Primarie PD: un talent show supereroistico

Lo ammetto: nemmeno nelle più strambe previsioni sull’influenza ‘politica’ dei comics avrei pensato si potesse arrivare a questo, ovvero a una iniziativa di comunicazione con i 5 candidati alle primarie del centrosinistra in versione supereroi Marvel:

Come hanno già osservato in molti, una simile scelta ha quantomeno una doppia valenza: ironia sì, ma nel senso sia di una visione decomplessata e popolare della competizione, sia di discutibile autoparodia.

Ammetto serenamente che le associazioni politico/supereroe funzionano. E che alcuni aspetti mi hanno facilmente strappato un sorriso: la scelta di Bersani/LaCosa (nel senso anche di quell’altra antica ossessione per la “Cosa” politica), con tanto di sigaro à la Ben Grimm, mi pare davvero una trovata perfetta. Chapeau a chi ne ha avuto l’idea.

Tra gli aspetti che trovo più problematici, però, ce ne sono diversi.

Uno suonerà un po’ calvinista: in una fase tanto delicata, di fronte a sfide tutt’altro che divertenti e spensierate che attendono tanto il vincitore quanto i cittadini, beh, giocare su corde sostanzialmente umoristiche mi pare inaspettatamente controintuitivo. E la quantità di reazioni perplesse o negative mi pare dimostrarlo.

L’altro aspetto è che per una competizione tanto italiana si scelga di attingere a icone tanto poco italiane. Capisco che Arlecchino e Pantalone siano fuori moda (e per fortuna, direi). Ma che anche nella comunicazione politica di una competizione tanto ‘arcitaliana’ si guardi all’industria culturale statunitense mi pare – anche qui – tutt’altro che scontato. Per certi versi, peggio: un messaggio poco coerente.

Ma al di là dell’opportunità o meno di questi simboli, quello che più mi sorprende è altro. Ovvero il fatto che una simile iniziativa – divertente, sciocchina, virale, ecc – contribuisca in realtà a riprodurre un modello che col governo ‘tecnico’ pensavamo di avere relativizzato. L’idea cioé che i meccanismi della politica possano essere descritti e rappresentati – ironicamente, per fortuna – in forme che alludono ad altre idee di competizione: l’idea di “talent”. Just a show, folks.

Nell’utopia della democrazia diretta, questa associazione si inserisce in un percorso più ampio e già tracciato. Quasi a suggerire che sia sempre più vicino (‘grillismo’ docet) il grande passo: votarli direttamente online. Magari cliccando su “mi piace” al simpatico avatar associato a ciascuno. Un ottimo lancio, per un prossimo futuro prodotto di online gaming “Vota il tuo superpolitico preferito!”. E chissà che non sia già “nelle cose”: sai com’è, quando si è a caccia di leader responsabili in epoca di *superproblemi*…

Nella più prosaica realtà dell’industria culturale, la trovata di comunicazione politica pone invece un altro quesito: la Marvel lo sa? Si noti bene: l’url ufficiale, curiosamente, non è fantastici5 bensì proprio fantastici4.

Infine, un suggerimento di programmazione del prime time per gli amici di Sky: dopo il confronto di stasera, propongo di anticipare la messa in onda di The Avengers. Logico, no?

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50 anni Fantastici

La copertina era datata novembre 1961. Ma in realtà, come hanno ricordato alcuni, Fantastic Four n.1 apparve in edicola l’8 Agosto 1961. Mezzo secolo proprio oggi.

Secondo molti, è stato uno dei più influenti fumetti della storia. Senza alcun dubbio, l’inizio della lunga corsa di Jack Kirby tra i più poderosi imagineers del XX secolo.

La scheda ufficiale, made in Marvel, è qui. Per ricordarne la vicenda editoriale, un articolo di Luca Raffaelli qui.

Per quanto mi riguarda, ripenso alle splendide parole dedicate ai fumetti Marvel – e a Jack Kirby in particolare – da Michael Chabon, qui e qui. E alla luce dei recenti avvenimenti che vedono gli eredi Kirby e Marvel coinvolti nell’ennesimo bisticcio legale sui diritti, ho ripensato anche a questo.

Insomma: 50 anni dopo FF1, oggi è il giorno in cui dedicare un piccolo pensiero a Jack Kirby. Con riconoscenza.

Genealogia dei Fantastici 4

via Grantbridge street

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