Biblioteche (USA) che ‘censurano’ il fumetto: infografica

Uno degli aspetti che evidenziano le (non poche) differenze tra la cultura fumettistica statunitense e quella del nostro paese, è la relazione con il sistema delle biblioteche pubbliche. Un settore sempre più redditizio per l’editoria dei comics, come ha raccontato qualche mese fa Publishers Weekly.

In questo canale, la presenza del fumetto vive uno sviluppo che si sta accompagnando anche a crescenti problemi. L’associazione Comic Book Legal Defense Fund ha infatti stilato un elenco dei numerosi casi di controversie – spesso con implicazioni legali – sorte tra lettori (o organizzazioni) e biblioteche, oggetto di una variegata serie accuse: in alcuni casi sono state ritenute responsabili di aver fatto finire certi fumetti nelle mani sbagliate, per una scorretta collocazione dei comics rispetto alle fasce di età; in altri sono state additate come colpevoli di veicolare contenuti scandalosi, violenti o pornografici. Per queste ragioni, talvolta alcuni fumetti sono stati espulsi o banditi da talune biblioteche.

Più di recente, per tornare a fare il punto, il CBLDF ha presentato un’infografica che offre una sintesi interessante sulle motivazioni di queste controversie. Il cui esito è tanto ovvio quanto (e proprio per questo) sorprendente: il principale nodo del contendere è il sesso. Oggi come ai tempi di Fredric Wertham, mutatis mutandis, il sesso disegnato – e il sesso negli occhi di guarda – è ancora un grande asset, per le più stantìe fra le polemiche fumettistiche.

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