 E poi c’è il blog Littlenemo’s kat. Che fa una sintesi molto più ragionata, personale, e pimpante. Perché pur riconoscendo gli attributi del must-read a Roca o Blacksad, va un po’ oltre il “consensus critico” cui girano intorno gli altri. E mi ha suscitato non poche curiosità. A partire dal fumetto spagnolo che ha scelto di ‘incoronare’: Hervir un oso, di Jonathan Millán e Miguel Noguera (Belleza Infinita).

 

Bonus video. Qui un’animazione di Felipe Almendros:

E qui una tratta da Il Rato:

Nuove cifre dalla Spagna: Glénat

Il bravo Joan Navarro di Glénat Espana condivide sul suo blog le cifre complessive relative alle vendite dell’editore spagnolo nel primo semestre 2010. Numeri con cui stare poco allegri, che confermano gli ormai numerosi segnali (che vi ho raccontato qui, qui e qui) di una oggettiva contrazione: -25% !

Tra i canali distribuitivi, il calo maggiore non viene dalle librerie generaliste (-15%) bensì dalle fumetterie (-30%), in crisi ormai in quasi tutti i mercati principali. I dettagli:

via La Carcel de Papel

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