Kandor esiste (nella mente di Mike Kelley)

Mike Kelley è una delle figure centrali del mondo (leggi anche: del mercato) dell’arte contemporanea. Nei suoi lavori, non a caso anche in compagnia di artisti fumettofili come Paul McCarthy, si è vista più volte tutta la sua familiarità con il fumetto, sul piano dei simboli, ma anche dei materiali.

Uno dei suoi lavori più noti è la serie di opere intitolata Kandor.

Pensateci un momento. Cos’è Kandor? Soluzione del quiz: è la capitale del pianeta Krypton, luogo di nascita di Superman. Una città celebre per essere stata isolata, miniaturizzata e – con un’invenzione a dir poco immaginifica – infilata in una bottiglia di vetro dal supercattivo Brainiac, anni prima della distruzione del pianeta.

Ebbene, Kelley lavora a questa serie di opere dal 1999. E ha deciso di riprenderle, espandendo il progetto – ora in mostra alla galleria Gagosian di Los Angeles – con nuove sculture e installazioni. Sempre costruite con resine cristalline, illuminate come reliquie – postmoderne e neopagane – da luminescenze molto fluo e molto pop. Un’atmosfera talvolta leziosa, ma energica, e con tutto il fascino dell’ossessiva e inquietante perfezione artigiana di Kelley.

via Robot6

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: