Restituiteci la luce

Così si intitola la nuova canzone di Dominique A, uno dei più stimati cantautori pop francesi. Che per il video, così come per il design dell’intero cd, Vers les lueurs, ha collaborato con la fumettista italiana Gabriella Giandelli.

Già autore, qualche anno fa, di un bell’endorsement per Gabriella con l’inserimento di alcune sue tavole nel numero di “Les Inrockuptibles” da lui curato, Dominique A – appassionato fumettòfilo – aveva di recente scritto la prefazione per l’edizione francese di Interiorae.

Qualche immagine dall’album:

 

E qualche screenshot dal video:

Ascoltando il testo della canzone, l’associazione tra la musica e questi disegni mi è parsa proprio riuscita:

rendez-nous la lumière, rendez-nous la beauté

le monde était si beau, et nous l’avons caché…

Il videoclip, infine:

ZeroGuide Milano in (mini) mostra

Sorpresa: per la prima volta ci mettiamo in mostra.

Una piccola parte degli originali della collana ZeroGuide verrà infatti esposta dal 14 al 31 Marzo, a Milano.

Sarà una mostra piccola e di breve durata, in un nuovo spazio culturale e di co-working che inaugura le proprie attività in questa occasione: Santeria. Un posticino gestito da un gruppo di ragazzi cui non mancano idee, energia e sana voglia di divertirsi – a Milano. Quanto basta per farci appassionare e dire ok, ci siamo anche noi, ché a vivere e raccontare un’altra Milano – altra, per esempio, rispetto alle avventure poco edificanti (ma ma molto edificate) del nuovo antieroe meneghino Batman-Morattici dedichiamo da un po’.

E allora ecco alcuni originali di Davide Toffolo, Paolo Bacilieri, Gabriella Giandelli, Massimo Giacon. Ovvero, i disegnatori che si sono alternati, dal 2008 al 2011, alle sole edizioni milanesi delle ZeroGuide. Di ciascuno dei loro interventi saranno visibili le tavole dei fumetti – con cui si ‘aprono’ abitualmente le nostre city guides illustrate – e una ristretta manciata di disegni. Splendidi ritratti disegnati di Milano da parte di – diciamolo – i migliori interpreti di questa città nel fumetto italiano contemporaneo.

Un assaggino, insomma, di quel progressivo racconto visivo delle città italiane che ZeroGuide sta sviluppando di anno in anno, all’insegna del migliore fumetto italiano.

In puro stile Zero, si inizia stasera 8 Marzo con una speciale apertura di “Anteprima”: alle 18, special guest Mr. Paolo Bacilieri e Miss Gabriella Giandelli. Incluso sbevazzo e dj set. Poi tutti in hiatus – mentre Santeria si attrezza in tempo reale con le ultime suppellettili – e la mostra aprirà il 14, preceduta da seconda festicciola il 13 alle 18, con annessa seconda sessione di sbevazzo.

L’indirizzo: Santeria, via Paladini 8, Milano

Insomma, se siete a Milano, tutti invitati. Sì, anche quel vostro amico che ai vernissage ci va solo perché si beve gratis (e per giunta, dei fumetti non gliene può fregar di meno).

[Angouleme 2010] La mostra 100 x 100

Ultimo (lungo) post di una (lunga) serie dedicata alla 37a edizione del festival di Angouleme. Last, but not least, qualche parola sulla mostra Cent pour Cent.

Una mostra collettiva piuttosto ambiziosa, che ha caratterizzato la proposta culturale del festival di quest’anno, al pari della (eccellente) personale dedicata a Blutch, Presidente del Jury 2010. L’idea: 100 tavole realizzate da 100 protagonisti del fumetto contemporaneo, chiamati a reinterpretare 100 opere custodite nella collezione permanente del Museo.

La mostra è stata pensata come una sorta di ‘manifesto’ del Museo del Fumetto di Angouleme, a sostegno delle iniziative per il recente lancio della sua nuova sede, fra cui una serata di pre-inaugurazione del festival che si è distinta per la proposta di uno spettacolo di danza contemporanea ispirato al fumetto.

La lista completa degli autori – una specie di who’s who del graphic novel (e non solo) internazionale, con qualche eccezione – la trovate qui.

Lorenzo Mattotti

Come curatore sono stato invitato dal Museo ad occuparmi della selezione di autori italiani (eccetto Mattotti, chiamato direttamente dal Museo per realizzare l’affiche che avete visto più sopra). Insieme ai curatori Jean-Philippe Martin e Pili Munoz, ho lavorato in un gruppo eterogeneo e cosmopolita costituito da critici provenienti da Spagna, Giappone, Portogallo, Cina, Gran Bretagna, Croazia, Corea. Il lavoro e lo scambio che ne sono nati credo abbia aiutato – nei pregi e nei limiti – quello che a oggi è il più articolato evento curatoriale internazionale mai realizzato nell’ambito dei comics, grazie al ruolo pivot della Cité de la BD. Un progetto interessante non solo per l’opportunità che mi ha dato di presentare al pubblico internazionale un certo gruppo di autori italiani di grande valore. Ma anche perché mi ha permesso di riflettere non tanto sui modelli (evidenti o impliciti, consapevoli o meno) quanto sulle logiche di ‘riscrittura’. Perché reinterpretare è anche autodefinirsi, inserirsi in una rete di riferimenti è anche svelarsi, e ‘omaggiare’ un modello è, in fondo, un modo potente per riflettere sulla propria pratica artistica.

Semplifico un tot. Ma credo di avere osservato quattro strategie differenti incrociarsi tra queste tavole. Una più filologica, in cui il modello è trattato secondo una logica di intervento ‘riproduttivo’: il ‘senso’ di quella tavola è tutto “lì”, quasi autoevidente, definitivo, cui l’autore offre se stesso come una sorta di cosciente reincarnazione (il caso di Ghermandi).

Francesca Ghermandi

Una seconda strategia mi è parsa genealogica, e qui il ‘rispetto’ è testimoniato su un piano meno evidente, diciamo più ampiamente “culturale”: il sentimento di appartenenza – pur nella differenza di stili – ad una medesima famiglia di percorsi artistici cui si riconosce una specifica primogenitura, e che passa attraverso dettagli o aspetti apparentemente secondari, illuminati dallo sguardo dell’autore che se ne è appropriato (guardate Bacilieri e Corona). Una terza strategia potremmo chiamarla plastica: il modello si fa risorsa operativa, e il suo senso diventa fornire una specie di cassetta degli attrezzi simbolici per l’espressione dei propri stilemi (Mattotti, Nanni, Barbucci).

Infine una strategia concettuale, in cui il modello è radicalmente trasformato per dare vita ad una riflessione di natura speculativa, sul proprio lavoro o sul linguaggio stesso. (Un esempio? Guardate cosa ha fatto Scott McCloud a partire da Ernie Bushmiller).

Igort e Leila Marzocchi

Mi pare che gli italiani – stando a questo pur discutibile schema – si siano rivelati attenti soprattutto al piano plastico. Non troppo archeologi, di moderata curiosità antropologica, ma molto attenti alla dimensione formale (pur senza premere per una speculazione formalista). Molto italiani, direi.

Davide Toffolo

E ora al sodo: le tavole. Qui trovate quelle dei soli artisti selezionati. Sul prossimo Animals, un ampio reportage – inclusi i “modelli”.

Non esistesse google, avremmo anche potuto giocare a “indovina il modello di partenza”. C’è comunque qualche caso non facilissimo… Ok, primo (e ultimo) blogquiz: chi indovina autore e opera (per le strips basta il titolo: non sono così perfido) del ‘modello’ di ciascuna di queste tavole vince… Intanto iniziate. Poi vediamo. Rien ne va plus.

Giorgio Cavazzano

Gabriella Giandelli

Alessandro Barbucci

Marco Corona

Giacomo Nanni

Sergio Toppi

Paolo Bacilieri

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