[Angouleme 2010] L’anno della fumettologia 2.0

Sono al Festival di Angouleme. Ed è tempo di notizie e di commenti.

Notizia  n.1 : la storica rivista francese di studi sul fumetto, Neuvième Art, ha chiuso i battenti. Per la prima volta dopo quindici anni, il nuovo Festival di Angoulême non coincide con l’uscita di quella rivista che per quasi una generazione è stata uno dei luoghi chiave dell’elaborazione europea di un vero dibattito critico (qua e là con ambizioni teoriche) sul fumetto.

Notizia n.2 : da ieri, Neuvième Art è online. Una nuova incarnazione digitale, gratuita e con qualche elemento in stile web 2.0. Continuerà nella medesima linea editoriale, diretta da Jean Pierre Mercier e volta a offrire contributi frutto anche di un lavoro di riflessione e progettazione redazionale. Di certo sarà meno unidirezionale, e più aperta alla partecipazione orizzontale dei lettori.

Ecco qua. Il 2010 del fumetto potrà essere ricordato anche così: la fine del percorso storico del Comics Journal (USA) e di Neuvième Art (Francia), e il passaggio di entrambe alla Rete. Un addio importante a due spazi che – pur con tutti i loro limiti – hanno accompagnato la storia del fumetto contemporaneo negli ultimi due decenni, ma le cui radici affondano fino negli anni Settanta (1969 una, 1977 l’altra) figlie dell’energia intellettuale di due giovani marchi editoriali (Fantagraphics e Glénat) e di due persone che ne hanno incarnato lo spirito, come Gary Groth e Thierry Groensteen.

Verrebbe solo da dire grazie a Gary e Thierry. Grazie davvero. Per avere “tenuto alta la bandiera” del dibattito, della scoperta, del confronto e del giudizio di valore. Tutto questo pur nelle difficoltà editoriali, economiche e talvolta anche politiche. Un grazie sentito per avere ispirato, educato e sollecitato diverse generazioni di autori, editori, studiosi e lettori. Tantissimi protagonisti di oggi, e tutti coloro che al fumetto si sono avvicinati, in fin dei conti, mossi non solo dal piacere della lettura, ma anche da un’autentica passione per la riflessione.

Ora tocca però guardare oltre. E da parte mia vorrei che si lasciassero da parte sia la contemplazione – un po’ nostalgica – del lascito culturale di queste due esperienze, sia la disillusa tendenza a drammatizzare sulle sorti della critica e della cultura fumettistica odierna. Internet è già da qualche anno il luogo di gran parte dei discorsi sul fumetto più stimolanti, sia sul versante di un’informazione più matura e ‘ficcante’, sia su quello che una volta si sarebbe detto della “critica militante”. Per fare due esempi, basti pensare ai pur diversissimi ActuaBD e ComicsComics – ma in fondo anche a tanti altri (e questo è anche un invito a esplorare i link della colonna “Fumetto > idee”). Ora tocca alle due “ammiraglie” internazionali solcare il nuovo mare digitale – e qualche problema pare già emergere: la dispersività del modello ‘aggregatore blog’ del Comics Journal, o l’austerità saggistica di Neuvième Art. Ma i giochi sono appena iniziati. We’ll see.

PS: Non posso evitare qualche sarcasmo sul mio rapporto con Neuvième Art. La prima volta che ci ho scritto ha coinciso con la sua ultima uscita. La nave affonda – e a danzarci sopra è il solito italiano. Ecco quindi la legge del contrappasso: sto appena scaldando i motori di questo blog, e mi invitano ad essere ospitato sulla loro nuova piattaforma. Vabbene. C’est la vie. Maiodaquinonmenevado.

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