Harold Bloom vs. Robert Crumb

Cosa può accadere quando uno dei massimi critici letterari discute l’opera di uno dei massimi autori di fumetto? Harold Bloom ha recensito per il New York Times Review of Books la recente interpretazione della Genesi di Robert Crumb. E il risultato è un sontuoso fallimento.

Harold Bloom è il decano della critica e della teoria letteraria anglosassone, massimo studioso di Shakespeare vivente e principale artefice della cosiddetta teoria dell’influenza poetica. Robert Crumb, beh, se siete qui DOVETE sapere già chi è Robert Crumb.

Nella sua recensione Bloom confessa di non conoscere un granché Crumb, esordisce con uno sgangherato paragone con Mad magazine, critica la ‘bruttezza’ delle figure femminili, e passa a discutere il rapporto tra la Bibbia e Giuseppe e i suoi fratelli di Thomas Mann, come “vero” modello implicito nel lavoro di Crumb. Per il resto del pezzo discute di Bibbia e di Mann, e paragona Crumb al William Blake della sua infanzia. Il risultato è una sorta di non-recensione, in cui Bloom alterna momenti in cui “fa melina” ad altri in cui si barcamena tra comparazioni fuori luogo e ricordi d’infanzia. Una performance critica non certo da zero in pagella ma, per uno spirito critico del suo livello, un buco nell’acqua che ha dell’incredibile – “involontariamente ridicolo”, ha scritto qualcuno.

Gli elementi fumettologicamente rilevanti sono tutti fuori dal radar di Bloom: dal disegno alla tavola, dall’estetica al ritmo narrativo. La recensione completa è qua (ma online è disponibile gratuitamente solo una parte). Vari brani li trovate però qui.

Per il buon Jeet Heer, uno dei migliori critici e studiosi di fumetto nordamericani, si può parlare di buon grado della “peggiore recensione del 21esimo secolo”.

Poveri americani. Una volta di più, sentiranno la mancanza di gente come John Updike.

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