La Marilyn di Hugo

Cinquanta anni fa morì Marilyn Monroe.

Hugo Pratt, con le sue splendide – e furbissime – serigrafie “astratte”, la vide così:

via archivespratt

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Italiani (fumettisti) in America, 2012

A distanza di un paio di anni, accadono cose: fra i candidati agli americani Eisner Awards 2012 ci sono quattro nomi italiani, nominati in tre categorie:

Sara Pichelli, per la prestigiosa categoria “Best Continuing Series”, come disegnatrice di Ultimate Comics Spider-Man (scritta da Brian Michael Bendis e pubblicata da Marvel)

Milo Manara e Hugo Pratt, nella categoria “Best U.S. Edition of International Material”, per la riedizione in inglese della Estate Indiana (The Manara Library, vol. 1: Indian Summer and Other Stories, pubblicato da Dark Horse Books)

Francesco Francavilla, come “Best Cover Artist” per i lavori su diverse testate (Black Panther per Marvel; Lone Ranger, Lone Ranger/Zorro, Dark Shadows, Warlord of Mars per Dynamite); Archie Meets Kiss per Archie).

 

 

L’incontro Pratt-Ivaldi, secondo Fenzo

L’incontro tra Hugo Pratt e Florenzo Ivaldi, l’editore che più di ogni altro, in Italia, decise di trattarlo come un artista e non un ‘semplice’ professionista di talento, è stato raccontato da Stelio Fenzo. Ovvero da un altro fumettista e collaboratore di entrambi, che otto anni fa realizzò un breve fumetto di 4 pagine dedicato a quell’episodio.

Come è noto – e lo stesso Ivaldi non lo nasconde, come fece con me qualche anno fa a Genova – l’imprenditore e futuro editore aveva una tale stima per Pratt che poterlo conoscere fu per lui uno shock emotivo. Quasi la rivelazione di un amore possibile. E come in una appassionata storia d’amore, quando finì ne uscì per certi versi con le ossa rotte. Scrive Fenzo:

quando accennai questo, cioè Hugo in quel di Venezia, ricordo ancora l’espressione di Ivaldi. Avesse visto la Madonna gli avrebbe fatto meno effetto.

Mi chiese se era possibile un incontro con lui. Proposi di chiamarlo e invitarlo a pranzo con noi. Un gettone del telefono che cambiò, credo, la vita di Ivaldi. Non so se in bene. Comunque lo fece. E non solo di Ivaldi.

Al telefono Hugo era perplesso, ma io riuscii ad incuriosirlo descrivendo questo strano tipo che veniva da Genova e, come i gatti, Hugo era curioso.

La storia prosegue. E la leggete qui:

by ComicsBabylonia via LuigiBicco

Bruxelles arredata da Corto Maltese

Non avevo ancora visto – o forse le ho scordate – le foto di questa iniziativa di quasi due anni fa.

via archives pratt

[Salone del Mobile 2010] Mobili: Corto Maltese

Come già accaduto nel recente passato con la Valentina di Guido Crepax, uno dei ‘marchi’ più noti del fumetto made in Italy si ritrova utilizzato come texture per la caratterizzazione visiva di mobili: è il Corto Maltese di Hugo Pratt.

Al Salone del Mobile 2010 un piccolo produttore, Capo d’Opera, ha presentato infatti una linea composta da armadi, librerie, contenitori e tavolini che utilizza i disegni del maestro di Malamocco.

L’estetizzazione del mobile passa quindi, anche per il fumetto. Che si ritrova piegato ad un uso ‘altro’ – nel bene e nel male – come semplice elemento decorativo.

Avevo promesso di chiudere oggi, con un fantomatico ‘gran finale’, questa serie di post sul Salone 2010. Troppi materiali da postare: ergo, il finale è rimandato a mercoledì. Ché poi, in settimana, toccherà anche parlare di Comics Day.

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