1sF: Corto e Marianne

Proseguiamo con gli acquisti di 1 settimana in Francia, questa volta con un numero speciale estivo di uno dei newsmagazine più tipicamente francesi: il nazional-provocatore e “centrista rivoluzionario” Marianne. Che ha pensato bene di pubblicare un volume interamente dedicato a Corto Maltese, utilizzato come strumento / scusa per proporre una serie di articoli di apprfondimento storico e quasi-racconti di viaggio, seguendo il filo rosso dei viaggi di Corto.

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Corto Maltese come marketing del turismo (francese)

Pare che la regione della Charente, celebre per le sue campagne, vini e liquori, non sia nota abbastanza per generare un’editoria di guide turistiche paragonabile ad altre zone di Francia. Ma i tempi cambiano (come sa bene l’Ente del Turismo Francese), e la stampa locale ha dato ampio risalto all’uscita della prima guida “interamente” dedicata alla Charente.

Dettaglio: cosa c’è in copertina? Una statua di Corto Maltese con, sullo sfondo, la facciata del museo del fumetto di Angouleme. Il Corto Maltese sulla passerella fluviale di cui alla Cité vanno (giustamente) piuttosto fieri.

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Corto Maltese, invece che al Veneto (o a Malta…) fa pubblicità alla Charente. C’est la vie.

Quiz per le vostre prossime vacanze da quelle parti: quanti altri viaggiatori si aggiungeranno a quelli (già numerosi) convinti che Pratt sia francese?

Corto Maltese by Sergio Bonelli (e un ricordo di squadra)

Un’immagine che risale al volume Dedicated to Corto Maltese (Editori del Grifo, 1981), della cui esistenza mi ero dimenticato, e che ho ritrovato nel recente Almanacco dell’Avventura 2013 – “Speciale Sergio Bonelli”. Sergio Bonelli che disegna di suo pugno Corto Maltese:

Un gesto artisticamente irrilevante, certo, ma affettivamente significativo. Una presenza tutt’altro che casuale in questo Almanacco, che offre una curata selezione di materiali e aneddoti compilati dalla redazione. Un gruppo di persone che ha saputo costruire un ricordo ” di squadra” a mio avviso riuscito. Ovvero: semplice, documentato, nostalgico, curioso, chiaro, editorialmente coerente con lo spirito degli stessi prodotti del (ri)fondatore.

Un volumetto non troppo originale (con le gag di Mister Bo a costituire il punto più debole). Eppure una pubblicazione mai banale (con i ricordi del compagno di viaggi Alfredo Coppa, e le esplorazioni della sua libreria/mediateca, a costituire i momenti più affascinanti). In fondo, è ancora questa la forza della modernizzazione ben temperata di casa Bonelli.

Corto, Mafalda, Tezuka: la danza continua

Quando un paio di anni fa, ad Angouleme, mi trovai ad assistere agli spettacoli di danza della Compagnie ECO, ispirati ad alcuni fumetti, l’operazione sembrò un caso più unico che raro, riuscito quanto eccentrico. Eppure, seguendo le cronache, osservo ben tre casi analoghi nelle ultime settimane, il terzo dei quali è una produzione spettacolare e – sulla carta – di enorme interesse.

1- uno spettacolo dedicato alla Mafalda di Quino, nuova tappa del progetto BDANSE della stessa Compagnie ECO (in Francia, a Biarritz e Créteil;  e nel 2012 anche ad a Amiens e Parigi)

2- uno spettacolo dedicato a Corto Maltese, andato in scena a Merate (Lecco), creato dalla compagnia Arearea e intitolato “Ballata”. Che scopro essere in realtà la più recente tappa di una coreografia creata nel 2009:

3- ma soprattutto leggo di uno spettacolo dedicato nientepopodimeno che a Tezuka Osamu, il padre del manga moderno. Si tratta di un’opera creata dal coreografo belga Sidi Larbi Cherkaoui, per le musiche di Nitin Sawhney, intitolata semplicemente “Tezuka”, la cui prima è andata in scena al Sadler’s Wells di Londra un mese fa. Questo lavoro (sul Guardian un articolo e una recensione) entra ora in un tour mondiale che lo porterà da Singapore a Tokyo, dalla Germania alla Francia. E sarà in scena per due serate anche all’Auditorium di Roma, il prossimo 6-7 febbraio. La qualità della produzione è evidente dai materiali che potete trovare in rete, ovvero un blog e diversi video.

Qui uno spot belga:

Qui un’intervista al coreografo:

Da parte mia, cercherò sicuramente di vedere questo Tezuka a Roma.

Però intanto sollevo una domanda: vista la crescente quantità e consistenza produttiva degli spettacoli di danza fumettistica, si può parlare di vera e propria tendenza, o di una moda?

D’altro canto, il fenomeno pare trovare qualche sponda proprio nel fumetto, con un libro come Polina di Bastien Vivès (Black Velvet). E per certi versi anche in un progetto – finanziato via Kickstarter un anno fa – come quello di animare la celebre serie di cartoons, protagonista una ballerina, firmata per il Village Voice dal maestro Jules Feiffer ormai quasi 50 anni fa.

Non ho risposte, e anzi posso solo provare a rilanciare con nuove domande:

  • la danza odierna guarda spesso al fumetto, per la sua forza nel rappresentare corpo e movimento: perché non lo ha fatto prima – e intendo non 100 o 50 anni fa, ma negli ultimi due decenni?
  • c’è un ruolo, e quale, dei media digitali (con la loro virtualizzazione spaziale di gesti e corpi in movimento) in questo “ritorno al fumetto” come risorsa per la danza?
  • tutto questo, moda o tendenza che sia, ci potrà aiutare in qualche modo a riscoprire (oltre allo splendido gioiello di Feiffer) e riflettere sul rapporto profondo tra corpo e fumetto?

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Intanto, magari, balliamoci sopra.

Se Corto Maltese scende in campo (sotto l’ufficio)

Avevate dubbi sul ruolo giocato dal fumetto alle ultime elezioni?

Da diversi giorni, sotto il mio ufficio in università, campeggiano i simboli della campagna elettorale più fumettologica di tutta Milano. Alle elezioni di Ateneo in Cattolica si è presentata la lista sostenuta da uno ‘storico’ gruppo politico universitario (ero studente quando nacque), la Comunità Antagonista Padana. E sono proprio riusciti a farmi strabuzzare gli occhi, con queste:

Oh, c’è anche un video:

Il loro programma elettorale? Questo.

Con tanti saluti a Hugo Pratt.

PS Grazie per le foto, francesca

UPDATE: nella dashboard, dopo 2 ore, già compare la keyword agognata: “fumetti leghisti”. Strabuzzo, “e sono nel vuoto”.

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