In provincia con Gipi

Comunicazione di servizio, per chi fosse già rientrato dalle vacanze: domani il Collecchio Video Film Festival inaugura una rassegna dedicata a Gipi. Con proiezione de L’ultimo terrestre, selezione dei suoi cortometraggi, una mostra di tavole originali, e una chiacchierata insieme a Fabio Genovesi (e al sottoscritto).

Si tratta di un piccolo festival di cinema con una bella idea: promuovere il cinema antropologico e sociale indipendente, attraverso un concorso per esordienti. Accanto a questo, i ragazzi dell’associazione culturale Bomba di Riso ospitano ogni anno un cineasta/artista già affermato (due anni fa toccò ad Altan, per esempio), un po’ per ribadire anche nel contesto documentaristico il principio della contaminazione, un po’ per sottolineare la sensibilità antropologica di certi grandi talenti, un po’ per aiutare la visibilità della vetrina per gli esordienti.

La scelta – fatta con i ragazzi di Bomba di Riso – per progettare la mostra e la chiacchierata (e che mi ha portato a pensare a uno scrittore acuto e pimpante come Fabio Genovesi) è stata quella di mettere al centro lo sguardo di Gipi sulla provincia. Ma da un punto di vista meno ‘frontale’ del solito: mi piaceva l’idea di soffermarsi, per una volta, sugli elementi fantastici presenti nelle sue storie. Che all’apparenza stridono con l’immagine di un Gipi narratore ‘della realtà italiana’. Eppure funzionano e svolgono un ruolo importante: quello di sponde immaginifiche che riescono a “dire”, con un surplus irrazionale, la piccolezza – simbolicamente potente – della realtà di provincia.

 

Annunci

Altan e la crisi a Collecchio: le foto

Che Altan sia uno dei giganti del fumetto e dell’illustrazione, ce lo hanno ricordato, negli ultimi tempi, una bella mostra (al Museo della Musica di Bologna, nell’ambito di Bilbolbul 2009) e una piacevole raccolta di saggi e omaggi ripubblicata da Comma22.

La recente mostra Cipputi sui tetti, organizzata e prodotta dagli amici di Bomba di Riso come evento speciale del Collecchio Video Film Festival 2010, la segnalo quindi per 3 ragioni:

– Non è banale mettere a fuoco un’idea tematica o curatoriale, in un’Italia fumettistica in cui ancora imperversa il criterio secondo cui, per fare una “bella mostra”, basta sparare un nome e urlare – come gli imbonitori del cinema delle origini (i bonimenteurs di cui raccontava Alain Boillat) – “10, 100, 1000 disegni originali”! La crisi vista da Altan è quindi una idea semplice, non banale, opportuna sia rispetto al contesto che all’autore. Da un certo punto di vista, persino uno dei suoi temi di fondo.

– La Provincia italiana è anche questo: non solo Strapaese, ma anche uno sfracello di festival culturali, curati magari rubando tempo ad altri più nobili/umili lavori, da team di persone le più diverse. Obiettivo: costruire percorsi culturali, confronti e relazioni intorno a temi che non possono non starci a cuore. A Collecchio, questo cuore guarda ai documentari e cortometraggi di taglio antropologico-sociale. E il disegno satirico di Altan è una scelta in perfetta sintonia. Insomma: uno dei tanti cinefestival di nicchia, con una buona idea, buon clima, buon cibo (mi scuserete, ma la provincia italiana, in autunno, mette anche appetito).

– Ho dimenticato di segnalarla prima delle vacanze. Ed è ancora visitabile per una sola settimana. E gli amici del festival sono gente così gentile. E mi hanno anche mandato alcune foto.

Buona visita, dunque:

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: