Le Olimpiadi di Tokyo 2020 (secondo Akira)

La notizia di ieri, vicende siriane a parte, è certamente l’annuncio del Cio sulla sede delle Olimpiadi del 2020: Tokyo. Notizia non priva di addentellati fumettistici, visto che – come dire – Katsuhiro Otomo lo aveva previsto trentuno anni fa. In Akira, ambientato nel 2019, si accenna infatti esplicitamente alle Olimpiadi del 2020 (il cui stadio principale è proprio il luogo in cui è rinchiuso il “Numero 28”):

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Quanto basta per scatenare il primo mashup del caso: il logo-olimpico-alla-Akira

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Otomo combustibile

Da qualche settimana è online il trailer del nuovo film di Katsuhiro Otomo, Combustible. Un cortometraggio, in realtà, ma pur sempre il solo lavoro di Otomo da parecchi anni a questa parte.

Anche in questo caso il fumettista/regista ha adattato un suo manga (mai tradotto che in Italia, se non sbaglio). E il corto si è fatto notare prima al festival di Annecy, e poi al Japan Media Arts Award. Fino a piazzarsi in zona Oscar: apprendo qui che è nella pre-shortlist dei 10 da cui, oggi, saranno estratti i 5 cortometraggi che finiranno in nomination nella categoria.

Incendi ed esplosioni colossali, stile di animazione quasi classico (nel senso anni ’90), percussioni insistite, progressione epica. Come dire: pare proprio Otomo.

Akira: 20 anni, e il fandom (video)

Aprile 1990: venti anni fa uscì il primo numero di Akira di Katsuhiro Otomo.

Fu il primo manga ad essere pubblicato in Italia “in quanto tale”, privo del traino di una serie animata televisiva (come accadduto tra anni 70 e 80, in pieno boom degli spaghetti-manga ispirati a Candy Candy, Lady Oscar…). Un prodotto per cui la parola manga – termine fino ad allora pressoché sconosciuto – divenne, per la prima volta, un’etichetta esplicita e spendibile.

Akira, alfiere della cosiddetta “seconda invasione” nel nostro Paese, generò una imprevista e potente onda d’urto: un successo che aprì all’ingresso del manga in Francia e Italia e, da qui, al suo boom in Europa.

L’edizione italiana seguì di poche settimane quella apparsa in Francia. L’albo era pubblicato da un marchio che oggi non c’è più: era Glénat Italia, editore francese di fumetto che in quel periodo stava tentando l’ingresso in Italia, in virtù di un accordo con Quipos.

2010: Akira sta per tornare. Hollywood è da tempo in fermento, per dargli una nuova vita audiovisiva degna della fama e della potenza immaginifica del manga che segnò l’Occidente. Akira tornerà. Forse, nel 2013.

Ma Akira – anche grazie alle ristampe pubblicate periodicamente in diversi paesi – continua a esercitare la sua forza simbolica. E manifesta la propria presenza anche in altre forme. Per esempio in Rete, dove nel corso degli anni – e negli ultimi tempi – si sono visti fiorire numerosi video dedicati ad Akira, realizzati da fan. Alcuni di questiquali di impressionante qualità. Ecco qua una selezione di di finti trailer e veri cortometraggi, parodie disegnate e versioni – dal vivo – più vere del vero.

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