Restituiteci la luce

Così si intitola la nuova canzone di Dominique A, uno dei più stimati cantautori pop francesi. Che per il video, così come per il design dell’intero cd, Vers les lueurs, ha collaborato con la fumettista italiana Gabriella Giandelli.

Già autore, qualche anno fa, di un bell’endorsement per Gabriella con l’inserimento di alcune sue tavole nel numero di “Les Inrockuptibles” da lui curato, Dominique A – appassionato fumettòfilo – aveva di recente scritto la prefazione per l’edizione francese di Interiorae.

Qualche immagine dall’album:

 

E qualche screenshot dal video:

Ascoltando il testo della canzone, l’associazione tra la musica e questi disegni mi è parsa proprio riuscita:

rendez-nous la lumière, rendez-nous la beauté

le monde était si beau, et nous l’avons caché…

Il videoclip, infine:

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Chris Ware e la memoria come restauro (del ragtime)

Disegnare copertine di dischi/cd è un mestiere piuttosto comune, per diversi disegnatori. Ma un conto sono i lavori motivati dalla richiesta a un autore di elaborare un bel design da associare a un dato stile musicale. Un altro, quelli che testimoniano la consonanza tra un’opera musicale e il progetto artistico (narrativo e estetico) di un fumettista.

Una recente copertina realizzata da Chris Ware – per Treemonisha di Scott Joplin – mi sembra rientrare in questo secondo e più raro gruppo. Per due ragioni.

La prima è l’interesse di Ware per il periodo (gli anni ’10 del Novecento) da un lato, e più in generale per il ragtime. Non è forse troppo noto, ma l’autore di Chicago è un fervente amatore e collezionista di musica – e feticci – ragtime. Al punto da avere creato qualche anno fa una rivista aperiodica dedicata al tema, da lui anche (e splendidamente) disegnata: il Rag Time Ephemeralist.

La seconda ragione è che il cd in questione non è un’opera qualsiasi. Si tratta infatti di uno dei lavori più complessi di Scott Joplin. E in questa nuova edizione, Treemonisha è interamente ricostruita nell’orchestrazione (i cui materiali originali vennero distrutti nei primi anni 60), per rendere l’idea il più possibile fedele di come sarebbe stata suonata in una sala da concerto dell’epoca.

E questo secondo punto mi pare assai indicativo, perché illustra perfettamente un tratto della prospettiva artistica di Ware. Ovvero il tentativo di guardare al passato non solo per indagarlo e celebrarlo, ma per ricostruirlo. Anzi, potremmo dire quasi per “ricostituirlo”: un’operazione, insomma, di restauro della memoria. Un discorso che passa per la musica, oggi, così come da tempo attraversa il lavoro nel suo fumetto.

via D&Q

E Crumb ha suonato il blues (in Italia)

L’altra sera sono andato in un paesino Ameno (si chiama proprio così: è in provincia di Novara e si affaccia sul lago d’Orta) per fare il fan, in compagnia di Paolo. Ovvero: sono finalmente riuscito a sentire Robert Crumb nelle vesti di musicista.

Il nostro era ospite del festival Ameno Blues, ed accompagnava – come guest star, per la prima volta in Italia – una band di amici, Eden & John’s East River String Band. La sua band storica, i Cheap Suit Serenaders, non è più attiva da un po’, ma da ormai diversi anni Crumb collabora come musicista, suonando l’amato mandolino, per il duo di Eden e John.

Ameno è una piccola località, e il festival si svolge sostanzialmente in una piazzetta con chiesa+bar+tendone+banchetti. Ma trovarci poco più di 200 (300?) persone mi è parso uno di quei piccoli paradossi che rendono l’accoppiata Italia&Fumetto quel cocktail stralunato e sorprendente che conosciamo.

Naturalmente Crumb era perfetto, col suo cappello (su cui Alfredo Castelli sostiene da tempo una strampalata teoria…) e un completo bianco estivo da signore a modo degli anni ’20.

Qui era seduto insieme alla compagna Aline Kominsky, prima del concerto:

E qui eccolo sul palco:

Finito il concerto, eccolo a firmare qualche libro:

Giusto per rendere l’idea, infine, un frammento del concerto:

Cioé, insomma: Robert Crumb. Qualche fumettòfilo in più me lo sarei aspettato.

E voi, che giustificazioni avevate?

Una rapsodia tumblrina

Tra le diverse piattaforme online, Tumblr è particolarmente apprezzata dagli utenti più propensi al, per dirla genericamente, “visual thinking”: fotografie, illustrazioni e immagini in genere.

In un ambiente come questo molte forme di mashup grafico trovano la loro sede d’elezione, ed è forse per questo che un lavoro come il fumetto “ibrido” Bohemian Rhapsody comic – creato con un mix disegni e foto – ha raccolto oltre 10.000 “note” (equivalenti dei like di Facebook) in meno di due giorni.

Bisogna anche riconoscere che, come adattamento visivo della celebre canzone dei Queen – e se non avete problemi a digerire l’estetica incerta da “photoshop casalingo” – si tratta di un tour de force narrativo davvero notevole, che per intero potete leggere qui:

via

Musiche per Moebius

Non ne avevo la minima idea. Ma il musicista newyorkese Professor Genius, in omaggio a Moebius, ha composto tre ballate elettroniche, publicate nell’EP “A Jean Giraud” distribuito nel 2008.

Potete ascoltare le canzoni qui.

via

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