Italieni: Reviati in Francia (premiato)

Gennaio è il mese del festival di Angouleme, e purtroppo nessun italiano correrà quest’anno per un premio nella Selection Officielle (l’anno scorso vinse Manuele Fior – mettiamola così: quest’anno “si salta un giro”).

Nel frattempo, però, un autore italiano ha conquistato un altro premio: quello attribuito dalla rivista dBD, il principale magazine francese dedicato a prebubblicazione e informazione sul fumetto.

Un premio ‘minore’, certamente, ma pur sempre un segnale. Congratulazioni dunque a Davide Reviati, miglior libro straniero per il suo Etat de veille (in Italia: Morti di sonno, Coconino Press):

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ZeroGuide 2012, si parte

Si avvicina dicembre: è tempo di ZeroGuide. Dichiaro quindi ufficialmente riaperto il tumblr ufficiale. Che da qui all’uscita dicembrina gennarina di febbraio (eh già: quest’anno abbiamo cambiato un po’) riprende a postare alcune anticipazioni dall’edizione 2012 delle “guide urbane illustrate” prodotte da Zero con il quipresente. Ovvero illustrazioni, testi, informazioni, appuntamenti e qualche ameno concorsino.

E si inizia così:

E’ quindi tempo di “fare i nomi” dei fumettisti coinvolti quest’anno. Alla plancia comandi delle ZeroGuide 2012: Hurricane Ivan, Vincenzo Filosa, Sergio Ponchione, Lise&Talami, Davide Reviati.

Insomma: come sempre, spero proprio vi piaceranno, queste ZeroGuide 2012.

Italieni: Reviati in Francia

Uno dei più intensi graphic novel italiani del decennio è certamente stato Morti di sonno di Davide Reviati. Pubblicato in Francia pochi mesi fa da Casterman nella prestigiosa collana Ecritures, pare stia andando piuttosto bene, a giudicare dal tam tam critico che lo accompagna da settimane.

Tra gli altri, ne hanno parlato:

LeMonde, che ha evidenziato dettagli come “le partite di calcio senza fine, che il tratto di Reviati trasforma in coreografie indiavolate”, ha fatto paragoni con Baru e Baudoin:

Il y a évidemment un peu de Baru dans cette plongée au coeur de la culture ouvrière. On pense également à Edmond Baudoin pour la mélancolie graphique qui en émane. Celle-ci atteint son paroxysme à la fin du livre, quand le narrateur, devenu adulte, explique qu’il n’a jamais osé quitter son quartier. Ni les odeurs de punaise écrasée qui, tel un symbole, flottent toujours dans l’air

Télérama ha invece apprezzato come il suo libro si tenga lontano da toni di denuncia o rivendicazione:

Sans jamais perdre le fil d’un réalisme quotidien qui fond insouciance et gravité en un noir et blanc à vif, très expressif, Davide Reviati se garde d’un quelconque réquisitoire. Mais il achemine ses protagonistes vers l’âge adulte et l’échec avec une étourdissante maîtrise

Anche BoDoi associa Reviati a Baudoin, Gipi e Baru, sottolineandone il “realismo poetico”. BdZoom ci vede invece un tratto tra Baru e Mattotti, e parla di un “senso del gesto (sportivo) che suscita ammirazione”.

ActuaBd, infine, ne sottolinea lo “stile fatto di spirali di tratti, che rende molto tangibile l’inquietudine sui volti dei bambini”, e si lancia in una tesi sul fumetto italiano contemporaneo:

Etat de veille è quel genere di fumetto sociale, assai ancorato al reale, come l’Italia ce sta offrendo di eccellenti da ormai un decennio.

 

Foto: (c) armitiere

Best Fumetti 2009: LoSpazioBianco

Ogni anno, il webmagazine LoSpazioBianco chiama a raccolta la propria redazione + un tot di critici per esprimersi sul tema “Migliori fumetti dell’anno”. Un gioco semiserio, come tutte le playlist. Semiserio anche perché, tra Spazio Bianco e Fumo di China (l’altra principale testata, fra quellle che da anni offrono una simile best of the year), pare si faccia a gara chi arriva più tardi rispetto ai tempi dell’informazione… Comunque sia, un gioco divertente, cui mi presto volentieri in compagnia di tante persone che stimo.

La Top 10 2010 è online da oggi. Se ne chiacchiererà dal vivo, tra critici, giornalisti – e con il “guest” Davide Reviati, autore dell’opera italiana più votata dell’anno – al prossimo Festival Bilbolbul, questo weekend.

Qui la mia selezione:

1) Jimmy Corrigan, il ragazzo più in gamba sulla Terra di Chris Ware (Mondadori)
Ambientata a Chicago nell’arco di tre generazioni, è la storia di un impiegato qualunque che prova a riconciliarsi col padre, fallendo tragicamente. Autore funambolico e progettista ‘assoluto’ alla Kubrick, Chris Ware insegue una perfezione grafica del fumetto – figurativa tipografica, e persino cartotecnica – che rende la lettura un’esperienza vertiginosa. Un fumetto come opera grafica totale, strumento plastico per imprigionare i personaggi disegnati in miserabili esistenze.

2) La guerra di Alan 2 di Emmanuel Guibert (Coconino)
Asciutto e commovente, restituisce in fumetto le memorie di guerra di un eroe qualunque, raccolte dall’autore. In questo volume si passa dall’addestramento all’esperienza bellica in Europa del giovane militare, tra momenti di calma e incursioni nel terrore più acuto. Un percorso di formazione che mette al centro l’umanità dello sguardo, raggiungendo risultati di disarmante grandezza.

3) La signorina Else di Manuele Fior (Coconino)
Un adattamento visivamente seducente di un racconto di Arthur Schnitzler, racconta l’ipocrisia della decadente borghesia europea ai primi del Novecento. Il tono degli acquerelli mescola il registro più dolce dell’Art Nouveau (Toulouse-Lautrec o Bonnard) con la sofisticata inquietudine della Secessione viennese (Klimt o Schiele). Un lavoro di straordinaria atmosfera e maestria cromatica.

4) Morti di sonno di Davide Reviati (Coconino)
I dolori della crescita di un dodicenne, tra interminabili partite di calcio, la comparsa dell’eroina e l’ombra del petrolchimico, in “un’estate lunga dieci anni” di fine anni Settanta. Uno splendido e dolente lavoro sulla qualità della memoria.

5) Macanudo 1 e 2 di Liniers (Double Shot)
Tra le più belle daily strip del decennio, Macanudo non ha un protagonista, ma una stramba galleria di personaggi ricorrenti, alternati a gag che sono pure invenzioni visive. L’umorismo brillante e la vena fantastica scoppiettante trovano una splendida sintesi in meta-sequenze che sfondano, con rinfrescante meraviglia, il muro tra le vignette e il lettore.

6) Il mio bimbo di Oliver Schrauwen (Comma 22)
La disturbante storia di uno scherzo della natura, consegnato dalla morte della madre a un padre che si dedica a condurlo all’età adulta, non senza avergli insegnato le basi del golf, della storia della pittura o delle scienze naturali. Una sorprendente esperienza di poesia visiva, disegnata magistralmente in toni retro’ che richiamano Winsor McCay e insieme l’estetica dell’arte primitiva.

7) Apocalypso! di Tuono Pettinato (Coniglio Editore)
L’autore italiano più divertente dai tempi di Leo Ortolani è un parodista nato, che satireggia con l’attualità o la cultura pop, passando per gli aristi futuristi, i supereroi o i personaggi del Corrierino. Nelle sue “vite d’artista” – più divertente di Ivan Brunetti – Tuono offre la sintesi migliore: un misto infantile-ma-crudo tra Johnny Ryan e James Kochalka, con grande senso della lingua e toni retro’ da “racconto morale”, per raccontare le peripezie di personaggi terribilmente inetti.

8 ) Il gusto del cloro di Bastien Vivès (Black Velvet)
In piscina, un ragazzo e una ragazza. Un incontro, gesti, e qualcosa di non detto che sembra scattare tra i due. Un catalogo di piccoli slittamenti progressivi – routines, sguardi, piccoli scambi, attese – a comporre la sensazione di estasi&stupore per eccellenza: l’inizio di un amore.

9) Le avventure di Spirou e Fantasio: Il diario di un ingenuo di Emile Bravo (Planeta DeAgostini)
Bravo applica a Spirou la ricetta del “racconto delle origini” e crea una sorta di prequel della prima avventura del giovane portiere d’albergo. L’ingenuità di Spirou si intreccia con la storia politica del 1939, avvicinando il ‘revisionismo’ di Bravo a un Forrest Gump senza la medesima ansia da performance. Il risultato è un felice labour of love sull’intera traiettoria del fumetto francobelga.

10) Sabato tregua di Andrea Bruno (Canicola)
Il lato oscuro della provincia (italiana). Lontano dal vitalismo di un Gipi o un Baru, Bruno racconta la periferia deindustrializzata da una prospettiva nichilista. Questo lavoro è un libro gigantesco (29×42) che offre il supporto migliore per apprezzare una delle più potenti visioni del bianco e nero nel fumetto contemporaneo. Macchie di inchiostro nero come tracce di disperazione, grondanti nello spazio bianco, che reimmaginano una società ipnotizzata dai suoi resti.

E per la categoria “Menzione Storica”:

1 Don Chisciotte, di Lino Landolfi (Nicola Pesce)
2 La Fenice (voll. 11 e 12), di Osamu Tezuka (Hazard)
3 Shakespeare, di Gianni De Luca (Mondadori)

Special content: nella videogallery, una canzone della band tedesca Banana Fishbones, dedicata a Jimmy Corrigan, ‘vincitore’ della Top 10 di LSB.

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