iPad comics from Italy: il debutto

iPad è arrivato anche in Italia. E il fumetto nazionale – e non – inizia a giocare la propria partita anche su questa nuova piattaforma. All’interno della categoria Libri, iniziano quindi a fare i primi passi alcune opere e cataloghi.

Guardiamo allora come si è mossa, in queste prime giornate, la classifica delle apps più popolari di questa categoria. A partire da un primo dato, per certi versi sorprendente: numerose applicazioni dedicate al fumetto sono tra le 10 più scaricate, sia il 28 maggio che il 30 maggio. Ecco un paio di screenshot che documentano alcuni momenti (scattati sempre intorno all’ora di pranzo):

Libri: top12 al 28/05

Libri: top12 al 30/05

Nel primo giorno di ‘test’ la app più scaricata è proprio un fumetto, il classico di Bonvi Sturmtruppen. Oltre a questo, compaiono ben tre graphic novel pubblicate da Tunué, l’editore di fumetti che in queste settimane si è più impegnato nel promuovere la propria presenza sulla nuova piattaforma. Interessante anche la presenza di una strip italiana già celebre in Internet, Singloids, e di un editore ‘nativo’ e multicatalogo come il francese AVE Comics, già molto attivo su piattaforma iPhone.

Il secondo giorno lo scenario, come è ovvio, è molto diverso. Il fumetto compare come seconda app più popolare, ma si tratta della ben più nota Marvel app. Il primo fumetto italiano è sempre Sturmtruppen, ma ormai al 9° posto. La precede un altro editore multicatalogo e nativo digitale come l’americano ComiXology, e la segue un singolo graphic novel, anch’esso statunitense, ovvero l’adattamento a fumetti di Twilight.

Difficile prevedere, in una fase ancora in pieno assestamento, se la situazione delle app fumettistiche resterà stabile a lungo, con gli stessi protagonisti che abbiamo visto in questi primi giorni. Più semplice, però, immaginare che la tanto chiacchierata (ed efficace) app Marvel – anche se solo in lingua inglese – non cederà facilmente il passo ad altre apps di fumetti italiani, ancora poco (e male) presenti su questa piattaforma.

Tra le prossime apps fumettistiche made in Italy, di certo arriverà Disney Digicomics, anche se in tempi non ancora ben precisati. Qualche altro editore medio-piccolo, inoltre, pare in procinto di sbarcare nel ‘magico mondo’, attirato dalle sue ‘magnifiche sorti e progressive’. Difficile immaginare, però, che la presenza del fumetto possa restare altrettanto visibile non appena l’effetto-novità sarà terminato, e gli editori early adopters saranno superati da newcomers con le spalle più larghe. A meno che la piattaforma non inizi ad essere presidiata anche dagli attori principali, sia editori (con i propri vasti cataloghi… Bonelli, che aspetti?) che singoli autori/opere (improbabile la presenza di ‘big’ se non sul medio-lungo termine, a meno di non vedere calati su iPad fenomeni già nativi digitali… Eriadan, che aspetti?).

Tra un mese o due faremo di nuovo il punto. Per ora, si naviga a vista (e al tatto).

Grazie a AntonioD e ConcettaP

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Fumetti e iPhone come tool creativo: Designer Strip

Fumetti digitali per iPhone o iPad ? Da leggere? No: da creare. Una delle novità meno raccontate rispetto alla digitalizzazione del fumetto – anche per le tecnologie mobili – sta nella nascita di software per la creazione e manipolazione di immagini. Fumetto incluso.

Questi software si trovano oggi a uno stadio evolutivo confuso e contraddittorio: il mercato sta nascendo, e l’offerta è in crescita, ma non si vedono ancora soluzioni in grado di affermarsi in modo schiacciante su altre. In sostanza, una giungla piena di proposte sia buone che pessime, alcune efficaci e altre pressoché inutili.

Guardiamo un esempio recente. Vivid Apps ha aggiornato la sua app Designer Strip per iPhone e iPad (precedentemente nota come Lifestrips). Si tratta di una soluzione che presenta possibilità abbastanza limitate, ma è indicativa di una delle tendenze che si stanno consolidando: applicazioni per la manipolazione digitale di foto, che permette di “trasformarle” in fumetti.

I livelli di intervento per l’utente sono i seguenti: impaginazione, fotoritocco (colori, dimensioni), inserimento di balloons o didascalie, personalizzazione dei font.

Naturalmente, una volta realizzato il prodotto è possibile agganciarlo al proprio flusso comunicativo, salvando la striscia nel proprio fotoalbum, allegarlo a e-mail o caricarlo su Facebook, Flickr ecc. (con tools già integrati in Designer Strip), o fare qualsiasi altra attività sfruttando le altre risorse di iPhone. Qua sotto trovate una breve videorecensione:

Naturalmente, cari fumettofili, l’esempio di oggi – basato sulla foto e non sul disegno – serve solo ad avviare una discussione. La povertà di una simile soluzione non è però relativa all’utilizzo di materiale fotografico (tanti altri software permettono di usare disegni), quanto alle tre grandi questioni che sollevano tutti i software per la creazione di comics: la correlazione tra aspetti di grafica/impaginazione e di disegno ‘puro’ (e quindi il processo produttivo); la questione della flessibilità e adattabilità tecnologica di tali lavori (in relazione sia alle piattaforme digitali che a quelle cartecee); il tema ‘classico’ della libertà/standardizzazione espressiva in relazione ai nuovi strumenti tecnologici.

Un dibattito che andrà ripreso, perché – come si dice in questi casi – non siamo che “all’inizio di una nuova era”.

iPad Comics: worldwide press review

Ancora iPad. Questa volta, però, solo links. Ecco quindi una breve rassegna stampa – “da ritagliare e conservare” – per vedere chi-come-dove si è parlato del significato di iPad per il fumetto.

  • Per Digitalbookworld, l’applicazione Marvel per iPad è anche più riuscita di quelle dedicate ai libri, e segnerebbe un “cambio di passo” per il fumetto digitale

Ma al di là delle generali panoramiche sulla “rivoluzione iPad” per il fumetto, molti interventi hanno messo a fuoco aspetti, opportunità e limiti più specifici.

Per concludere, un po’ di sano sarcasmo (sempre a fumetti)

webcomics = webspace: verticalismi e orizzontalismi

Continuiamo a parlare di digitalizzazione – di iPad, Kindle, iPhone e web – come abbiamo già fatto qui, qui e qui. Dopo tanti esempi specifici e temi ‘sparsi’, però, oggi vorrei prendere la questione un po’ più di petto. E proverei a formulare il problema in modo diverso. Magari iniziando come si farebbe in un quiz – fumettologico, naturalmente.

Proviamo. Immaginate un concorrente – fumettologo di professione – inscatolato in una cabina insonorizzata, con cuffie (stile Telemike, quiz della mia generazione) e un conduttore pronto a formulare la domandazza da XXmila euro. Buio in sala. Jingle in toni bassi, ritmo sincopato. Pubblico in silenzio. Arriva la domanda: “Quale aspetto del linguaggio del fumetto è sottoposto alle maggiori trasformazioni, nel passaggio al web?“. Attesa. Tensione.

Il fumettologo si sforza, e vede sfumare l’occasione di portare a casa XXmila euro dicendo qualcosa di sensato. Vogliamo aiutarlo? Vogliamo provare una risposta secca? Con retorica sfacciataggine, posso finalmente arrivare a dirvi la mia:

lo spazio (della tavola).

Fine del gioco. Entriamo un po’ più nel merito della questione. E mettiamola così: C’era una volta la tavola… Nel “fumetto storico” essa era considerata l’elemento cruciale del linguaggio fumettistico: un’articolazione espressiva di vignette o disegni giustapposti (una forma di arte sequenziale), inserita in una pagina (un supporto grafico di natura editoriale: dalla strip all’albo al graphic novel). Tuttavia con il web sono cambiate le condizioni di “esistenza materiale” della tavola. Nel passaggio dal giornale/albo/libro al web, il supporto ha radicalmente trasformato alcuni dei suoi vincoli più ‘tradizionali’: i vincoli della superficie-pagina sono sostituiti dai nuovi tratti caratteristici della superficie-schermo. E quindi?

In questi giorni di “febbre da iPad”, e 3 settimane dopo il boom di bédé numériques presentate al Salone del Libro di Parigi, vorrei argomentare quel che penso dello scenario – e relativo dibattito – sul tema della spazialità nel fumetto online. Un aspetto davvero importante, se vogliamo comprendere le implicazioni teoriche della digitalizzazione per il linguaggio del fumetto.

Dieci anni fa, Scott McCloud coniò quella che resta – almeno per me – la sua più brillante intuizione: il concetto di “tela infinita” [infinite canvas]. Ovvero, l’idea che l’estensione di una “tavola” di fumetto diventa, sul web, potenzialmente infinita. Nel corso del decennio il discorso sulla spazialità del fumetto online è progredito, da un lato accompagnando l’evoluzione dei supporti tecnologici e delle concrete pratiche creative, dall’altro sviluppando temi e problemi più specifici e meglio definiti. Oggi siamo dunque in una fase più matura del dibattito. E superato l’entusiasmo concettuale per la ‘tela infinita’, rivelatasi una frontiera poco praticabile nella produzione/consumo di massa (e quindi presente – in termini  di opere concretamente portate a termine – solo in un circuito tipicamente sperimentale), emergono esperienze che rivelano i veri ‘nodi’ della questione. Diciamo che oggi stanno diventando finalmente più chiari i contorni della ridefinizione spaziale dei comics, tra i cui pilastri concettuali ci sono quantomeno due idee: l’orizzontalizzazione e la verticalizzazione del fumetto online. Guardiamole più da vicino.

Chimero sembra auspicare che i progettisti indaghino in modo più aggressivo la dimensione orizzontale nella creazione di esperienze di lettura on-line. Tuttavia, egli avverte anche: “Potrebbe arrivare il momento di dare l’addio alle nostre barre di scorrimento, ma solo se le implementazioni saranno senza soluzione di continuità e migliori del paradigma esistente.” Verissimo. Penso che lo scrolling orizzontale nel normale uso di un pc probabilmente non avrà mai gran successo, ma con iPad diventa un’idea con maggiori possibilità di riuscita.

Dopo quel che abbiamo visto/letto di iPad, possiamo dire che le applicazioni fumettistiche di “nuova generazione” hanno concrete chance di impattare sul consumo di comics se, come pare, sapranno lavorare sulla flessibilità e manipolabilità della dimensione orizzontale. Una dimensione che rende esplicita quella vettorialità dello sguardo che, da sempre, è uno dei tratti fondamentali della esperienza di lettura dei comics, e che l’idea di “tela infinita” metteva invece in crisi, a causa del suo costitutivo policentrismo. Certo, il fatto che i fumetti per Marvel, Comixology e simili non siano platform-natives (essendo ‘scansioni digitali’ delle pagine cartacee, e non creazioni apposite per il supporto iPad) rende la realtà dell’offerta ancora debole. Ovvero, essi si limitano a “restituire” la medesima orizzontalità standard della doppia pagina ‘tradizionale’. Ma la frontiera è aperta, ed è legittimo aspettarsi possibili sviluppi intorno all’idea di scrolling orizzontale.

  • 2. Il secondo aspetto riguarda invece la verticalizzazione.

E su questo lo scenario attuale del fumetto online mostra già numerose esperienze e proposte avanzate. Alcune – persino in Italia – di eccellente qualità espressiva: la pratica artistica del fumetto online “supera” in questo aspetto il dibattito teorico. Penso per esempio al lavoro di un webmagazine “nativo digitale” come Coreingrapho, nato – su iniziativa di Makkox e Antonio Sofi – proprio per spingere l’acceleratore sull’idea di sfruttare la dimensione verticale nel fumetto online. Recentemente Coreingrapho ha pubblicato un breve lavoro, intitolato “In fondo in fondo”, che dimostra una meta-consapevolezza ormai consolidata rispetto al problema, tradotto in un raccontino che è un piccolo gioiello di design dell’interfaccia fumettistica online.

Un altro caso che ci mostra quanto sia progredita la consapevolezza sul tema è un concorso lanciato pochi giorni fa. “Verticalismi è un e-comic contest” che si propone di offrire “uno spazio e un premio a chi intende creare un fumetto concepito per l’esclusiva fruizione on-line, senza click e pop-up. Lo scroll del tuo mouse ti permetterà di “sfogliare” le opere in concorso per agevolare la tua lettura”. Diversi autori, affermati e non, sono peraltro cooptati come giurati, a testimoniare un interesse ormai diffuso per questa pratica.

Insomma: Orizzontale o Verticale che sia, il futuro del fumetto digitale è spazialmente segnato.

Facebook Comics + Flickr Comics

Ebbene sì. Anche Facebook può essere un nuovo ambiente per la creazione  – e circolazione – di fumetti.

State pensando alle fan page? Nossignori: il punto è un altro. La questione, qui, risiede nella pratica di sfruttare alcune banali dotazioni tecniche (fotogallery e slideshow) presenti nei social networks, sfruttandone l’articolazione visiva in chiave fumettistica.

Ecco quindi quel che ha fatto il trentenne Marco Lataste, autore della serie Tim Banak:

Naturalmente, la stessa pratica può funzionare pure in Flickr :

Che dire: una buona inventiva. E una perfetta testimonianza che il fumetto digitale può prendere forma anche grazie a ‘tattiche’ dal basso in grado di sfruttare le condizioni tecniche (peraltro gratuite) di base del web odierno.

In tempi di iPad, anche una bella lezione sulla ‘semplicità’ delle piattaforme.

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