A Panda piace (poco) il ritmo della tivvù

Pandalikes di Giacomo Bevilacqua è una strip che è diventata, dopo Eriadan, uno dei maggiori successi del fumetto online italiano.

Recentemente La7 lo ha scelto per caratterizzare il palinsesto natalizio, creando dei ‘corti’ – a metà fra pillola e ident televisivo – che adattano in animazione le gag visive di Panda.

Da un lato sono contento. Perché sul piano comunicativo è un segnale importante: la maturazione commerciale di uno dei rari prodotti popolari italiani usciti dall’ambiente della rete.

Dall’altro sono però dispiaciuto. Perché trovo che la versione animata abbia restituito sì il segno del disegnatore, ma abbia perso per strada un elemento significativo: il senso del ritmo. Nella gag strip, le azioni del Panda avvengono, classicamente, con una torsione temporale rapida e secca. E’ il senso della strip tradizionale, in cui lo spazio bianco tra – spesso – le due ultime vignette permette il rapido cambio di senso (come azione, o scena, o dettaglio), ed offre quindi la battuta come “ribaltamento” rispetto alla/ vignetta/e precedente/i. Nei brevi short, invece, mi sembra evidente che sia stata privilegiata la fluidità dell’azione (tecnicamente, peraltro, ottima), perdendo però quel tratto distintivo delle gag: la “sorpresa” grafica.

Poi – ammetto – c’è anche la questione della musica: il jingle mi è parso natalizio – ok – ma adatto più a un ninnolo, che a questa strip. Non so voi.

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