Caos dei trasporti a Londra, in un’immagine

Per raccontare un momento di sollievo, nel complicato caos di aerei e treni cancellati nei giorni natalizi a Londra (e Parigi), lo storico blogger Andrew Sullivan ha scelto una foto fumettologica: un bimbo francese legge Zio Paperone (foto Ben Stansall/AFP/Getty Images).

Sarà l’atmosfera natalizia. Mi è parsa una splendida idea.

E sì: anche questo è giornalismo.

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La ‘cricca’ e il Corrierino

Il Fatto Quotidiano di oggi si occupa, in prima pagina, di cronaca giudiziaria. La ‘cricca’ composta da Anemone, Balducci e altre figure riconducibili a Propaganda Fide, suscitano una domanda giornalistica che il quotidiano esprime utilizzando il fumetto. E non un fumetto qualunque: l’italianissimo Signor Bonaventura di Sergio Tofano, vera e propria icona del Corriere dei piccoli d’antan.

Un dubbio: siamo certi che i lettori del Fatto siano stati in grado di cogliere tutti l’allusione al personaggio del Corrierino? Non dico un box, ma una didascalia sarebbe stata opportuna. E invece la sola informazione riportata è un generico (foto Ansa).

Che il mestiere dei fotoeditor stia vivendo una fase problematica è cosa nota, viste le polemiche intorno agli usi&abusi di immagini tratte dalla Rete – con effetti drammatici sulla professione del fotogiornalista – senza opportuna citazione (vedi Flickr e simili). Ma che non si ritenga rilevante mettere una didascalia esplicativa in casi come questo, in cui l’immagine (disegnata) è nota – ma non a tutti – e svolge una funzione di forte contrappunto ironico, beh, pare proprio un erroraccio poco giustificato.

Once upon a LIFEtime: comics e fotogiornalismo anni 30

C’era una volta il fumetto, medium di massa per bambini e ragazzini. Erano gli anni Trenta, e negli Stati Uniti nasceva una nuova Age of enthusiasm intorno al nascente formato ‘compatto’ chiamato comic book, diffusosi a partire dal successo nel 1934 della testata Famous Funnies.

C’era una volta, inoltre, il rotocalco di fotogiornalismo, medium di massa per le famiglie delle classi medie. Negli Stati Uniti degli anni Trenta, grazie all’editore Henry Luce, fermamente convinto che le immagini potessero raccontare – e non solo illustrare – notizie e storie, la preesistente identità umoristica e illustrata di LIFE (tra i suoi artisti, talenti come Charles Dana Gibson, Palmer Cox, A.B. Frost, J.C. Leyendecker, Norman Rockwell) viene ri-fondata nel 1936, mettendo al centro il fotogiornalismo.

La storia di queste due innovative forme culturali, il comic book e il magazine di fotogiornalismo, prese a incrociarsi presto, proprio alla metà degli anni Trenta. In quel decennio, e in quello successivo, LIFE e i suoi fotoreporters si trovarono infatti, e a più riprese, a documentare la cosiddetta Golden Age del fumetto americano, testimoniando la pervasività dei comics nei contesti domestici e nella vita quotidiana dei giovani lettori.

Una selezione di questo lavoro fotografico e giornalistico è stata recentemente presentata in uno splendido servizio, dal titolo In praise of Classic Comics, proprio sulle pagine online di LIFE, il cui sito web continua a celebrare – dopo la chiusura della testata nel 2000 – la potenza narrativa ed emotiva della fotografia, antica compagna di strada del fumetto e della sua lunga parabola storica.

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