Tempo: un minuto

Semplicemente, una splendida tavola. Realizzata da Hy Mayer, e pubblicata su Truth. Anno 1896, signori.

In una satira dell’emergente linguaggio cinematografico, e del suo alfiere americano Edison, il (breve) testo recita: “Il nostro artista / disegna / un’immagine / prima del kinetoscopio”.

Un eccellente esempio della riflessione (tra scimmiotamento, adesione e sguardo critico) sull’avvento del cinema operata dai fumettisti più consapevoli, in quello scorcio di tardo XIX secolo in cui i due mezzi iniziavano a interagire e, pian piano, ad affrontarsi per la supremazia simbolica. Un’immagine recuperata dal sempre competente e generoso Bob Beerbohm.

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[Angouleme 2012] La cornucopia di Bob

Per questa edizione del festival è tornato ad Angouleme, dopo anni di assenza per ragioni di salute, Robert Beerbohm.

Non lo avevo ma incontrato prima, di persona. Eppure è difficile, per un fumettologo, non conoscere Bob. Uno dei commercianti e collezionisti ‘storici’ del fumetto americano, e uno che ne ha combinate di cotte e di crude aprendo e chiudendo negozi (‘fumetterie’), frequentando e sostenendo autori cruciali – soprattutto nell’area di San Francisco degli anni 70 -, vendendo pezzi da novanta, e scartabellando tra carte&cartacce con rara competenza. Fino a diventare, nel 1999, l’animatore di quello straordinario luogo di scambio e discussione sulla storia del fumetto “delle origini” (pre-1938, e soprattutto ottocentesco) che è la Platinum Age Comics Mailing List.

Dopo le chiacchierate all’abituale pranzo dei membri della “Plat list”, durante una cena ho potuto sfogliare il suo celebre libro di dediche disegnate, raccolte in ormai oltre 40 anni di presenza sulla scena. Un libro che contiene, fra gli enne altri, disegni come questo di Vaughn Bodé, “angelo dannato” per eccellenza dell’underground USA:

O questo disegnino di Ray Bradbury, immaginifico decano della narrativa di fantascienza:

Un disegno – omaggio a The Spirit di Will Eisner – di un giovane Frank Miller, quando ancora si firmava per esteso, senza il suo caratteristico e sintetico monogramma FM:

Uno schizzo di Bob Kane, creatore di Batman:

E un autografo di Joe Shuster, co-creatore di Superman:

Uno splendido disegno di Spain Rodriguez:

Una amara gag di John Thompson, riferita alla triste e memorabile battaglia legale tra Disney e gli autori di Air Pirates:

Il segno della stima di Chris Ware e Seth:

Bob secondo Dave Sim e il suo Cerebus:

Un altro Air Pirate, Dan O’Neill:

Un disegno affettuoso dello storico del fumetto Bill Blackbeard:

Nella San Francisco anni 70, anche tra i fumettisti giravano parecchie sostanze, tra cui quella ritratta qui dallo sconosciuto Pi:

See you next year, Bob.

 

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