Salone del Mobile 2012: svuotafiles

Lo so, è iniziato il Salone del Mobile, ambiente ricco di stimoli e luogo di grandi opportunità per il linguaggio del fumetto, in grado di trasformare Milano in un delirante patchwork di cose & persone.

Avendo però poco tempo per visitare questa edizione, mi sono ricordato di avere accumulato diverse foto mai postate dall’edizione 2012. Lo faccio oggi. Partendo da una vetrina (in piazza Cadorna) che sembra uscita dritta dal festival di Angouleme:

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In Fiera, il meglio – fumettologicamente parlando – della scorsa edizione l’ho visto con la brillante autopresentazione da parte di Gruppo Sintesi: un vero e proprio fumetto che rivestiva le pareti esterne di un piccolo ‘villaggio’ in legno:

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Tra le sedie, ho notato una certa Gulp prodotta da Adrenalina:

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Immancabili i pezzi di arredo su licenza Sanrio, qui in versione bagni by Sanicro:

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Come sostengo da sempre, i balloon “arredano” un sacco – anche quando non servono a nulla:

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L’uso del fumetto in chiave “spiegone” para-infografico:

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Al Salone Satellite dello scorso anno, gli stessi pannelli indicatori degli stand erano a forma di balloons:

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Ma parliamo di prodotti e marchi importanti. Zanotta. Che in una breve rassegna stampa sulla sua leggendaria poltrona Sacco del 1968 non poteva non includere una menzione speciale. Quella, forse, di cui andare più fieri: essere inclusi in una sequenza dei Peanuts

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Sempre nel Salone Satellite, fiorivano citazioni pro giovani (designer) sottolineate da grafiche in stile balloon:

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Anche Gufram, marchio ultrapop, ha fatto ampio uso di balloons nell’allestimento 2012:

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Infine, una foto per tutte. Che riguarda l’uso più diffuso – e da sempre – del fumetto nei contesti di allestimenti d’interni. Chi con Tex, chi con Diabolik, chi con supereroi, e chi con Dylan Dog: “il fumetto arreda”. Non solo le nostre librerie:

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Buon Salone (e Fuorisalone) 2013.

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Lapo fumettòfilo

Pare un fatto. Non una notizia, magari. Ma oggi è venerdì.

E allora: casual friday con il servizio di Repubblica sulla casa di Lapo. Zeppa di nerdculture e popculture di matrice fumettistica, tra Superman, Batman, Spider-Man, Silver Surfer, Topolino, Paperino, Betty Boop (“aguzzate la vista”):

Salone del Mobile 2011: miscellanea

Dal punto di vista fumettologico, l’edizione del 2010 del Salone del Mobile di Milano – per chi la ricordasse – era stata davvero significativa. Ne era stato il simbolo Alessandro Mendini, la cui cultura fumettistica aveva segnato, come uno tra i suoi ingredienti distintivi, sia il Terzo allestimento del Museo del Design che l’avvio di una nuova stagione editoriale della rivista Domus, entrambi sotto la direzione del grande architetto e designer.

Quest’anno, invece, nulla di particolarmente rilevante, fumettologicamente parlando. Come sempre, però, una qualche presenza del fumetto, nel più importante evento internazionale dedicato al design, c’è stata. E allora, eccovi una rapida carrellata. Che per chi crede – come me – nel teorema Milano = Fumetto = Crepax, ha un inizio particolarmente fumettomeneghino.

Guido Crepax, infatti, è stato protagonista di un piccolo ma prezioso recupero storico da parte di Cottoveneto, azienda produttrice di ceramiche che ha esposto alcuni modelli originali dei “rivestimenti d’artista” realizzati negli anni ’80 dallo stesso Crepax:

Dal suo incontro nacque l’idea di trasporre il fumetto su formelle di ceramica bianca per rivestire pareti in modo assolutamente originale ed innovativo, come fossero fogli di carta per vignette d’autore, rubando istantanee ai suoi personaggi, in particolare a Valentina, icona della nostra epoca. Cottoveneto produsse così per un lungo periodo a partire dal 1986 la famosa serie “Guido Crepax” composta da piatti, piastrelle di piccolo formato e pannelli di varie misura in bianco e nero e a colori

Una sagoma di Spider-Man, in resina, prodotta da Gobbetto:

L’allestimento della Quarta edizione del Museo del Design – “Le fabbriche dei sogni”, curata da Alberto Alessi – è stato caratterizzato dai disegni di Marti Guixé:

Midj, produttore friulano di sedie e tavoli, ha presentato una serie di sedute e accessori progettati da Momaboma utilizzando vecchi fumetti come texture dei rivestimenti, in chiave vintage:

Estetica tra manga e pop art (all’acqua di rose) per il brand Modà di Di Liddo e Perego, costruttori di camere e spazi per ragazzi, che ha presentato un “comò delle meraviglie” ispirato ad Alice, ma in salsa manga:

Niente di eccitante, dunque. Eccetto il piacere meneghino di vedere le ‘storiche’ ceramiche firmate Crepax.

Ma l’installazione/marketta più divertente tra quelle del FuoriSalone, però, qualcosa di fumettòfilo lo aveva. E’ stata “Tron designs Corian“,  ovvero un’operazione di comunicazione che ha presentato prodotti di design (da tavoli e sedute a bagni e moto) ispirati al film Disney Tron Legacy, tutti realizzati con il celebre Corian creato dalla DuPont. Un tuffo nell’hi-tech condito di un bel tot di nostalgia anni ’80, tanto superficiale – letteralmente, visto il materiale – quanto piacevole:

[Salone del Mobile 2010] Design e disegno: Martì Guixé

Non sono certo pochi i designer che fanno del disegno uno dei propri tratti caratteristici. Al Salone di quest’anno, tra i più interessanti si è visto lo spagnolo Martì Guixé. I suoi lavori erano presenti in diversi spazi del Salone, legati a progetti per Alessi come per Saporiti e altri marchi.

Il progetto più articolato è stato quello con l’editore Corraini, che nel proprio spazio Corraini Montevideo ha presentato il libro Food Designing, dedicato alla sua ricerca in tema di food design, dall’Olive Atomic Snack alle I-cakes, dai Lunch Balls agli Sponsored Food.

La bella libreria-galleria ha inoltre dedicato una piccola mostra a Guixé, nella forma di una “bottega” con tutti i libri del catalogo Corraini e una selezione di alcuni oggetti progettati dal designer catalano: dagli ironici nastri adesivi Football tape alla pira portatile per accendere il fuoco in ogni momento, dall’arredamento per Book Design Space 2008 alle famose T-shirt “Ex-designer”.

[Salone del Mobile 2010] In libreria: Domus

Si è aperto oggi a Milano il Salone del Mobile 2010. E’ il più importante evento internazionale dedicato al design, amato e odiato dalla città per l’enorme quantità di visitatori che porta in 1 settimana, e per la bolgia creativa che si spalma lungo le centinaia di eventi della rete del Fuorisalone. <<E a noi?>> dirà qualche lettore di questo blog. Ebbene, sappiatelo: anche il fumetto gioca la sua partita, nel contesto ‘tritatutto’ di un evento che, senza alcun dubbio, è la principale vetrina dal made in Italy.

Dove e come è presente, il fumetto, nel Salone 2010? Nessuna occasione di presenza strutturale – lanci di prodotti o specifici eventi culturali – bensì un ruolo “laterale”, come ingrediente espressivo che passa per alcuni oggetti&progetti, stili&estetiche, artisti&creativi che al fumetto attingono, o che da esso provengono. Prodotti, negozi, musei, gallerie, installazioni, ma anche illustratori, grafici, designer impegnati – con esplicita consapevolezza per il linguaggio del fumetto – secondo un’idea di design diffuso che attinge anche alla Nona Arte per realizzare gli oggetti che abitano i nostri spazi e le nostre vite.

Iniziamo dunque, da oggi e fino a domenica, una rassegna quotidiana di casi di interesse fumettistico tratti dal Salone 2010. Il gran finale – diciamo – sarà per domenica (no: non vi anticipo il tema del post). In questi giorni parleremo di librerie, bagni, cucine, mobili e complementi d’arredo per la casa, e vedremo disegnatori, artisti, designer, illustratori i cui lavori gravitano intorno al design. Perché raccontare la presenza del fumetto nel nostro tempo non può ridursi ai resoconti dei “festival fumettistici” – e perché in fondo, per tutti i suoi lettori, il fumetto è qualcosa che appartiene alla vita di tutti i giorni : un oggetto di design per il (nostro) quotidiano.

Cominciano oggi, partendo – in tono ‘minore’ – da un piccolo oggetto. Se pensiamo alle abitazioni dei lettori di fumetto, invase da librerie e piene di oggetti editoriali, capirete perché partire da qui: da una rivista. Non una rivista qualsiasi, però, bensì la più antica, nobile e diffusa tra quelle che si occupano di design&architettura, la milanese (bilingue italiano/inglese) Domus. Dal numero in edicola in questi giorni, Domus si rinnova e, come sempre, chiama alla direzione uno dei maggiori architetti viventi. Questa volta si tratta di Alessandro Mendini, architetto e designer italiano lontano dalla figura dell’archistar, eppure apprezzato in tutto il mondo per il gusto eclettico, l’autentica curiosità e un’inesausta vitalità pop. Mendini aveva già diretto Domus circa 30 anni fa, abbandonandola nel 1985 dopo un duro scontro culturale con l’editore dell’epoca. Tra le più belle parole di questo architetto amante del disegno, ricordo queste, tratte proprio dal suo polemico congedo dell’85:

Credo sempre di più che si debba “disegnare” invece che “progettare”. Disegnare vuole dire, semplicemente, emettere dei segni, svolgere un libero e continuo movimento del pensiero visivo. Il disegno è una cosa molto diversa dal progetto, perché non comporta ipotesi di previsione, di organizzazione e di uso. Anche l’architettura o l’oggetto tridimensionale possono essere intesi come disegno, come pittura, come attrezzo scenografico, come pura quinta visiva

Per il suo ritorno a Domus – resterà solo un anno – Mendini ha scelto un tema interessante e quasi controintuitivo: “La Nuova Utopia”. Ma al di là delle questioni di “cultura del progetto”, mi interessa fare notare alcuni statement fumettistici piuttosto “forti”. Il primo è in copertina: Mendini ha chiesto al fumettista e illustratore Lorenzo Mattotti di disegnare un ritratto di Tomas Maldonado, storico docente del Politecnico e teorico del design tra i più influenti della storia italiana.

Il secondo è che al centro della rivista – le 4 pagine che costituiscono il ‘quaderno centrale’ con il colophon, il “timone disegnato” da Mendini, e il breve “diario” mensile del direttore – la 4a pagina è interamente dedicata a un grande ritratto della Torre Velasca realizzata dal fumettista Paolo Bacilieri:

Infine, le pagine interne dedicate a un breve intervento teorico di Emilio Ambasz, sono corredate da illustrazioni del fumettista David B., tratte dal suo recente Journal d’Italie.

Insomma: Mendini imprime a Domus, l’ammiragilia dell’architettura internazionale, una nuova forza creativa che mette in risonanza design, fumetto, spazi e ambienti architettonici.

Buona lettura di Domus, dunque.

Da domani, qui si abbandona del tutto la “carta” e si prende il largo – fumettologicamente – per il mare del design. Venite a farvi un giro?

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