Due progetti crowdfunded

Niente di più e niente di meno: due segnalazioni.

La prima è per Mr. Like. Una serie in animazione surreale e disturbante che mette a tema un’idea squinternata: narrare la vita di un disabile ipercontemporaneo, nato “con una mano col pollice alto al posto del braccio sinistro” (QUEL pollice). Disegnata con quelle texture policrome con cui Giacomo Nanni, ormai stabilmente parigino e associatosi a Massimo Colella (altro fumettòfilo expatriate), prosegue la sua strada di una linea retro’ – da incisore – con colori sempre più psichedelici.

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La seconda è per la versione cartacea di Mammaiuto. Ovvero, il magazine di fumetti online (rigorosamente italiani) più interessante degli ultimi tempi. Che cerca finanziamenti per produrre i libri che raccolgono i lavori di due autori davvero (molto) promettenti: Lorenzo Palloni e Claudia Razzoli.

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Il 2012 del crowdfunding fumettistico

Numeri notevoli, quelli generati dal fumetto su Kickstarter nel 2012. Cioè questi:

  • 1,170 progetti proposti
  • 542 progetti finanziati
  • ovvero: il 46.3%, cioè la 5a categoria (di 12) con il migliore success rate

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Totale rastrellato dalla categoria Comics? Quasi 8 mln e mezzo di $ (8.482.598).

E ben 35 sono i progetti che hanno raccolto 50.000 dollari o più.

I primi della classe:

  • Order of the Stick – 1.25 milioni di $
  • Penny Arcade – 528.000 $
  • Twokinds – 197.000 $
  • Leaving Megalopolis – 117.000$
  • Cyberforce – 117.000 $
  • Sullivan’s Sluggers – 97.000 $
  • Fairy Quest – 95.000 $

Come si dice in questi casi, numeri da capogiro. Soprattutto se pensiamo al fatto che già un anno fa, nel solo primo trimestre, Kickstarter aveva toccato cifre tali da renderlo comparabile ai primi 3 editori di fumetto negli Stati Uniti.

Ma nel mercato del crowdfunding fumettistico non c’è solo Kickstarter, sebbene gli altri attori non generino cifre comparabili. Negli USA, l’altra piattaforma significativa è IndieGoGo. Che ha vissuto anch’esso un 2012 di netta crescita complessiva, raccogliendo anche numerosi progetti fumettistici, il cui più finanziato è stato:

Romantically Apocalyptic – 51.000 $

Ma c’è anche un’ulteriore sorpresa: il secondo fumetto più finanziato su IndieGoGo è italiano. E’ firmato Sara Lando – illustre sconosciuta -, si intitola Magpies, ed ha rastrellato 30.000 $.

Insomma, il 2012 è stato l’anno del crowdfunding. Anche per il fumetto. Il che pone almeno due quesiti. Il 2013 riuscirà a battere questi record? E soprattutto: riusciranno mai ad affacciarsi buoni progetti italiani?

Altri dettagli: Publisher Weekly

 

Fumettofundraising, tra vendetta e filantropia

Dopo ormai un paio di anni di – non pochi – casi di successo, il modello del crowdfunding applicato al fumetto (vedasi tag) sembra offrire nuove opportunità. Di recente, infatti, il webcomic The Oatmeal ha sollevato un nuovo aspetto della questione: se un fumetto ha una consistente e provata capacità di fundraising, è possibile sfruttare questa credibilità per scopi diversi dal proprio auto-finanziamento?

La risposta di Matthew Inman, l’autore, è sì. E l’episodio è il seguente.

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Circa un anno fa, Inman scrisse un post irritato prendendosela con il sito Funnyjunk, un aggregatore umoristico, accusandone il modello di business parassitario: postare immagini e video altrui, rivendendo i propri spazi a inserzionisti pubblicitari.

Funnyjunk rispose con la lettera di un avvocato che comunicava una denuncia per diffamazione, e richiedeva a Inman 20.000 dollari di danni.

La reazione di Inman fu niente male. Un nuovo post di dura, divertente e sfacciata controdifesa. E il lancio di una campagna di fundraising online su IndieGoGo, BearLove Good, Cancer Bad, dallo scopo dichiarato:

Mi metterò a cercare e a raccogliere 20.000 dollari in donazioni.

Farò una foto di quei soldi raccolti.

Ti spedirò quella foto, insieme a un disegno di tua madre mentre seduce un orso Kodiak

Piglierò quei soldi e ne donerò una metà alla National Wildlife Federation e l’altra metà all’American Cancer Society

I 20.000 dolari vennero raccolti in una sola ora. E la cifra finale, in due settimane, fu di 11 volte tanto: 220.000 dollari. Quel che si dice una vittoria schiacciante. Inclusa umiliazione dell’avversario con dito medio, e uscita con stile.

Ma non è finita qui. Mesi dopo, Inman lanciò una nuova campagna. Niente più auto-difesa, niente più vendette. La sua proposta era finanziare la nascita di un museo dedicato a Nikola Tesla. Obiettivo: 850.000 $. Risultato raggiunto: 1.370.000 $.

Come ha raccontato al magazine online di Fast Company Co.Exist, Inman pensava già da tempo di realizzare progetti collaborativi con soggetti del no-profit. E alla fine c’è riuscito. Riuscendo anche a fare un ottimo esempio, ammettendo quanto fosse cambiata la sua opinione su Bill Gates: dal disprezzo per l’imprenditore, alla stima per il filantropo.

Le vie della filantropia sono infinite? Dall’ira e dall’odio possono nascere generosità e solidarietà? Il fumetto online può generare grandi campagne orientate al sociale? Tre domande che, devo ammetterlo, non avrei mai pensato di poter mettere in fila insieme.

Sorpresa: la nuova major del graphic novel è un sito

Non è la prima volta che su questo blog si parla di Kickstarter. Ma tocca ritornarci. Perché secondo una recente analisi, nell’ultimo anno potrebbe essere successo qualcosa di imprevedibile, almeno fino a poco tempo fa: i graphic novel pubblicati via Kickstarter generano un fatturato tale da porre la piattaforma di crowdfunding al secondo posto nel segmento, dopo Marvel e prima di DC Comics.

L’analisi di Todd Allen per Publisher Weekly è qualcosa di meno di un report, ma qualcosa di più di una provocazione. Come riconosce lo stesso Allen, comparare i dati delle vendite lorde degli editori USA (calcolate basandosi sul rapporto tra prezzo di copertina e ordinativi dei ‘top 300′ tramite il distributore Diamond) con l’ammontare dei progetti finanziati via Kickstarter, è un po’ mettere assieme le mele con le pere. Un esercizio rischioso non solo per la parzialità dei dati Diamond, ma anche a causa della difficile distinzione tra graphic novel e ‘albi’ (complicata da farsi, su Kickstarter).

Da questo primo livello di analisi, il periodo febbraio/aprile 2012 produce secondo Allen le seguenti cifre:

1.   Marvel, $6,911,068.88
2.   DC, $4,296,916.96
3.   Image, $2,976,007.95
4.   Kickstarter, $2,209,342.00
5.   Dark Horse $1,061,354.83

Prendendo per buona – quantomeno come indicazione di massima – la base dati, Allen tenta anche un secondo livello di analisi: ripulendo le cifre dalle differenti commissioni trattenute da Diamond (in media, e al massimo, è il 60%) e da Kickstarter (in media, anche qui al massimo, il 10%), ne esce una nuova classifica dei primi cinque editori nel segmento graphic novel. Ovvero questa:

1.   Marvel, $2,764,427.55
2.   Kickstarter, $1,988,407.80
3.   DC, $1,718,766.78
4.   Image, $1,190,403.18
5.   Dark Horse $424,541.93

In definitiva, l’analisi è imprecisa perché non tiene conto di fattori importanti (lo sconto che Diamond offre alle major; le vendite oltre i top 300; le vendite non-Diamond), e ritengo pressoché certo che DC e Image generino numeri complessivamente più alti di Kickstarter. Ma la tendenza è chiara. E il dado è tratto: tra i maggiori produttori di fumetto [nota: Comixology non fa produzione] negli Stati Uniti c’è ormai un sito di crowdfunding.

Omini stilizzati da 1 milione di $

L’autore del fumetto online The Order of the Stick, Rich Burlew, è riuscito a stabilire un record strabiliante: per la ristampa di una delle raccolte cartacee del suo webcomic, ha raccolto in un mese ben 1.254.120 dollari, attraverso la piattaforma di crowdfunding online Kickstarter.

A dir poco sorpreso – lui come noi – Burlew ha sintetizzato l’esperienza in un disegno:

Di questo “piccolo” (con enfasi sulle virgolette) episodio, mentre ero ancora a bocca aperta, ho scritto sull’altro blog.

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