Due progetti crowdfunded

Niente di più e niente di meno: due segnalazioni.

La prima è per Mr. Like. Una serie in animazione surreale e disturbante che mette a tema un’idea squinternata: narrare la vita di un disabile ipercontemporaneo, nato “con una mano col pollice alto al posto del braccio sinistro” (QUEL pollice). Disegnata con quelle texture policrome con cui Giacomo Nanni, ormai stabilmente parigino e associatosi a Massimo Colella (altro fumettòfilo expatriate), prosegue la sua strada di una linea retro’ – da incisore – con colori sempre più psichedelici.

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La seconda è per la versione cartacea di Mammaiuto. Ovvero, il magazine di fumetti online (rigorosamente italiani) più interessante degli ultimi tempi. Che cerca finanziamenti per produrre i libri che raccolgono i lavori di due autori davvero (molto) promettenti: Lorenzo Palloni e Claudia Razzoli.

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Italian (fumetti) Connection in Paris

Una mappa di fumettisti italiani residenti a Parigi (inclusi tre intrusi; e Hugo Pratt come nume tutelare), realizzata da Massimo Colella:

Non sono tutti, naturalmente. Si tratta solamente di quelli che vivono la condizione di “emigranti connessi” via Facebook: Igor Tuveri, Aguzzi Nicola, Lorenzo Mattotti, Luigi Critone, Serafino Teseo, Manuele Fior, Giacomo Nanni, Hugo Pratt, Fiammetta Ghedini, Barbara Salsi, Caterina Sansone, Alessandro Tota, Francesca Protopapa, Silvia Santirosi, Federica Fdp Del Proposto.

Ma l’idea di Colella mi serve qui, soprattutto, per un motivo strumentale. Mi ha fatto ripensare a una vecchia questione, della quale ho scritto più volte: quali sono i flussi e le dimensioni quantitative dell’emigrazione creativa dei fumettisti italiani all’estero?

Nella preistoria – per i social network – scrissi un articolo per Fumo di China dedicato alle “matite italiane in fuga” (periodo 2000-2004; parzialmente aggiornata un anno fa), ovvero agli autori italiani pubblicati all’estero. Per l’occasione commissionai a un disegnatore una mappa che potesse dare un’idea, per quanto sintetica, della diaspora creativa all’epoca. Utile per fare di conto e compiere qualche prima analisi.

Con l’avvento dei social media, l’inchiesta/analisi di allora potrebbe essere realizzata con maggiore precisione, sfruttando Facebook e/o (nel caso dei veri e propri residenti, come ha fatto Colella) i dati relativi alla geolocalizzazione. La faccio breve, con una domanda: dovrò mica iscrivermi a Facebook per suggerire a qualcuno di farla, no?

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