1sF: vivere a Parigi

Ultimo post della serie “una settimana in Francia”. Avrei potuto proseguire ancora, segnalandovi periodici ancora più bizzarri fra quelli che ho acquistato – come Usbek & Rica o Politis – ma preferisco chiudere (le valigie, e ripartire) con un pensiero per Parigi. In particolare, pensando a una recente rivista mensile interamente dedicata alla capitale, Vivre Paris.

Nel numero estivo, fumettologicamente parlando, mi sono imbattuto in contenuti come l’intervista al proprietario di una fumetteria dedicata alla BD indépendente nel 10° arrondissement (non la conoscevo: segnata). Ma soprattutto, ho ritrovato in una bella posizione – penultima rubrica di chiusura – una delle più brave fumettiste italiane: Federica del Proposto.

L’ennesimo talento del fumetto italiano trasferitosi lì per lavorare; l’ennesimo frammento di buon fumetto che emerge dalla più tipica stampa periodica francese. In una settimana (di vacanza) qualsiasi.

PS: buon fine vacanze a tutti. Ci ritroviamo lunedì prossimo. Anche perché sarà un autunno di grandi novità. Incluse quelle che comprenderanno questo blog.

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SOB (SPQP): solo in Francia

Inutile girarci intorno: certe cose capitano solo in Francia. Per esempio, il fatto che un fumettologo venga invitato non tanto da un generico festival di fumetto, ma da un festival di fumettologia.

Vista dall’Italia, sembra un’idea degna di René Goscinny (Sono Pazzi Questi Parigini?), ma tant’è: da domani sarò ospite del “Salone delle Opere sul Fumetto”, il SOB, seconda edizione. Ovvero una piccola ma intensa manifestazione che offre una vasta mappatura della produzione di saggistica sul fumetto (dai testi di storia a quelli critico-teorici, dagli artbook alle monografie critiche ai reference books) in lingua francese: oltre 300 le opere presenti, e 30 novità selezionate.

Fra gli incontri in programmaquattro analisi di singole tavole; un omaggio a Moebius con alcuni “Métallari” (Jean-Pierre Dionnet e Jean-Claude Mézières); e la Conferenza in cui – partendo da questo – parlerò di “Discours sur la BD, état de l’art” con Harry Morgan, Thierry Smolderen, Thierry Lemaire.

Finito il raduno tra compagnons – tutti francesi, tranne Paul e il sottoscritto – che immagino tra l’intéllo e la rubrique-à-brac, si partirà per Angoulême. Dove mi attendono tre-quattro giorni di lavoro serio, ovvero l’avvio di un nuovo corso per gli studenti dell’EESI: insegnerò “Storia delle teorie sul fumetto”. Cose che solo in Francia, già.

 

Angouleme 2012 warm-up in 6 mosse (3): incontri parigini

Se andare ad Angouleme significa anche fare tappa nella capitale, un altro piccolo rito pre-festivaliero sono:

3 > incontri parigini.

Come è ovvio che sia, dietro agli incontri che i ‘festivalieri’ organizzano in questa settimana di gennaio, si incrociano ragioni diverse, professionali e personali.

Quelle professionali sono banali: si decide di incontrarsi tra autori editori giornalisti (e fumettologi), soprattutto per aggirare il caos e la fatica dei giorni angoumoisini. Parigi è certamente la capitale produttiva del fumetto europeo, e in molte redazioni il clima in questi giorni è concitato – come inevitabile a ridosso del festival – ma il passaggio ’obbligato’ di tanti professionisti rende i giorni pre-Angouleme un momento utile per discutere e lavorare tra persone abitualmente distanti. Fumettologi inclusi.

E poi ci sono le ragioni personali. Che dal mio punto di vista – per quel poco che può interessare qui – riguardano la possibilità di ritrovare un po’ di persone, tra cui autori e professionisti italiani del fumetto stabilitisi a Parigi nel corso degli ultimi anni. Gli expatriés del fumetto nostrano, che tra arrivi e partenze hanno ormai costituito una (anzi: più d’una) comunità. Fatta di supporto pratico-logistico ai ’nuovi arrivati’, condivisione di studi/uffici e contatti di lavoro, e un regolare confronto artistico-professionale che mescola l’identità italiana con la conoscenza sul campo del contesto francese.

Gli italiens à Paris sono un insieme composito, e in parte frammentato per appartenenze, sia generazionali giovani/anziani, sia di matrice culturale e/o editoriale (la dialettica popolare/”d’autore” unisce e separa, come sempre è stato e sarà). Ma in quella piccola galassia, nelle occasioni cui mi è capitato di trovarmici immerso o coinvolto, quel che è chiaro è che non manca di certo una grande energia creativa: gli italiani qui non sono, come talvolta ha raccontato certa stampa, artisti “in fuga” o creativi “baciati dalla fortuna”. Sono per lo più 30enni (verso i 40) con una sana ed evidente voglia di fare, di affermarsi, e di cercare strade che corrispondano ai propri talenti e alle proprie ambizioni.

Una piccola galassia che ormai riesce a ritagliarsi spazi editoriali e di attenzione critica non irrilevanti (come testimoniano articoli come questo). Perché popolata da autori fortemente motivati, in grado di discutere con competenza non solo del lavoro proprio e quello altrui, ma di caratteristiche degli editori e di gusti dei singoli editor, di condizioni contrattuali e di dati commerciali. E di alimentare una naturale, decomplessata competizione ‘nazionale’ tra italiani e non-italiani. Perché gli italiani anche qui, portano con sé i segni di una genealogia cui – volenti o nolenti – sanno di appartenere. Con i limiti e le opportunità che questo comporta.

Quest’anno ho fatto in tempo a rivederne solo alcuni. Ma anche quest’anno c’era una new entry: un bravo autore trasferitosi da pochi mesi. E siccome le ragioni, come dicevo, talvolta sono anche personali – il semplice piacere di ritrovarsi e chiacchierare – può accadere che “prepararsi ad Angouleme” significhi anche ricordarsi dei banali segni di un incontro.

In questo caso, punteggiato da: disegnacci, fogliacci, e pessime foto (le mie):

Paperino by Giacomo Nanni

Tintin by Manuele Fior

Pippo by Luigi Critone

Paperino by Manuele Fior

Fumettologo simpsonizzato by Luigi Critone

Angouleme 2012 warm-up in 6 mosse (2): mostre parigine

Delle tante attività parallele nella settimana del festival di Angouleme, alcune si svolgono a Parigi. Un po’ perché la capitale è un’inevitabile – o quasi – tappa di viaggio, per chi si sposta in aereo o in treno. E un po’ perché, approfittando del periodo, a Parigi si concentrano altri eventi interessanti per il pubblico del fumetto. Fra queste, un rituale canonico riguarda la:

2 > Visita di mostre parigine

Sebbene non si tratti di un’opportunità costante negli anni, a Parigi è spesso possibile visitare in gennaio mostre dedicate al fumetto. Nessun dubbio, d’altronde, che sia la città europea con il migliore track record di grandi eventi espositivi sulla bédé.

Tra le tante che ho visitato negli ultimi dieci anni, ricordo quelle su Miyazaki&Moebius, De Superman au Chat du rabbin, la vasta Hergé e la piccola BD Reporters al Centre Pompidou o, l’anno scorso (al di là della – bizzarra – chiusura di Archi & BD tre settimane prima del festival), la splendida retrospettiva ‘Transe-Forme’ dedicata a Moebius dalla Fondation Cartier.

Quest’anno, invece, ne ho visitate un paio.

In realtà dire ‘due’ significa barare assai. Una era dedicata a contenuti ben poco fumettistici, ma interessante tuttavia per gli amanti della caricatura e dell’illustrazione: Le peuple de Paris au XIXe siècle (al museo Carnavalet), ricca di fotografie, stampe, litografie sulla vita e il lavoro nell’800 parigino. Tra questi, diversi materiali di un gigante della storia del disegno come Honoré Daumier:

Ma la tappa espositiva propriamente fumettistica, quest’anno, ha riguardato una mostra dedicata al fumetto italiano contemporaneo: Graphicnovel.it – le roman graphique italien, organizzata presso il Centro Culturale Italiano di Parigi. Una mostra certo di minore cabotaggio rispetto alle grandi macchine espositive che abbiamo visto negli anni scorsi. Ma interessante per due ovvie ragioni: per me, come fumettologo attento alla circolazione internazionale del fumetto italiano; e per questo ambito espressivo nostrano, che registra un segnale di rinnovata visibilità in Francia.

Le opere presenti sono un ritratto parziale, ma assai credibile, della scena italiana implicata negli ultimi anni nella forma del graphic novel: Lorenzo Mattotti (Stigmate), Gabriella Giandelli (Interiorae), Manuele Fior (5000 chilometri al secondo), Davide Toffolo (Pasolini), Sara Colaone (In Italia sono tutti maschi), Giacomo Nanni (Cronachette), Francesco Cattani (Barcazza), Stefano Ricci (Humus vertebra), Igort (Quaderni russi), Piero Macola (Fuori Bordo), Gipi (LMVDM), Alessandro Tota (Fratelli), Leila Marzocchi (Niger), Vittorio Giardino (Max Fridman).

In Francia, come ha ricordato il rapporto 2011 dell’ACBD, sono stati pubblicati 63 fumettisti italiani solo nell’ultimo anno. E una buona parte sono autori di graphic novel, molti dei quali qui rappresentati. Il sito di informazione ActuaBD ha osservato il dato ponendo una domanda: “chi si ricorda l’ultima mostra collettiva di disegnatori italiani a Parigi?”

Naturalmente la selezione è discutibile su alcuni piani, come quello storico-diacronico, quello del ‘Canone’, e l’estrazione editoriale da cui provengono (tra editori italiani e francesi) le opere individuate. E i limiti della struttura non sono pochi: l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, un tempo fiore all’occhiello dei nostri Istituti culturali all’estero, non è esattamente un luogo di pimpante modernità o di esemplare organizzazione (e comunicazione) culturale.

Ma il solo fatto di essere una pur piccola e organica risposta alla domanda ricordata da ActuaBD, unita all’attenzione per i dettagli da parte della curatrice Paola Bristot, mi porta a fare pesare la bilancia dal lato positivo.

E guardando ai dettagli, ne ho apprezzati in particolare due:

La produzione di un piccolo catalogo, che oltre alle schede-autore offre in un testo bilingue italiano/francese un utile bignamino, ovvero un saggio dedicato a fornire alcune coordinate storiche sul “graphic novel italiano”. Un supporto piccino, ma certamente efficace per quei giornalisti ed operatori che, proprio a Parigi, sono interessati a ricostruire la genealogia di una presenza italiana sempre più visibile, e ancora così poco storicizzata.

E inoltre che piacere, nell’allestimento, trovare abbinati disegni originali e libri. Accanto, a portata di consultazione immediata, per reperire il contesto della/e sequenza/e (selezionate peraltro con grande cura). Con tanto di linguette per indicare con precisione:

Nelle prossime settimane, l’Istituto ospiterà anche alcuni eventi: un dialogo Nanni/Tota, e uno spettacolo di Davide Toffolo sul suo Pasolini.

PS A quelli del Centre Pompidou, quest’anno, è venuta la pensata di aprire la grande mostra Planète Manga l’11 Febbraio. Capisco che Parigi val (sempre) bene una messa. Ma parbleu, ecco.

Cartoline da Parigi, dicembre 2010

Vetrina animata (tema natalizio 2010: “Circo”), Grands magazins BHV, rue de Rivoli.

Magazine di food culture & pop culture & graphic culture, Fricote #1, in edicola.


Shopping bag, centro commerciale per bimbi Joué Club, Boulevard des Italiens.


Piatto per dolci “Scia Natalino” (design Massimo Giacon per Alessi), Colette, rue Saint-Honoré.

Sala mostra “Art DC Comics by MyFace”, MyFace art&concept gallery, rue Jean Mermoz.

Vetrina creperia super-kawaii, Princess Crepe, rue des écouffes.

Copertina (disegno: Killoffer; reportage dessiné: Olivier Kugler), XXI siècle #12, autunno 2010.

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