Il reboot DC Comics in un’immagine

Al ritorno dalla vacanze, i lettori di fumetto seriale americano si troveranno di fronte alla vasta e complessa operazione di “rilancio” – in parte reboot, in parte restyling – di gran parte delle testate dell’editore DC Comics.

Tra fine agosto e inizio settembre, oltre 50 serie mensili pubblicate da DC Comics saranno infatti riportate a zero: ripartiranno nella numerazione dal numero uno.

Al di là delle ragioni strategiche ed editoriali dell’iniziativa, il difficile – o il bello, fate voi – è capire quale fisionomia assumerà il complicato multiverso DC, fatto di relazioni tra testate e characters che, naturalmente, ne usciranno profondamente messe in discussione.

Si è capito che al centro del nuovo assetto del multiverso DC ci sarà il super-gruppo Justice League (tattica di controprogrammazione verso il film tratto dai Vendicatori Marvel, blockbuster annunciato?). E altre cose. Ma siccome sono troppe, qualcuno si è premurato di fare una sintesi:

via Bleedingcool

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Anche DC Comics su iPad, iPhone e PSP

Ebbene sì, anche l’editore storico concorrente di Marvel ha lanciato la propria offerta digitale per iPhone, iPad, PSP, con un’applicazione ad hoc che assomiglia – e molto – a quella di casa Marvel. Il primo video ufficiale è qui:

Non mi dilungo in dettagli. Il comunicato ufficiale è qui. La principale innovazione? Un programma specifico per fumetterie, “Direct Market Affiliate Program“.

L’osservazione cui mi porta l’istinto, a caldo, non riguarda però i prodotti in sè, ma gli attori in campo. Ovvero: chi ha prodotto l’applicazione? ComiXology. La stessa società che ha in qualche modo fatto da apripista al mercato delle apps fumettistiche. Ma anche lo stesso sviluppatore che ha prodotto l’applicazione per conto di Marvel. E quindi?

Nell’ambiente apparentemente ‘disintermediato’ del fumetto digitale, iniziano a consolidarsi…nuovi intermediari. E nel futuro è possibile che il loro ruolo – le loro scelte e logiche, i loro vincoli e costi – crescerà di influenza, rendendo lo scenario della filiera fumettistica più complesso. E il caso di ComiXology è già molto interessante: da un lato sviluppa applicazioni per conto di DC o Marvel; dall’altro ne sviluppa per sè, e le utilizza per rivendere sia gli stessi identici prodotti (la iphone app di Comixology è tra le più scaricate) che molti altri, in una forma tutta nuova – per il fumetto – di concorrenza digitale. ComiXology da un lato fa il service, ma dall’altro è un player quasi dominante con una posizione analoga a quella di Diamond (principale distributore di fumetti in USA), quest’ultimo clamorosamente assente dal business digitale.

Per dirla breve: agli editori e distributori di fumetto serve un rapido aggiornamento strategico. O qualcun altro potrebbe occupare, pian piano, gli spazi lasciati ‘vuoti’ da imprese culturali dalla visione un po’ retrò (vedi anche alla voce: problemi di conversione al business digitale da parte dell’editoria dei quotidiani…).

San Francisco Panorama versus Wednesday Comics

Ritorno a casa con sorpresa: è arrivato San Francisco Panorama.

Si tratta di un esperimento editoriale – molto atteso e chiacchierato da giornalisti, graphic designer etc. – di “quotidiano ideale” ai tempi di Internet. Per contestare i discorsi sul “superamento” della carta stampata, come tecnologia e come modello culturale, la pimpante McSweeney’s di Dave Eggers si è lanciata per mesi nella realizzazione di questo oggetto folle, spettacolare, snob, vitale, futile, strategico. Una serie di coraggiose inchieste, una best list del miglior giornalismo letterario, un divertissement di design editoriale megalomane. Il risultato è un esperimento iperrealistico e insieme artificioso: il sontuoso ‘plastico’ di un grande giornale (im)possibile.

Dieci dorsi, due magazine, un poster, uno sciccosissimo gadgettino (paper toy). La testata è disegnata da Daniel Clowes. Fumettologicamente parlando, uno dei dorsi è interamente dedicato ai comics. Nello stile delle classiche Sunday Comics Pages. Autori: Art Spiegelman, Chris Ware, Daniel Clowes, Seth, Jessica Abel, Adrian Tomine, Kim Dietch, Erik Larsen, Gene Yang, Ivan Brunetti, Alison Bechdel, Gabrielle Bell, Keith Knight, Jon Adams, Michael Capozzola, Ian Huebert.

Qualche mese fa, un oggetto simile è stato pubblicato dalla major DC Comics: Wednesday Comics.

Anche qui si tratta di un progetto che recupera il formato delle Sunday Pages, sviluppato però come serie di 12 uscite settimanali, e con l’accorgimento di una piegatura ‘doppia’ per veicolarlo anche nel formato comic book. Autori: Paul Pope, Brian Azzarello e Eduardo Risso, Neil Gaiman e Michael Allred, Dave Bullock e Vinton Heuck, Walter Simonson e Brian Stelfreeze, Karl Kerschl e Brenden Fletcher, Kurt Busiek e Joe Quinones, Kyle Baker, Dave Gibbons e Ryan Sook, Dan DiDio e Jose Luis Garcia-Lopez e Kevin Nowlan, Adam Kubert e Joe Kubert, Jimmy Palmiotti e Amanda Conner, John Arcudi e Lee Bermejo, Eddie Berganza e Sean Galloway, Ben Caldwell.

Tre osservazioni:

– mi pare che il fumetto, a lungo “arte senza memoria“, dimostri anche attraverso queste esperienze una fase di nuova consapevolezza sulla propria identità storica. Un percorso fatto anche di specificità tecnologiche, di design, di distribuzione, di tempi della serialità, ecc ecc. Certo c’è anche una componente di moda: la nascita di una nuova vintage culture fumettistica. Una quasi-novità, almeno in forme così evidenti, se pensiamo a come essa era un tempo mascherata dalla forza (di matrice collezionistica) della nostalgia, cifra dominante della memoria fumettologica per decenni. Moda o meno, il dato resta: il lavoro sulla memoria del medium è uno grandi dei temi, per la cultura fumettistica anni 2000.

– in termini di design grafico, ma soprattutto di format editoriale, il tentativo di DC Comics pare molto più artificioso di quello di McSweeney’s: i fumetti somigliano poco alle sunday pages d’antan (che riarticolavano il formato daily strip ‘originario’), e paiono piuttosto normali pagine di comic book, semplicemente autoconclusive. Paradossalmente, Wednsday Comics ha lo stesso problema della antologia di ricerca e arty Kramers Ergot n.7, in cui l’ispirazione al formato delle Sundays produce effetti di gigantismo spesso futili e artisticamente ingiustificati.

– le storie? Spiegelman, artista dannatamente appassionato della storia del mezzo, batte tutti con una storiella un po’ meta-fumettistica che ne racconta anche lo spirito. La major Wednsday Comics enfatizza più la dimensione visiva, mentre SF Panorama mi pare badare più al plot. La major che guarda al lato artistico, l’editore di nicchia che bada al sodo e al buon intrattenimento. Potremmo persino stupirci. O forse no: sono i paradossi della memoria.

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