Da Art Spiegelman a Chris Anderson: 20 anni di nonfiction

Riguardando tra i lanci fumettistici dei prossimi mesi, ho notato uno di quei piccoli dettagli che mostrano come i comics siano profondamente cambiati negli ultimi 20 anni. E ho deciso di scriverne per il Post.

Il dettaglio è l’uscita di una “versione a fumetti” del celebre saggio La Coda Lunga di Chris Anderson:

Ma il tema generale è l’avvento della nonfiction nel fumetto. Svolgimento: 20 anni fa, dopo l’uscita della seconda raccolta di Maus, Art Spiegelman scrisse una sorprendente e cruciale lettera polemica al New York Times; oggi, invece, siamo immersi in un nuovo contesto in cui la nonfiction fumettistica si è fatta ‘moda’ consolidata.

Insomma, facendola un po’ più lunga, ne ho scritto qua.

Sull’uso dei contenuti altrui (fumetti inclusi) online

A partire dalla disinvoltura di Repubblica nei confronti del lavoro del fumettista Makkox per il Post, Luca Sofri ha colto l’occasione per ri-scrivere sull’annosa questione dell’uso/abuso dei contenuti altrui online, qui.

Bene.

Ora che l’ho linkato. E ricordando che questo blog non ha finalità commerciali (non si vende traffico né si usa adv). E siccome anche l’informazione online sul fumetto pare ammorbata da queste pratiche (nessun stupore: verso la pirateria il fumetto è sempre stato lesto ed entusiasta). Insomma, per tutto ciò e per altro ancora, adesso posso brutalmente copiaincollarlo per dire che:

Si è ormai consolidata una consuetudine di rispettoso equilibrio tra la dimensione dei contenuti altrui che vengono riprodotti e l’evidenza del riconoscimento e dei link alla fonte: e così funzionano ormai aggregatori e siti di news che investono in un lavoro di selezione dei contenuti di qualità presenti in rete (come fa in Italia il Post, per esempio). Naturalmente prosperano anche moltissimi siti che di questo rispettoso equilibrio se ne fregano invece del tutto, riproducendo tal quali testi e immagini altrui senza aggiungervi niente, senza segnalare la fonte originale, o senza linkarla, che di solito è considerata la retribuzione minima e corretta per l’uso e la citazione di cose fatte da altri.

Infine ne estraggo, per ribadirli, i seguenti principi:

  • citazione parziale e moderata dei contenuti
  • link alle fonti
  • abbandono di qualunque pretesa di intangibilità dei propri, di contenuti

UPDATE: al di là dei princìpi, condivido anche il fatto che alcune ‘indicazioni di comportamento’ siano più utili di altre. E qui lascerei da parte la provocazione di Sofri sul “liberi tutti”, e con le parole di Mantellini (copiancollate-e-linkate, of course) direi:

Preferisco il cinismo americano del tipo “follow the money” che credo sia utile a stabilire un discrimine netto. Che secondo me potrebbe essere: tolleranza zero per i riutilizzi commerciali di qualsiasi contenuto non espressamente autorizzato (che ecceda ovviamente la normativa sul diritto di cronaca e di citazione) e ampia condivisione con attribuzione per qualsiasi contenuto (commerciale o non commerciale) fuori dalle logiche del business editoriale. Poi certo è tutto più complicato di così ma mi parrebbe un buon punto di partenza per tutti.

    Maledetti, e fumetti

    Di un paio tra le più affascinanti e inquietanti novità fumettologiche pubblicate nelle ultime settimane, parlo su ilpost.it.

    A latere della crisi, “effetto Makkox”

    Un disegno di Makkox per ilPost.it ha generato negli ultimi due giorni un inaspettato clamore politico e mediatico. Un’occasione per due piccole osservazioni fumettologiche, intorno alla salute del cartooning nel nostro Paese. Ne parlo di là.

    40 anni in stile Doonesbury

    Siccome oggi il grande Doonesbury compie gli anni – 40 dalla prima strip – ho scritto un breve commento per IlPost, di là.

    Se siete lettori seri (e spendaccioni digitali compulsivi), suggerisco ben tre acquisti da fare rigorosamente seduti sul divano, pc alla mano:

    a

    • 40: A Doonesbury Retrospective, maxi-feticcio che raccoglie qualcosa come 1800 strips, che sfonderà la vostra libreria e che vi renderà felici di avere in mano una selezione finalmente non “a capocchia”


    a


    A questo punto si potrebbe anche riprendere a lavorare all’edizione cronologica, che dite?

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