Manga: la soglia dei 100 milioni

Nell’industria del fumetto, quando si parla di “grandi numeri” (fatturati, utili, vendite) non si possono certo intendere cifre analoghe a quelle di altri segmenti dell’industria editoriale, libraria o giornalistica che siano. Tuttavia i blockbuster fumettistici esistono eccome, e si tratta di prodotti che – per esempio in termini di volumi di vendite – che sono perfettamente in grado di genererare “grandi numeri” del tutto ragguardevoli.

Tuttavia un altro dato da non dimenticare è la provenienza di questi grandi blockbuster del fumetto contemporaneo. Ovvero : il Giappone.

La notizia di questi giorni è la seguente: il manga Naruto è entrato nel ristretto club di quelli che, in editoria, qualcuno chiamerebbe megabestseller. Una delle major del manga in Giappone, Shueisha, ha infatti recentemente dichiarato che Naruto avrebbe superato la soglia dei 100 milioni di copie vendute nel mondo.

La lista completa dei big di casa Shueisha non è molto nutrita: sono solo 5 le serie ad avere totalizzato vendite tra i 100 e i 150 milioni di copie. L’elenco, a partire dal titolo più anziano in termini editoriali, è il seguente:

Kochira Katsushika-ku Kamearikouen-mae Hashutsujo 142 million
Dragon Ball 152 million
Slam Dunk 117 million
One Piece 189 million
Naruto 100.4 million

Mi limito a un solo commento.

Se guardiamo all’ “anagrafe” di queste serie, ci rendiamo conto che si tratta di prodotti nati negli ultimi 20/30 anni (Kochira Katsushika è del 1976). Un tema di grande interesse si affaccia, quindi, al futuro dell’analisi economica del fumetto : sarebbe utile e importante produrre dati aggregati di questo genere su altri prodotti – occidentali – includendo alcuni fumetti ben più longevi di questi manga, da Superman a Spider-Man.

Per la serenità degli europei: Tintin ha venduto oltre 200 milioni di copie. (Domanda: e Tex Willer?)

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