Digitale è (anche) orizzontale

Nelle discussioni sulle nuove forme del fumetto in ambienti digitali, si parla spesso di una soluzione (sequenziale e vettoriale) adottata da diversi autori di webcomics: lo scrolling verticale. E gli esempi interessanti non mancano. Anche in Italia, da Coreingrapho a Verticalismi.

Dopo qualche annetto di questo dibattito, se così si può dire, lo scroll verticale pare ormai una sorta di “nuovo mainstream” (o UN nuovo mainstream). A cui si contrappone una soluzione analoga e contraria: lo scroll orizzontale.

Un esempio fra quelli (non molti) possibili? Pup di Drew Weing:

La tecnica dello scroll orizzontale, naturalmente, offre opportunità interessanti all’esperienza della lettura a schermo. Ma anche vincoli nuovi, in parte differenti.

Non fosse altro perché rende insensato quel che ho appena fatto con l’immagine precedente: senza una struttura del sito dotata di una barra di scorrimento orizzontale, postare una sequenza è impossibile, a meno di selezionare una porzione limitata (come ho fatto sopra, e qua sotto):

Il che ci riporta a un nodo decisivo per la progettazione (così come per la ‘lettura’): la direzione dello sguardo. Un aspetto che, data la complessa condizione spaziale del linguaggio fumettistico, si ritrova ormai sempre più rimesso in gioco dal suo adattamento ai device e agli ambienti digitali.

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webcomics = webspace: verticalismi e orizzontalismi

Continuiamo a parlare di digitalizzazione – di iPad, Kindle, iPhone e web – come abbiamo già fatto qui, qui e qui. Dopo tanti esempi specifici e temi ‘sparsi’, però, oggi vorrei prendere la questione un po’ più di petto. E proverei a formulare il problema in modo diverso. Magari iniziando come si farebbe in un quiz – fumettologico, naturalmente.

Proviamo. Immaginate un concorrente – fumettologo di professione – inscatolato in una cabina insonorizzata, con cuffie (stile Telemike, quiz della mia generazione) e un conduttore pronto a formulare la domandazza da XXmila euro. Buio in sala. Jingle in toni bassi, ritmo sincopato. Pubblico in silenzio. Arriva la domanda: “Quale aspetto del linguaggio del fumetto è sottoposto alle maggiori trasformazioni, nel passaggio al web?“. Attesa. Tensione.

Il fumettologo si sforza, e vede sfumare l’occasione di portare a casa XXmila euro dicendo qualcosa di sensato. Vogliamo aiutarlo? Vogliamo provare una risposta secca? Con retorica sfacciataggine, posso finalmente arrivare a dirvi la mia:

lo spazio (della tavola).

Fine del gioco. Entriamo un po’ più nel merito della questione. E mettiamola così: C’era una volta la tavola… Nel “fumetto storico” essa era considerata l’elemento cruciale del linguaggio fumettistico: un’articolazione espressiva di vignette o disegni giustapposti (una forma di arte sequenziale), inserita in una pagina (un supporto grafico di natura editoriale: dalla strip all’albo al graphic novel). Tuttavia con il web sono cambiate le condizioni di “esistenza materiale” della tavola. Nel passaggio dal giornale/albo/libro al web, il supporto ha radicalmente trasformato alcuni dei suoi vincoli più ‘tradizionali’: i vincoli della superficie-pagina sono sostituiti dai nuovi tratti caratteristici della superficie-schermo. E quindi?

In questi giorni di “febbre da iPad”, e 3 settimane dopo il boom di bédé numériques presentate al Salone del Libro di Parigi, vorrei argomentare quel che penso dello scenario – e relativo dibattito – sul tema della spazialità nel fumetto online. Un aspetto davvero importante, se vogliamo comprendere le implicazioni teoriche della digitalizzazione per il linguaggio del fumetto.

Dieci anni fa, Scott McCloud coniò quella che resta – almeno per me – la sua più brillante intuizione: il concetto di “tela infinita” [infinite canvas]. Ovvero, l’idea che l’estensione di una “tavola” di fumetto diventa, sul web, potenzialmente infinita. Nel corso del decennio il discorso sulla spazialità del fumetto online è progredito, da un lato accompagnando l’evoluzione dei supporti tecnologici e delle concrete pratiche creative, dall’altro sviluppando temi e problemi più specifici e meglio definiti. Oggi siamo dunque in una fase più matura del dibattito. E superato l’entusiasmo concettuale per la ‘tela infinita’, rivelatasi una frontiera poco praticabile nella produzione/consumo di massa (e quindi presente – in termini  di opere concretamente portate a termine – solo in un circuito tipicamente sperimentale), emergono esperienze che rivelano i veri ‘nodi’ della questione. Diciamo che oggi stanno diventando finalmente più chiari i contorni della ridefinizione spaziale dei comics, tra i cui pilastri concettuali ci sono quantomeno due idee: l’orizzontalizzazione e la verticalizzazione del fumetto online. Guardiamole più da vicino.

Chimero sembra auspicare che i progettisti indaghino in modo più aggressivo la dimensione orizzontale nella creazione di esperienze di lettura on-line. Tuttavia, egli avverte anche: “Potrebbe arrivare il momento di dare l’addio alle nostre barre di scorrimento, ma solo se le implementazioni saranno senza soluzione di continuità e migliori del paradigma esistente.” Verissimo. Penso che lo scrolling orizzontale nel normale uso di un pc probabilmente non avrà mai gran successo, ma con iPad diventa un’idea con maggiori possibilità di riuscita.

Dopo quel che abbiamo visto/letto di iPad, possiamo dire che le applicazioni fumettistiche di “nuova generazione” hanno concrete chance di impattare sul consumo di comics se, come pare, sapranno lavorare sulla flessibilità e manipolabilità della dimensione orizzontale. Una dimensione che rende esplicita quella vettorialità dello sguardo che, da sempre, è uno dei tratti fondamentali della esperienza di lettura dei comics, e che l’idea di “tela infinita” metteva invece in crisi, a causa del suo costitutivo policentrismo. Certo, il fatto che i fumetti per Marvel, Comixology e simili non siano platform-natives (essendo ‘scansioni digitali’ delle pagine cartacee, e non creazioni apposite per il supporto iPad) rende la realtà dell’offerta ancora debole. Ovvero, essi si limitano a “restituire” la medesima orizzontalità standard della doppia pagina ‘tradizionale’. Ma la frontiera è aperta, ed è legittimo aspettarsi possibili sviluppi intorno all’idea di scrolling orizzontale.

  • 2. Il secondo aspetto riguarda invece la verticalizzazione.

E su questo lo scenario attuale del fumetto online mostra già numerose esperienze e proposte avanzate. Alcune – persino in Italia – di eccellente qualità espressiva: la pratica artistica del fumetto online “supera” in questo aspetto il dibattito teorico. Penso per esempio al lavoro di un webmagazine “nativo digitale” come Coreingrapho, nato – su iniziativa di Makkox e Antonio Sofi – proprio per spingere l’acceleratore sull’idea di sfruttare la dimensione verticale nel fumetto online. Recentemente Coreingrapho ha pubblicato un breve lavoro, intitolato “In fondo in fondo”, che dimostra una meta-consapevolezza ormai consolidata rispetto al problema, tradotto in un raccontino che è un piccolo gioiello di design dell’interfaccia fumettistica online.

Un altro caso che ci mostra quanto sia progredita la consapevolezza sul tema è un concorso lanciato pochi giorni fa. “Verticalismi è un e-comic contest” che si propone di offrire “uno spazio e un premio a chi intende creare un fumetto concepito per l’esclusiva fruizione on-line, senza click e pop-up. Lo scroll del tuo mouse ti permetterà di “sfogliare” le opere in concorso per agevolare la tua lettura”. Diversi autori, affermati e non, sono peraltro cooptati come giurati, a testimoniare un interesse ormai diffuso per questa pratica.

Insomma: Orizzontale o Verticale che sia, il futuro del fumetto digitale è spazialmente segnato.

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