La filiera del fumetto digitale (by Mauro Entrialgo)

Mauro Entrialgo è un bravo autore spagnolo. Chiamato da Casamerica – progetto di promozione culturale tra Spagna e Latinoamerica – è intervenuto sul tema delle trasformazioni digitali del fumetto.

Ha quindi provato a disegnare la filiera tradizionale ‘cartacea’:

In questo contesto, Entrialgo ha ricordato un punto molto caro – e molto ‘caldo’ – agli autori, non solo spagnoli.

Ovvero: qual è la ripartizione media delle revenue di un fumetto (a partire dal suo prezzo di vendita), tra autore, editore e distribuzione/vendita?

Sebbene sia discutibile mescolare insieme distribuzione e retail, il risultato è quello che vedete qua accanto.

Insomma: la classica posizione dell’autore-medio, 1/10 della ‘torta’ totale.

Entrialgo ha poi provato a schematizzare la nuova configurazione delle relazione tra gli attori principali della filiera. Una configurazione multipla, in cui convivono modelli diversi. In alcuni si tratta di una catena analoga a quella tradizionale (vedi Comixology,  AVE Comics o Graphic.ly), in altri ‘sparisce’ il ruolo del distributore/retail (vedi le apps di Marvel Comics, DC Comics, Disney Digicomics, Manolosantis…), e in altri ancora la disintermediazione è ‘totale’ (vedi il caso del mangaka Shuho Sato):

Tutta da rivedere, in questo nuovo contesto, la ripartizione degli introiti (Entrialgo avrebbe dovuto fare parecchi, troppi disegni e ‘torte’…).

Infine, la domanda: è corretta la visione di Entrialgo? Risposta secca? No.

Ci si dimentica troppo spesso, nel mercato dell’editoria digitale, della presenza e del ruolo dei nuovi intermediari. iTunes è il più noto di questi: tutto l’universo delle apps, per esempio, non è affatto una disintermediazione totale, perché il distributore/rivenditore non è affatto sparito, e si chiama Apple. In molti altri casi, inoltre, come le stesse apps DC o Marvel, di intermediario ce n’è un altro “di mezzo” che è lo sviluppatore (Comixology), che prende una percentuale sulle transazioni.

Ma se questi casi riguardano evidentemente il mercato per i device mobili, nel web non si può certo credere che lo scenario sia del tutto differente. In alcuni casi i nuovi intermediari sono i “vecchi” editori, in altri le piattaforme di e-commerce, in altri gli sviluppatori, e solo in pochi casi si può parlare di un “fai da te” che arriva a disintermediare tutta la catena (LesAutresGens, di cui abbiamo spesso parlato, è un piccolo tentativo in questa direzione).

Tra 10 giorni, a Lucca, parleremo di iPad, come sapete. Ma perché sia chiaro a tutti (ai miei ospiti ma anche agli autori, in cerca di nuove bussole per il futuro della professione): non è tempo di suonare la fanfara.

thanks to LacàrceldePapel

Anche DC Comics su iPad, iPhone e PSP

Ebbene sì, anche l’editore storico concorrente di Marvel ha lanciato la propria offerta digitale per iPhone, iPad, PSP, con un’applicazione ad hoc che assomiglia – e molto – a quella di casa Marvel. Il primo video ufficiale è qui:

Non mi dilungo in dettagli. Il comunicato ufficiale è qui. La principale innovazione? Un programma specifico per fumetterie, “Direct Market Affiliate Program“.

L’osservazione cui mi porta l’istinto, a caldo, non riguarda però i prodotti in sè, ma gli attori in campo. Ovvero: chi ha prodotto l’applicazione? ComiXology. La stessa società che ha in qualche modo fatto da apripista al mercato delle apps fumettistiche. Ma anche lo stesso sviluppatore che ha prodotto l’applicazione per conto di Marvel. E quindi?

Nell’ambiente apparentemente ‘disintermediato’ del fumetto digitale, iniziano a consolidarsi…nuovi intermediari. E nel futuro è possibile che il loro ruolo – le loro scelte e logiche, i loro vincoli e costi – crescerà di influenza, rendendo lo scenario della filiera fumettistica più complesso. E il caso di ComiXology è già molto interessante: da un lato sviluppa applicazioni per conto di DC o Marvel; dall’altro ne sviluppa per sè, e le utilizza per rivendere sia gli stessi identici prodotti (la iphone app di Comixology è tra le più scaricate) che molti altri, in una forma tutta nuova – per il fumetto – di concorrenza digitale. ComiXology da un lato fa il service, ma dall’altro è un player quasi dominante con una posizione analoga a quella di Diamond (principale distributore di fumetti in USA), quest’ultimo clamorosamente assente dal business digitale.

Per dirla breve: agli editori e distributori di fumetto serve un rapido aggiornamento strategico. O qualcun altro potrebbe occupare, pian piano, gli spazi lasciati ‘vuoti’ da imprese culturali dalla visione un po’ retrò (vedi anche alla voce: problemi di conversione al business digitale da parte dell’editoria dei quotidiani…).

Fumettonovela online (o del fumetto disintermediato)

Il 1° marzo debutta una piccola novità, per il mondo del fumetto online. Parte dalla Francia Les autres gens, la prima “fumettonovela” (bédénovela, dicono).

I contenuti in sè non sono sorprendenti: <<la storia seguirà quasi in tempo reale il percorso di una giovane donna che vince indirettamente al lotto. Una fiction piuttosto sociologica che toccherà tutti i temi, dalla politica al sesso, per offrire degli esempi un po’ caricaturali>>.

Più interessante, invece, la formula. Ogni giorno verrà pubblicato un episodio lungo fra le 30 e le 40 vignette – ovvero da 3 a 5 pagine – reso accessibile solo agli abbonati. Ebbene sì, abbonati paganti. Costo: dai 2 ai 3 € al mese. A proporre questo prodotto è direttamente un gruppo di autori (sceneggiatore Thomas Cadène, disegni di Bastien Vivès, Marion Montaigne, Aseyn, Erwann Surcouf, Tanxxx, Sébastien Vassant, Bandini, The Black Frog).

Due considerazioni.

La prima è che Les autres gens mostra come il fumetto online stia generando nuovi modelli di offerta, più complessi e articolati, che coinvolgono direttamente gli autori, spingendo per una disintermediazione sempre più evidente del ruolo dell’editore. Questi autori, giovani ma spesso anche già affermati, bypassano l’editore tradizionale, e propongono (vendono) i propri lavori direttamente al proprio pubblico, senza intermediari. Il caso più emblematico di questa tendenza è giapponese: Shuho Sato, autore di un manga bestseller come Say Hello to Black Jack, insoddisfatto delle vendite (il mercato del manga è ormai in crisi da 2 anni), e in polemica col trattamento delle major, ha deciso di mettere online le sue serie, offrendole a pagamento sul proprio sito a un mese dalla pubblicazione su rivista. Una disintermediazione per la verità non assoluta – il primo passaggio resta pur sempre su rivista – ma comunque simbolicamente dirompente, perché bypassa le altre piattaforme (tankobon e altri rilegati, ma anche il sito web del suo publisher). Immaginate un film che dopo la sala passasse al sito del regista, prima del passaggio alla tv premium, al web, alla tv generalista e all’home video… Goodbye, editori?

La seconda è che anche nel fumetto online emergono modelli di business differenti: contenuti originali, micropagamento e tariffa di abbonamento flat significano cose diverse, a seconda di chi formula l’offerta. E qui l’originalità di Les autres gens mi pare duplice. Da un lato perché è questione di quantità: 3 euro al mese per 120 tavole-mese circa (praticamente un fumetto Bonelli). Dall’altro lo è anche di qualità dell’offerta: un contenuto seriale. Se pensiamo a modelli di business ‘storici’ del fumetto oline (americano) di quasi dieci anni fa – siti di “strips seriali” come Modern Tales (che nel 2005 toccò 2000 abbonati mensili a 3$) – questo progetto francese pare presentarsi come proposta più ‘consona’ rispetto al rapporto tra valore economico e formula editoriale.

Funzionerà? Reggeranno il ritmo da mangaka i giovani autori? Riusciranno ad attrarre un numero sufficiente di abbonati? Troveranno anche un modello di relazione con la pubblicità? Dall’Europa, a tutt’oggi molto indietro nel fumetto digitale rispetto a USA e Giappone – un timido segnale di coraggio arriva dalle nuove generazioni, e in particolare dagli autori.

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