Un ballottaggio fumettologico (e due blog)

Ultima settimana di ballottaggio, a Milano, per le Elezioni Amministrative 2011.

Non ci avrei scommesso, ma è accaduto: Letizia Moratti e Giuliano Pisapia se la giocano.

Finito di stropicciarmi gli occhi per lo stupore del primo turno, qualche giorno fa ho pensato di chiedere a una ventina e passa di fumettisti italiani (chi? sorpresa!) di cimentarsi nella sfida di accompagnare una possibilità: se vince Pisapia, striscia la Moratti.

Peraltro, su questo blog avete letto cosa ne penso: non si era forse mai visto un clima elettorale con tanto fumetto nell’aria. Tanti di quei paradossi e fandonie da far pensare alla regia invisibile di uno Jacovitti spin doctor.

Lo spiegone potrebbe quindi suonare così: in questo clima, e sull’onda di un sentimento da “fine di una stagione”, a un gruppo di persone che vive il fumetto come passione e come mestiere, è parso inevitabile “partecipare al dibattito” col proprio lavoro. E allora ecco nato un (doppio) blogprogetto, montato in quattro e quattr’otto, che offrirà per i prossimi 7 giorni il proprio modo – le strips – di commentare, giocare, seguire la prospettiva di un possibile/probabile/auspicabile cambiamento storico.

Ci troverete un paio di strip – almeno – al giorno, sui due blog “gemelli diversi” Sevincepisapia e Striscialamoratti. E se qualcuno vorrà persino collaborare, beh, potrà.

Lo so che è un progetto sconsiderato. Che Filo Sganga non vorrà più farsi vedere in mia compagnia, Capitan America mi toglierà il saluto e Mister No mi darà dell’ingenuo. Mi attendono giornate con domande come “ma il fumetto è di sinistra o di destra”?

Ma siate clementi, e augurate loro almeno un piccolo in bocca al lupo: in fondo, sono i primi figlioletti (spin-off) di questo blog.

Comprenderete quindi il mio doveroso appello finale agli (e)lettori: votate Pogo!

[Questa la capite solo voi che avete 8 in Fumettologia]

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Batmamma!

Questo weekend a Milano si vota. In un clima spassoso.

Ha ragione Antonio: l’editoriale definitivo sulla questione Moratti vs Pisapia è quello di Makkox

via ilpost

Moratti non è Batman

Ok, questo è un post facile facile. Le avete viste le foto di casa del figlio di Letizia Moratti, pubblicate ieri da Repubblica? Le trovate qui, e questa è una:

Se avessi tempo da perdere, potrei inaugurare un’altra serie di post – dopo la indispensabile “Berlusconi non è De’ Paperoni” – intitolata “G. Moratti non è Batman”. Perché la sua idea di batcaverna, mescolata com’è a un gusto fighetto dell’arredamento postmoderno, mi fa più pensare a un Tony Stark de’ noantri. Ma siccome la vicenda è triste, la chiudiamo subito qui.

Fumetti, Signora Moratti

La Signora – nel senso della Signoria medioevale, come ama dire il saggio Consigliere Giovanni – Moratti ha spedito a tutti i cittadini milanesi questo bel tomo:

Al suo interno, la sempre lieta madama cita anche, in un elenco di iniziative dalle fum(ett)ose coordinate temporali (Nel 2011? Ma se ha inaugurato prima che mi arrivasse il Moratti-tomo!), il suo progetto fumettistico: la “Casa del Fumetto”

(clicca x ingrandire)

Non sapevo (si fa per dire) che per la sindachessa ci fosse in serbo, per Topolino e Minni, una accogliente Casetta. Dove magari ospitare Snoopy in persona? Non sapevo (si fa per ri-dire) che fossero così perfettamente scoordinati, Comune e gestori, nel definire il nome – non dico un logo e un brand – della struttura in questione. Ma transeamus.

Per fortuna, Letizia ha allietato tutti con la sua entusiasta, competentepartecipazione alla conferenza stampa della scorsa settimana. Notare l’incontenibile trasporto passionale:

Insomma, un intervento di sostanza (ectoplasmica), che i presenti bene informati (…) hanno subito associato al più celebre caso internazionale del genere. Ovvero, la performance di un grande e potente amministratore locale che, all’inaugurazione di un importante Museo del Fumetto, si presentò con un articolato discorso ricco in cifre precise, riferimenti culturali brillanti (da Tintin a Marjane Satrapi) e prospettive politiche volte al futuro. Lei era la Governatrice regionale (ed ex-candidata presidenziale) Ségolène Royale, e noi eravamo 4 sparuti invitati italiani, all’inaugurazione nel 2009 del Musée de la BD di Angouleme:

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