1001 fumetti da leggere prima di morire: di cui 41 (29) italiani

Ne avevo accennato a suo tempo qui. E adesso è uscito, per ora in UK e in USA (ma a breve anche in Francia). Si intitola 1001 fumetti da leggere prima di morire, ed è un volume da consultazione piuttosto atteso, per ambizione enciclopedica, cura editoriale (le ‘regole del gioco’, visto che trattasi anche di inevitabile “gioco della torre”), e qualità dei contenuti, grazie al lavoro del curatore Paul Gravett.

Cover della versione USA

Come avevo scritto, il principale motivo per cui ho accettato l’invito di Paul (oltre al piacere di condividere un’operazione interessante e pimpante) stava nella possibilità di offrire un’idea del fumetto italiano un po’ diversa dal solito, e non limitata ai soliti (e pochi) prodotti/nomi noti all’estero, contribuendo alla conoscenza internazionale delle opere di maestri italiani ‘sconosciuti’ da Rubino a Tofano, da De Luca a Jacovitti.

Del risultato, almeno ai miei occhi, sono piuttosto soddisfatto: nonostante le assenze, il ritratto del ‘canone’ fumettistico che ne emerge (il cui vizio principale, se volete, sta nel fatto di avere privilegiato le opere in commercio a quelle fuori catalogo – pure molto numerose) mi sembra credibile e motivato. E poi devo riconoscere che, grazie alla discussione tra Paul, l’editore, i diversi collaboratori e il sottoscritto, nel volume si trovano ben 41 opere di autori italiani. Un buon risultato: ci “battono” solo USA, Giappone, Francia, Belgio e UK.

Qui ci sono le 29 di cui mi sono direttamente occupato:

110 Pills
by Magnus (1985)

Alberto The Wolf
by Silver (1974)

Click!
by Milo Manara (1982)

Commissioner Spada
by Gianluigi Gonano & Gianni De Luca (1970)

Diabolik
by Angela Giussani & Luciana Giussani (1962)

Druuna: Morbus Gravis
by Paolo Eleuteri Serpieri (1985)

Dylan Dog
by Tiziano Sclavi (1986)

Interiorae
by Gabriella Giandelli (2005)

Jonas Fink
by Vittorio Giardino (1991)

Ken Parker: Ballad Of Pat O’Shane
by Giancarlo Berardi & Ivo Milazzo (1978)

King Of Spades
by Luciano Bottaro (1969)

Martin Mystère
by Alfredo Castelli & Giancarlo Alessandrini (1982)

Mickey’s Inferno
by Guido Martina & Angelo Bioletto (1948)

Mister Bonaventura
by Sto (1917)

Nothing Broth
by Andrea Bruno (2007)

Pastil
by Francesca Ghermandi (1998)

Poem Strip
by Dino Buzzati (1969)

Quadratino
by Antonio Rubino (1910)

Ranxerox
by Stefano Tamburini & Tanino Liberatore (1978)

Reflections
by Marco Corona (2006)

Sensa Senso
by Franco Matticchio (1987)

Sky Doll
by Barbara Canepa & Alessandro Barbucci (2000)

Squeak The Mouse
by Mattioli (1980)

Tex
by Gian Luigi Bonelli & Aurelio Galleppini (1969)

The Collector
by Sergio Toppi (1984)

Ugh-Ugh Cocco Bill
by Benito Jacovitti (1965)

Valentina
by Guido Crepax (1965)

Zanardi
by Andrea Pazienza (1981)

Zil Zebub
by Guido Buzzelli (1972)

La lista completa delle entries (divise per titolo, autore, anno, paese, genere) è disponibile sul sito di Paul Gravett, qui, dove troverete anche altri materiali e – come è inevitabile e bene che sia – dire anche la vostra.

Buona consultazione – e buon “gioco della torre”.

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1001 fumetti da leggere prima di morire

Sì, è proprio il titolo di un libro: 1001 Comics You Must Read Before You Die.

E’ un tomo della fortunata collana “1001 – eccetera (metteteci canzoni, film, libri, vini, palazzi…)” lanciata qualche anno fa dall’editore Quintessence (gruppo Quarto) e vagamente  – ma solo vagamente, eh… – imitata anche in Italia.

Potenzialmente una cazzata, insomma. Se non fosse che l’editore la prende da sempre sul serio: quei 1001 *cosi* sono un gioco sì, ma preso sul serio. Selezioni, revisioni, esperti, dettagli, revisioni, liti, insulti-tra-esperti, degenero-da-deadline-mancate, revisioni. Un gioco di cui ci si può fidare, forse, quasi, magari.

Il tomo in questione lo ha curato Paul Gravett, esce ad Ottobre in UK/USA, e per i contenuti di ‘provenienza’ italiana il principale indiziato sono io.

Mettiamola così (versione nobile): mi ero stufato di non trovare mai citati per bene, nella saggistica in lingua inglese, Antonio Rubino o Andrea Pazienza, L’Inferno di Topolino o il Signor Bonaventura, e di leggere sciocchezze su Valentina (le chiappe!) o su Dylan Dog (lo splatteritaliano!), eccetera.

O mettiamola cosà (versione aca-fan): …il gioco della torre!

Dei contenuti riparliamo a tempo debito. Ma per chi volesse, Paul inizia a parlarne qui.

Fumetti Italiani of the Year – PG Tips 2010

Un anno fa tondo tondo scrivevo – dopo avere abbozzato poche righe di start – il mio primo, vero post. Non lo ricordavo. Eppure, proprio un anno fa linkavo qua l’abituale rassegna di playlist internazionali (7 Paesi) che l’amico Paul Gravett mette insieme ogni 12 mesi, chiedendo aiuto a un gruppetto di giornalisti e studiosi che poi si incontrano (spesso a tarallucci e vino – ma anche no) a discutere le proprie scelte nel bel mezzo di Angouleme.

Anche quest’anno Paul mi ha chiesto di parlare di Italia. E anche quest’anno ne ho scelti (e argomentati qui) tre, che in sintesi sarebbero:

Barcazza
by Francesco Cattani
Canicola

Quaderni ucraini
by Igort
Mondadori

Cronache Dalla Palude
by Francesca Ghermandi
Coconino Press

 

Press review fumettologica

Per il weekend in arrivo, viste anche le non eccelse previsioni meteo, si consiglia qualche buona lettura. Sia fumettistica (io mi butterò sul buon vecchio Tardi, un po’ di Topolino e sul nuovo Pic-Nic) che fumettologica. Tra queste ultime, mi permetto qualche dritta, ovvero una serie di link esplorati di recente :

  • Lo storico dell’animazione John Canemaker prova a ragionare – e l’Italia ringrazia – sulle influenze giottesce nella Biancaneve disneyana, in un articolo per il sempre interessante magazine Print: qui
  • Paul Gravett racconta il percorso che ha condotto alla realizzazione della splendida mostra su Jack Kirby che ha appena inaugurato a Lucerna – nell’ambito del Festival “Fumetto” – e presenta qualche frammento del Kirby più privato: qui
  • Un reportage su questa e altre mostre dell’eccellente festival svizzero, ormai lanciato alla conquista dello scettro di Festival “d’autore” più amato d’Europa? Lo trovate qui
  • Negli USA il nuovo graphic novel di Daniel Clowes ha iniziato il percorso per fare il pienone di attenzione critica, come si può vedere qui e qui
  • Il blog Sparidinchiostro commenta invece il Dylan Dog Color Fest : Humor, e parla di un (solo) aspetto “eversivo” di questo nuovo supplemento: qui
  • Graeme McMillan si chiede, a partire dalla percezione Comics=Supereroi generata dal boom dei cinecomics: “Cos’è successo al fumetto mainstream?”: qui
  • Un tuffo nel passato, attraverso un numero della rivista alternativa The Realist, interamente dedicato alla memoria di Bill Gaines: qui
  • Lo scrittore fumettofilo Terry Pratchett spiega perché adora Doctor Who, al di là degli evidenti limiti del suo storytelling: qui
  • Se siete sempre a caccia di news, ecco gli sviluppi di una interessante ‘background story’ americana: in California sale la tensione tra San Diego e Los Angeles, ormai in piena guerra a mezzo stampa per contendersi il Salone Comic-Con: qui
  • Per finire, eye-candy per tutti: l’opera di Joost Swarte, ripercorsa in un’ottima ed ampia serie di illustrazioni

Se per caso avete intenzione di abbuffarvi con tutte queste letture, beh, “prendete le precauzioni”. Carta riciclata, babe.

Reprint boom: il meglio del 2009

Siamo a febbraio, eppure le best of lists sul ‘meglio del 2009’ non finiscono. Nemmeno quelle sul fumetto.

Il giornalista inglese Paul Gravett ne ha compilate ormai 5:  migliori fumetti internazionali (ne ho scritto qui), francesi, graphic novel, manga e – per finire – “Best Classic Comic Reprints“.

Prima la notizia. Tra le le 18 Best Reprints del 2009 (in inglese, francese o tedesco) Gravett ne ha inserite due che riguardano opere italiane. Uno è Poema a fumetti di Dino Buzzati, tradotto in inglese per la prima volta a quarant’anni dall’uscita.

L’altro è l’antologia Antonio Rubino, il maggiore fumettista italiano della prima metà del ‘900, protagonista della più splendida stagione del Corriere dei piccoli. Gadducci e Stefanelli, curatori dell’antologia co-edita da Black Velvet (Italia) e ActesSud/ L’An2 (Francia) sentitamente ringraziano. Thanks, Paul.

Al di là della notizia, credo che scorrere una selezione come questa (pensando anche ai Premi ‘Patrimoine‘ di Angouleme o agli Eisner ‘Archive/Reprint‘ Awards) continui a fare un certa impressione. Solo 10 o 20 anni fa, sarebbe stata una categoria lillipuziana. E spesso poco interessante, piena com’era di mediocri repackaging di prodotti visti&rivisti, o di opere mal-trattate da pessime curatele e da un triste design amatoriale. Nell’ultimo decennio, invece, il segmento delle riedizioni sta vivendo un vero e proprio boom. Un po’ dappertutto per il mondo, dalla Corea all’Italia.

Intendiamoci : la parola corretta è riedizioni, e non “ristampe”. Nel 90% dei casi si tratta infatti di lavorazioni del tutto nuove sia sui contenuti (selezione, curatela) che sull’oggetto (formati, carta, colori): nuove scansioni dai disegni originali, recuperi e integrazioni di elementi ‘dispersi’ (incluso il restauro di tavole), trattamenti per la prima volta pienamente filologici (anche per sistemazione cronologica), e persino scoperte ‘archeologiche’ di materiali a lungo dimenticati, assenti dal mercato da decenni e decenni.

Causa ed effetto di questo boom, la riconquista da parte del fumetto di un’identità più completa e articolata. Sul piano storico ma anche artistico. Già, perché questo filone non è solo pane per gli storici: i primi a restare colpiti dai antichi&sconosciuti fumetti, risorti dall’oblio, sono spesso i giovani artisti e i giovani lettori. Penso alle reazioni, per esempio davanti a Rubino, che mi hanno posto quest’anno i vari giovani studenti/autori che ho incontrato in aula, in Italia o Francia che fossero.

Non solo nostalgia canaglia, dunque. Ma anche nuova linfa per creazioni future. Roba tosta, queste “Classic Comic Reprints”.

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