Review fumettologica -3

Weekend in arrivo: ecco un tot di buone letture di approfondimento:

– Quest’anno non sono riuscito a partecipare alla Université de l’été de la Bande Dessinée, organizzata dagli amici e colleghi della Cité de la BD di Angouleme. Il tema era, grosso modo, la digitalizzazione. Pare però che il dibattito non abbia offerto grandi aperture prospettiche: una fotografia troppo parziale (gli ospiti non erano esattamente i più rilevanti), e qualche riflessione azzeccata ma che sui modelli di business fatica ancora a ragionare seriamente (Aneddoto: si dice – ma è solo un rumor che non ho ancora verificato – che un noto operatore abbia venduto solo 5 fumetti per iPad in tutto il mese di giugno…). Un sintetico resoconto lo trovate qui.

– Scott McCloud segnala un interessante articolo dello Scientific American dedicato alle implicazioni tra disegno al tratto  bidimensionale e il funzionamento del cervello nel produrre significati visivi, spiegando come la rappresentazione in 2D sia tutt’altro che una semplificazione cognitiva, ma indicando anche correlazioni tra grande abilità nel disegno 2d e le disfunzioni del cosiddetto “occhio pigro”. E ricorda l’azzeccato parallelo fatto da Art Spiegelman, che si diceva influenzato, nel suo amore per la bidimensionalità, anche dal suo problema di “occhio pigro”.

– mentre il suo nuovo graphic novel Wilson continua a raccogliere “buona stampa”, e in Francia l’editore Cornélius già annuncia l’edizione francese per settembre (cucù: editore italiano, cosa aspetti?), Dan Clowes fa una chiacchierata con il magazine Vice sulla in cui accenna al film Death Ray con Jack Black e parla della sua “crisi di mezza età”.

– Matthias Wivel ragiona sul rapporto fra disegno/cartooning e ‘arte classica’, insistendo su alcune similitudini estetologiche (tensioni archetipali in primis), chiamando in causa anche le riflessioni del buon Topffer. Confesso che il tutto è interessante, ma un po’ tirato per i capelli (lo chiamerei “salto triplo”: dalla stilizzazione caricaturale alla ricerca della Verità, mmmh, … troppo Jung mal digerito?). Però occhio ai dettagli : 1) al Comics Journal ci sono critici in grado di discutere seriamente di arte; nelle testate di critica fumettistica italiane, potete sognarvelo. 2) sottotraccia nel ragionamento di Wivel si agita uno dei più grandi “temi invisibili” della fumettologia: la questione iconologica. Ci fosse ancora un Panofsky, dannazione, e non certi eredi…

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