Editoria e pirateria, in Francia

Nel mese del festival di Angoulême, l’agenda dei fumettologi si fa più francòfila del solito. E la mia attenzione si incaglia anche in elementi ridondanti. Come questa infografica.

Niente trovate graficamente spettacolari, in questo caso. Piuttosto, un semplice incrocio di fonti (tra cui quella di cui parlavo qui) che ha il pregio non solo della sintesi, ma di uno sguardo comparativo: ci offre dati sulla pirateria di fumetto all’interno dell0 scenario più complessivo della pirateria editoriale in Francia.

E questi dati dovrebbero fare assai riflettere. In particolare su un tema: la (s)proprorzione tra libri e fumetti piratati. Fatti 100 i libri piratati (sommando le stime, intorno ai 20/22.000), circa il 40% sarebbero fumetti. E se andiamo oltre le ovvie considerazioni generali sul problema, direi che siamo di fronte a un indicatore molto, molto interessante.

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Fumetto e pirateria digitale: qualche cifra

L’osservatorio sul libro della regione parigina (Ile de France), Le Motif, ha svolto un’indagine sulla pirateria digitale connessa al fumetto. I dati sono relativi a prodotti presumibilmente francesi (non sono disponibili online dettagli più precisi), ma i risultati sono comunque interessanti.

1. Prima domanda: quali sono le dimensioni del fenomeno?

  • fumetti disponibili: 35.000 / 40.000
  • file effettivamente accessibili: 8/10.000
  • fonte: scansioni (no ‘crack’)

Su questo primo livello, non darei per scontato l’ultimo dato. Il fatto che i files di “fumetto piratato” siano per lo più scansioni dai libri/albi, e non dai file ‘esecutivi’, è indicativo della dinamica “dal basso” su cui si basa questo segmento di pirateria. Essa nasce cioé nel mondo del consumo, più che in quello della produzione: qui i “pirati” sono i lettori, più che i professionisti delle aziende produttrici. E inoltre solleva la centralità della “qualità digitale” della pirateria fumettistica, ovvero dei suoi limiti tecnologici: la qualità delle scansioni, come è ovvio, può essere imperfetta.

2. Seconda domanda: qual è la relazione tra offerta pirata e offerta legale di fumetto digitale?

Per sondare questo aspetto Le Motif ha individuato un panel di 50 titoli tra i bestseller fumettistici in Francia nel biennio 2010/2011, al cui interno ha “pesato” la presenza di titoli ‘pirata’ e di titoli in ‘offerta legale’:

  • 44% dei bestseller sono disponibili ‘pirata’
  • solo il 20% dei bestseller sono disponibili sulle piattaforme ‘ufficiali’ (Ave Comics, Digibidi, Izneo)

E qui il risultato parla chiaro: l’industria del fumetto digitale, in Francia, è ancora molto indietro rispetto al mercato della pirateria. Nemmeno i bestseller sono tutti reperibili in offerta ‘legale’. Per un lettore in cerca di supporti digitali, rivolgersi alla pirateria è l’unica risorsa, in diversi casi.

[Inciso: si accettano scommesse sulle percentuali di una simili analisi in Italia, con Disney presente a macchia di leopardo e Bonelli assente]

Infine, qualche dato relativo al traffico e all’offerta di pirata di manga (il fenomeno del manga scantrad, ovvero del trading di manga scansionati):

  • episodi di manga presenti sul principale portale di scanlation: 9.000
  • serie manga disponibili sul principale portale di scanlation: 800
  • traffico (cumulato annuale?) per un singolo manga bestseller: 3,5 visite

Davanti a questi dati, a ben vedere, verrebbe voglia di ribaltare il titolo di Livres Hebdo: “Il mondo del fumetto adora la pirateria”. E non viceversa.

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