Il 2012 del crowdfunding fumettistico

Numeri notevoli, quelli generati dal fumetto su Kickstarter nel 2012. Cioè questi:

  • 1,170 progetti proposti
  • 542 progetti finanziati
  • ovvero: il 46.3%, cioè la 5a categoria (di 12) con il migliore success rate

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Totale rastrellato dalla categoria Comics? Quasi 8 mln e mezzo di $ (8.482.598).

E ben 35 sono i progetti che hanno raccolto 50.000 dollari o più.

I primi della classe:

  • Order of the Stick – 1.25 milioni di $
  • Penny Arcade – 528.000 $
  • Twokinds – 197.000 $
  • Leaving Megalopolis – 117.000$
  • Cyberforce – 117.000 $
  • Sullivan’s Sluggers – 97.000 $
  • Fairy Quest – 95.000 $

Come si dice in questi casi, numeri da capogiro. Soprattutto se pensiamo al fatto che già un anno fa, nel solo primo trimestre, Kickstarter aveva toccato cifre tali da renderlo comparabile ai primi 3 editori di fumetto negli Stati Uniti.

Ma nel mercato del crowdfunding fumettistico non c’è solo Kickstarter, sebbene gli altri attori non generino cifre comparabili. Negli USA, l’altra piattaforma significativa è IndieGoGo. Che ha vissuto anch’esso un 2012 di netta crescita complessiva, raccogliendo anche numerosi progetti fumettistici, il cui più finanziato è stato:

Romantically Apocalyptic – 51.000 $

Ma c’è anche un’ulteriore sorpresa: il secondo fumetto più finanziato su IndieGoGo è italiano. E’ firmato Sara Lando – illustre sconosciuta -, si intitola Magpies, ed ha rastrellato 30.000 $.

Insomma, il 2012 è stato l’anno del crowdfunding. Anche per il fumetto. Il che pone almeno due quesiti. Il 2013 riuscirà a battere questi record? E soprattutto: riusciranno mai ad affacciarsi buoni progetti italiani?

Altri dettagli: Publisher Weekly

 

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Fumetto online e pubblicità crowdfunded

Di nuovo, succedono cose dalle parti di Kickstarter e dei suoi progetti fumettistici. Questa volta il tema è la pubblicità. E il fumetto in questione è la strip online Penny Arcade.

Accade infatti che un webcomic ‘storico’ come Penny Arcade (quasi 14 anni di vita) ha trovato una nuova idea per garantire ai suoi autori la profittabilità economica, e ai suoi lettori un’esperienza di lettura / uso del sito più soddisfacente. In soldoni, la proposta è questa: via Kickstarter, i lettori sono invitati a sostenere con varie formule la strip e, a seconda dell’ammontare complessivo raggiunto dall’operazione, e per ciascuno in proporzione all’investimento compiuto, gli autori promettono di continuare a produrre il fumetto facendo a meno della pubblicità online, in parte o in toto (e riducendo il merchandising non editoriale, e investendo i guadagni in nuovi contenuti).

People often want to know how they can support the site in a way that doesn’t involve t-shirts or looking at advertising, and I think we may have a way.

Per una corazzata come Penny Arcade (vicino ai 180.000 visitatori al giorno), è l’uovo di Colombo: un modello freemium che non inficia la gratuità del prodotto. Semplicemente, propone di migliorare la qualità dell’esperienza online sfruttando la fiducia e la credibilità ottenute in anni di relazione con i propri lettori.

Il patto è modulato da alcune soglie: al raggiungimento dei 250.000$ sparirà il maxibanner in home page (leaderboard ad: obiettivo già raggiunto), ai 525.000$ sparirà ogni pubblicità in home (mentre scrivo mancano 15 giorni e siamo a quota 400.000$), ai 999.999$ tutte le pubblicità verranno eliminate. Senza contare le soglie intermedie e oltre, cui gli autori hanno associato diversi obiettivi di contenuto, inclusa la produzione di un bizzarro reality show dedicato ai fumettisti debuttanti (Strip Search, ai 450.000$).

Ce la faranno? Francamente, c’è di che auguraglielo.

Osamu Tezuka e il dividendo culturale di Kickstarter

Un editore USA ha sfruttato Kickstarter per finanziare la pubblicazione di un manga ‘minore’ di Osamu Tezuka, Unico:

Ma nelle nicchie il successo può debordare. E in un mese alcuni backers (sostenitori) di quel progetto si son trovati nel pacchetto del proprio pledge (pegno) altri due manga, ATOMCAT e Triton.

Al di là della qualità dei manga in questione – non il miglior Tezuka, diciamo – l’operazione è interessante. Una buona occasione per riflettere sul ruolo di Kickstarter, di cui ho scritto qui.

Sorpresa: la nuova major del graphic novel è un sito

Non è la prima volta che su questo blog si parla di Kickstarter. Ma tocca ritornarci. Perché secondo una recente analisi, nell’ultimo anno potrebbe essere successo qualcosa di imprevedibile, almeno fino a poco tempo fa: i graphic novel pubblicati via Kickstarter generano un fatturato tale da porre la piattaforma di crowdfunding al secondo posto nel segmento, dopo Marvel e prima di DC Comics.

L’analisi di Todd Allen per Publisher Weekly è qualcosa di meno di un report, ma qualcosa di più di una provocazione. Come riconosce lo stesso Allen, comparare i dati delle vendite lorde degli editori USA (calcolate basandosi sul rapporto tra prezzo di copertina e ordinativi dei ‘top 300′ tramite il distributore Diamond) con l’ammontare dei progetti finanziati via Kickstarter, è un po’ mettere assieme le mele con le pere. Un esercizio rischioso non solo per la parzialità dei dati Diamond, ma anche a causa della difficile distinzione tra graphic novel e ‘albi’ (complicata da farsi, su Kickstarter).

Da questo primo livello di analisi, il periodo febbraio/aprile 2012 produce secondo Allen le seguenti cifre:

1.   Marvel, $6,911,068.88
2.   DC, $4,296,916.96
3.   Image, $2,976,007.95
4.   Kickstarter, $2,209,342.00
5.   Dark Horse $1,061,354.83

Prendendo per buona – quantomeno come indicazione di massima – la base dati, Allen tenta anche un secondo livello di analisi: ripulendo le cifre dalle differenti commissioni trattenute da Diamond (in media, e al massimo, è il 60%) e da Kickstarter (in media, anche qui al massimo, il 10%), ne esce una nuova classifica dei primi cinque editori nel segmento graphic novel. Ovvero questa:

1.   Marvel, $2,764,427.55
2.   Kickstarter, $1,988,407.80
3.   DC, $1,718,766.78
4.   Image, $1,190,403.18
5.   Dark Horse $424,541.93

In definitiva, l’analisi è imprecisa perché non tiene conto di fattori importanti (lo sconto che Diamond offre alle major; le vendite oltre i top 300; le vendite non-Diamond), e ritengo pressoché certo che DC e Image generino numeri complessivamente più alti di Kickstarter. Ma la tendenza è chiara. E il dado è tratto: tra i maggiori produttori di fumetto [nota: Comixology non fa produzione] negli Stati Uniti c’è ormai un sito di crowdfunding.

Omini stilizzati da 1 milione di $

L’autore del fumetto online The Order of the Stick, Rich Burlew, è riuscito a stabilire un record strabiliante: per la ristampa di una delle raccolte cartacee del suo webcomic, ha raccolto in un mese ben 1.254.120 dollari, attraverso la piattaforma di crowdfunding online Kickstarter.

A dir poco sorpreso – lui come noi – Burlew ha sintetizzato l’esperienza in un disegno:

Di questo “piccolo” (con enfasi sulle virgolette) episodio, mentre ero ancora a bocca aperta, ho scritto sull’altro blog.

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