Ciao, Charlie Brown (by Eriadan, Nanni, Tuono Pettinato, Flaviano, Pierz)

Buongiorno. Oggi è un giorno speciale: si celebra il 60° anniversario di uno dei più celebri fumetti di sempre, i Peanuts di Charles Schulz. Un fumetto che ci manca molto, a ormai dieci anni dalla sua scomparsa, con l’autore.

Anche questo blog vuole ricordarlo, e per questo ho deciso di farlo in compagnia di alcuni autori&blogger: Eriadan, Giacomo Nanni, Tuono Pettinato, Flaviano, Pierz.

Cliccate per ingrandire, of course:

Questo era Eriadan. Il suo prossimo libro è Eriadan 8. Bianco e nero a colori, edito da Shockdom, in uscita a novembre e in anteprima durante il prossimo Salone Lucca Comics & Games.


Quest’altro, invece, era Giacomo Nanni. Sta ultimando il suo nuovo graphic novel, intitolato La vera storia di Lara Canepa, di imminente pubblicazione per Coconino Press, che se gli riesce il rush finale, magari lo trovate in anteprima a Lucca Comics.


Quest’altro ancora era Tuono Pettinato. Che mi/ci ha pure brillantemente presi in giro. Sta per pubblicare la biografia Garibaldi. Resoconto veritiero delle sue valorose imprese, ad uso delle giovani menti, edita da Rizzoli Lizard e anch’essa in anteprima presso l’imminente Lucca Comics & Games.


Ora avete invece visto Flaviano Armentaro. Oltre a continuare ad animare la rivista satirica online Mamma!, un suo nuovo fumetto è in uscita sul prossimo numero della rivista Canemucco, il n.4.


E quest’ultimo era invece Pierz. Il suo libro più recente è Ravioli Uèstern 2, edito da Nicola Pesce Editore.


Per chi poi volesse approfondire, due suggerimenti. Il primo è: leggetevi l’appassionato post di Max Olla che, pochi mesi fa, provava a rispondere alla domanda “Cosa rimane dei Peanuts?”, sintetizzando con lucida semplicità:

Erano davvero la striscia universale, e anche il caprone più indifferente e ostile ai fumetti sapeva qualcosa di loro. Il paradigma della striscia. Centinaia di autori hanno coltivato le loro matite su quel modello, tanto da non avere più  consapevolezza di quante influenze li abbiano impregnati.

Secondo: mettetevi comodi, e accendete la (web)tv. Perché la Rete offre generose occasioni per rivedere Schulz, intervistato e protagonista di alcuni interessanti documentari:

PPS: Tuono, grazie. Fin troppo gentile. Anche perché ho un po’ meno capelli 😉

Tre fumettisti al Museo della Scienza

Da un paio di settimane è visitabile, all’interno del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano – uno dei maggiori Musei scientifici e tecnologici d’Europa – una nuova sezione. Che include una piccola presenza di illustrazione e di fumetto. E’ la sezione Energia e Materiali, che ospita alcuni grandi pannelli – 50cm x 1 metro – con illustrazioni appositamente realizzate da tre fumettisti italiani:

Su invito delle curatrici dei Dipartimenti “Materiali” ed “Energia” impegnate nella creazione della sezione, e in compagnia dell’Ufficio Marketing, mi sono trovato quindi a progettare questo intervento in un contesto piuttosto inusuale, distante com’è dal mio universo museale di riferimento. Un’occasione non meno interessante. Anzi.

Le persone che ho scelto per questo progetto erano sia autori con cui avevo già lavorato o che ben conosco, sia un autore che conoscevo solo attraverso i lavori pubblicati. E il risultato è stato molto soddisfacente: un piccolo – e per me riuscito – esempio di processo collaborativo fra istituzione museale, logiche espositive, progettazione curatoriale e creatività degli autori. Un percorso in cui ciascuno ha fatto la propria parte – e solo la propria – cercando soluzioni interessanti ai problemi posti dagli altri.

Gli autori? Eccoli: Paolo “Eriadan” Aldighieri, Lorenzo “LRNZ” Ceccotti e Stefano Misesti, che hanno lavorato su tre diversi temi: Consumi e Classificazioni; Materia ed Energia; Materie prime, fonti energetiche, trasformazioni e derivati. Se avete altri 3 minuti, provo a darvi qualche dettaglio in più: un progetto dalla complessità contenuta, in fondo, lo permette. E provo quindi a raccontarvi uno dei tanti modi con cui si può affrontare un piccolo intervento curatoriale.

L'intervento di Stefano Misesti

L’idea generale era: utilizzare il disegno come chiave, all’interno di un registro divulgativo classico, per offrire ai visitatori delle ‘incursioni’ diverse e creative. Il mio obiettivo, più specifico, era costruire immagini collocabili in un’ideale ‘terra di mezzo’ tra illustrazione e fumetto. Volevo che fossero utilizzate soluzioni compositive vicine all’illustrazione, ma fortemente affollate e vettorializzate fino a – perché no – alludere alla forma delle immagini-labirinto. Immagini dunque in cui fosse evidente una lieve costruzione drammaturgica (chiamatela anche ‘narrativa’), con elementi dotati di uno sviluppo reciproco comprensibile solo attraverso un percorso di ‘lettura’ da parte dello sguardo.

L'intervento di Eriadan

Inoltre, desideravo uno stile che non cadesse in due grandi trappole retoriche: né nell’umorismo o caricatura (il “vignettismo”), per evitare l’effetto “aneddottico” (del genere: facciamoci una risata sopra, tanto per… Ovvero: la scienza è una noia, e la sola soluzione è scherzare), né nel simbolismo più metaforico (chiamiamolo, per capirci, stile-Folon), per tenermi lontano dall’effetto di “poeticizzazione” (del genere: facciamo un bel volo pindarico. Ovvero: la scienza è una gran fatica, meglio volare oltre…).

Da queste considerazioni – e poco altro (i tempi) – è maturata la mia scelta: il “materialismo surreale” di Misesti, la passione tecnologica e l’energia grafica di Lrnz, l’antropocentrismo poetico di Eriadan. Tre ingredienti molto diversi. Tre personalità interessanti con cui dare corpo al progetto.
Mi fermo qua. Il risultato di questo lavoro è ormai visibile (e lo sarà ‘per sempre’, trattandosi di materiali inclusi tra le strutture permanenti della sezione, accanto a oggetti e macchinari) in via San Vittore, nella fresca sezione sotterranea del Museo. Se siete tra quei “turisti urbani leggendari” (esistono solo nei tg?) che passano l’estate milanese nei musei in cerca di aria fresca … ecco una proposta fumettologicamente poco comune. Poi mi direte.

L'intervento di Lrnz

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