1sF: NEON e il surf in Iran

Il magazine NEON non lo conoscevo. Pare un lifestyle rivolto a un target di ventenni circa. Pimpante ma non per questo schiacciato sui consumi. Forse è anche per questo che si fregia della vittoria come “Prix de l’innovation – meilleur lancement de magazine” da parte di Les magazines de l’année.

Nelle pagine del numero estivo ho trovato un curioso reportage a fumetti: la storia di una giovane surfista australiana che, seguita da un’amica documentarista (le cui foto – presumo tratte dal documentario da lei girato), ha deciso di provare a fare surf in Iran. Diventando così, a quanto pare, la prima surfista donna in quel paese.

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La vera candidata

Della campagna elettorale di Zahra, in Iran, mi pare di capire che in Italia si sono occupati finora Repubblica Sera e Il Mondo, ma non il mondo del fumetto. Eppure Zahra è proprio un fumetto: è la protagonista di Zahra’s Paradise, un graphic novel di due autori iraniani che racconta la straziante vicenda – ispirata a fatti reali – di una madre in cerca del figlio, arrestato (e ucciso) dalla polizia del regime iraniano.

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Il graphic novel tornerà fra poche settimane in circolazione, nella collana Graphic Journalism del Corriere. Peraltro, non fatevi ingannare – come accadde a me, quando uscì la sua prima edizione – dallo stile realistico tradizionale, e dalle sue incertezze un po’ naif: Amir e Khalil, per quanto “fumettisti improvvisati”, giocano molto bene la loro partita creativa, sul filo di un’immaginazione poetica, nei testi e nelle metafore visive, tutt’altro che comune. Difficile non ritenerllo una lettura emozionante e commovente.

Vote4Zahra, invece, è la campagna elettorale immaginaria che vede Zahra candidata alle prossime presidenziali in Iran (14 giugno). Zahra è una candidata ideale in un doppio senso: perché eroina idealizzata del graphic novel iraniano più noto di sempre (dopo Persepolis, certo); ma anche perché simbolo femminile perfettamente contemporaneo, in un paese che impedisce alle donne tante, troppe cose. Incluso candidarsi e correre per la carica di Presidente della Repubblica.

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Per quanto fittizia, e con l’aggravante del fumetto – che di “candidati immaginari” ne sforna a ogni tornata elettorale (dagli USA all’Italia), ma quasi sempre in forme e toni tra il ludico, il nerd e l’infantile – la campagna di Zahra è costruita in modo serio e credibile. La madre dello scomparso Mehdi si presenta con una vera e propria piattaforma elettorale, un programma politico che mette al centro alcune questoni chiave: democrazia, abolizione della pena di morte, liberazione dei prigionieri politici, e parità fra uomini e donne.

Il risultato? Vedremo. Ma già ora, vedere tante ragazze, donne – e uomini, e ragazzi – postare proprie foto con in mano i “volantini elettorali immaginari” di Zahra, da Teheran agli Stati Uniti all’Europa, beh, è una di quelle piccole grandi cose nutrienti, che fanno risplendere la rete:

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La dichiarazione finale di Zahra, con richiesta di voto agli elettori:

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Per seguire la campagna, c’è anche Twitter.

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