Lettura estiva, by Joost Swarte

Disegni di mani che disegnano (parole)

Guardando autoritratti di disegnatori, un dettaglio fra tutti mi è sempre parso particolarmente interessante: le mani all’opera.

Disegnarsi mentre si disegna è piuttosto ovvio e naturale, per un disegnatore. Ma proprio per questo le differenze contano. E l’abilità – la capacità autoriflessiva – di alcuni mi è sempre apparsa nei tentativi di esprimere non solo il semplice gesto, ma la processualità dell’atto stesso di disegnare; e disegnare quel segno, quelle forme. Di più: suggerire insieme un gesto, un processo, e persino un atteggiamento.

Spulciando tra i disegni raccolti su Comicartfans, ho trovato un paio di splendidi esempi, declinati su un ulteriore sotto-aspetto: mani che disegnano parole.

E le parole che emergono dall’atteggiamento cpmulsivo e scomposto di un corpo che disegna ‘sempre’, anche quando dorme; o quelle manipolate come un filo da dipanare, un gomitolo che è un costrutto grafico – ci dicono davvero tanto di quei grandi disegnatori che erano (sono) Harvey Kurtzman e Joost Swarte:

Ispirazione disneyana: l’editoriale di Swarte

Messo in vendita recentemente alla galleria Champaka, questo disegno a china di Joost Swarte – principale erede odierno della “linea chiara” post-Hergé – è un divertissement su Walt Disney: il momento dell’ispirazione topolinesca

 

Un fumetto al New Yorker

Che al New Yorker collaborino – come illustratori – molti fumettisti, è cosa nota. Tuttavia è piuttosto raro che il settimanale pubblichi dei fumetti veri e propri.

Questa settimana c’è un’eccezione: una pagina firmata Joost Swarte

via labelleillustration

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